Per combattere la corruzione serve prima di tutto una rivoluzione culturale

9 ottobre 2012 in Giustizia

Avere una legge contro la corruzione è necessario. Non solo perché ce lo chiede l’Europa, come ha giustamente sostenuto il presidente Napolitano qualche giorno fa, ma anche e soprattutto perché la corruzione si mangia ogni anno almeno 60 miliardi di euro e perché in ogni paese civile questo fenomeno è meno invasivo che da noi. Sarebbe decisamente meglio averne una davvero efficace, che comprendesse, ad esempio, il ripristino del falso in bilancio, norme contro l’autoriciclaggio, un aumento dei tempi di prescrizione, un inasprimento delle sanzioni.

A mio parere, però, quel che maggiormente serve è una rivoluzione culturale. Molti politici di professione, che non sanno fare altro nella vita, sono da sempre aggrappati alle proprie poltrone e hanno creato una rete di sottogoverno e di sottoamministrazione fatta di posti pubblici, presenze nei Cda, occupazione di ruoli chiave in giornali e televisioni diventando di fatto una lobby tutta tesa alla conservazione di poteri e privilegi. Nasce da qui uno scambio continuo di favori, di prebende, di appalti, che consente alla lobby di sopravvivere e crescere.

Come vedete siamo di fronte a un fenomeno molto diverso da quello che Di Pietro e il pool di Mani Pulite scoprirono nel ’92. Allora giravano soldi, oggi la piovra opera nel sottobosco degli affari e li fa apparire quasi sempre legittimi. Qualcosa si riesce a scoprire solo quando qualcuno commette un errore che fa crollare il castello. E questo errore viene commesso, il più delle volte, per eccesso di sicurezza o per delirio di onnipotenza, perché ci si considera intoccabili, come Fiorito o Lusi, tanto per citare solo qualche esempio.
Insomma, se non torniamo alla politica come tutela del bene comune e come servizio per i cittadini, non se ne esce. Per questo c’è bisogno di un limite di mandati in tutte le cariche elettive e candidature che siano più che specchiate: neanche un avviso di garanzia per reati contro la pubblica amministrazione o reati gravi può e deve essere tollerato. Persone capaci e competenti, non mestieranti senza mestiere, disoccupati cronici o sottoccupati, che per vivere hanno bisogno di sentirsi casta.

Per combattere la corruzione serve prima di tutto una rivoluzione culturale

1 Commenti

    1. [...] Per combattere la corruzione serve prima di tutto una rivoluzione culturale [...]

    2. pier scrive:

      A proposito della vicenda Maruccio nel Lazio…come la mettiamo? Controllate quello che succede a livello periferico… e chi controlla i controllori? Mi sembra pertinente a questo articolo…

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Per combattere la corruzione serve prima di tutto una rivoluzione culturale

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