Resti Sansone e muoiano i filistei

12 ottobre 2012 in Giustizia, Italia dei Valori, Politica

Resti Sansone e muoiano i filistei! Formigoni non ha senso della vergogna ed ha una faccia di bronzo. Non solo, si attiene ai principi del cattolicesimo a giorni alterni. Se così non fosse proverebbe un sussulto di fronte alle parole dure di monsignor Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria e fondatore di Comunità nuova: “io per primo sono a disagio, dice, come cattolico ma soprattutto come cittadino. Disagio perché la Giunta è diventata impresentabile”. E ancora: “una figura istituzionale del genere ha un compito importante da svolgere anche perché è un modello. Purtroppo le vicende che si sono mescolate in questi ultimi otto mesi, al di là delle responsabilità, fanno sì che la funzione educativa di questa giunta non sia più percepita come tale”.

Ma Formigoni non molla. Come Ponzio Pilato se ne lava le mani. Non che altri non siano peccatori, ma lui ha un potere in più: azzera la Giunta e resta attaccato alla sua poltrona, annunciando che non vede la possibilità di elezioni prima della scadenza naturale nel 2015. 
Lui, l’intoccabile, ma almeno coerente nella sua arroganza : non ha sentito il dovere etico di dimettersi di fronte ai primi sospetti che lo hanno riguardato, men che meno quando è stato investito da inchieste giudiziarie direttamente, ed ancora meno quando uno dei suoi assessori è stato arrestato per aver usato voti comprati dalla ‘ndrangheta. 

E non mi venissero a dire che siamo tutti uguali. Lo sdegno dei cittadini lo capisco, davvero. Ma, per cortesia, non facciamo confusione. Innanzitutto tra responsabilità politica e responsabilità giuridica; tra indagini e, quindi, reati sospetti, e fatti dimostrati, ovvero reati accertati. Questioni diverse che, però, dovrebbero avere tutte la stessa conseguenza: dimettersi da ruoli di governo e incarichi politici, perché la politica deve essere specchiata di fronte a chi ha l’onore di rappresentare. Poi, il nostro capogruppo nel Consiglio Regionale del Lazio, di fronte a indagini, si è dimesso nel giro di mezz’ora da ogni incarico, di partito ed istituzionale, per difendersi da privato cittadino. Non è rimasto arroccato alle tutele garantite da ruoli politici. Mi pare che la differenza sia chiara. Se è colpevole pagherà caro, in caso contrario, come mi auguro, potrà tornare alla sua attività politica ancora più forte di prima.

L’Italia dei Valori mette alla porta le mele marce (o presunte tali), non si trincera dietro a privilegi e non grida ai complotti. Rispetta il ruolo di magistratura. Poi, per il futuro, alza ancora di più l’asticella dei controlli, per garantire liste pulite, trasparenti e al di sopra di ogni sospetto alla prossime politiche. L’idea è quella di un meccanismo di selezione della classe dirigente che non passi più solo attraverso il giudizio di una persona o dell’ufficio di presidenza ma che preveda un controllo sociale tramite la partecipazione attiva della rete. L’obiettivo è quello di fare in modo che la storia di una persona emerga prima che sia stata eletta e non dopo, e che questa storia sia in qualche modo pubblica e consenta un processo di partecipazione democratica. 

Speriamo che il giochetto delle preferenze in circoscrizioni molto grandi, che stanno mettendo in piedi PdL-Lega-UDC, non aiuti chi ancora “ci marcia” a usare la malavita organizzata per “comprare” il potere. Da questo momento in poi nulla dovrà più essere come prima. Ora è il momento di essere integerrimi più che mai di fronte ai cittadini che hanno perso, giustamente, ogni fiducia nei confronti della politica e rischiano di cascare nella tentazione di un voto di mera protesta, che però non darà loro un futuro di governabilità.

Resti Sansone e muoiano i filistei

3 Commenti

    1. Giuseppe Carbone scrive:

      A me dal Nord al Sud la casta politica regionale senza eccezione dà l’immagine di CANI CHE NON VOGLIONO MOLLARE L’OSSO. L’osso delle indennità di ogni tipo, dei vitalizi, dei privilegi ecc… E tu li conosci bene in Basilicata. E il nostro partito c’è dentro tutto quanto. Se in Basilicata non vengono a galla ( malgrado le denunce) questo succede perché c’é una magistratura collusa con il potere o distratta malgrado le denunce sui giornali e della corte dei conti. Mi chiedo come fai a non provare vergogna di quanto abitualmente succede nel Palazzo della Regione Basilicata nei consigli regionali! Ancora con amicizia.

    2. Giada scrive:

      Basta dichiarare di essere ferventi cattolici e avere tutte le porte aperte anche se si è disonesti… una cosa spero che almeno la lega nel 2013 lo faccia godere. Questi individui e con esso anche la Spolverini rimangono attaccati ai loro privilegi dato che ormai immaginano la fine della loro carriera politica a meno che qualche tappo non li riabilita!!!

    3. bruno d'alessandro scrive:

      Io penso che in altri tempi,già avremmo avuto un caso Matteotti.
      Al posto suo e di Di Pietro,da mo che avrei lasciato perdere per ritirarmi a vita privata.
      Non siamo in democrazia,siamo nel caos più assoluto,e ancora non arrivano al potere quei giovani che d’educazione e senso civico ne hanno avuto alcuno.

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  • Giuseppe Carbone
    del 13 ottobre 2012
  • Giada
    del 13 ottobre 2012
  • bruno d'alessandro
    del 13 ottobre 2012