Un concentrato di porcherie

14 ottobre 2012 in Economia, Politica

Il governo sta riscrivendo l’art. 1 della Costituzione, trasformando l’Italia in una Repubblica tecnocratica fondata sulle tasse, in cui la sovranità appartiene ai poteri forti, che la esercitano nelle forme e nei modi a loro più utili. Non è solo una provocazione, è un dato di fatto scritto in un anno di manovre e di riforme che, tra nuove imposte e tagli lineari, hanno sempre, immancabilmente, stangato i soliti noti, ossia lavoratori, pensionati, famiglie. La legge di stabilità approvata martedì notte dal Consiglio dei ministri ne è l’ultima triste conferma, un concentrato di porcherie che senza modifiche radicali è destinato solo ad accrescere l’esasperazione già altissima che c’è nel Paese.

Stavolta i tecnici si sono superati, per far cassa vogliono tassare anche le pensioni di invalidità e gli assegni di accompagnamento, le pensioni di guerra e le indennità dei ciechi civili, persino gli assegni mensili legati alle medaglie al Valor militare. Ideona da premio Nobel, che si aggiunge al grande imbroglio dello scambio indecente tra Iva e Irpef. Il trucco è stato smascherato subito: il governo pensava di nascondere la stangata dell’aumento dell’Iva e del taglio retroattivo – e sottolineo retroattivo – agli sgravi fiscali, dietro una riduzione dell’Irpef assolutamente insufficiente e fatta senza sostanziali differenze tra redditi alti e redditi bassi. Un monumento all’iniquità e un esempio di arroganza fiscale che si commenta da solo.

I conti li hanno fatti giornali, centri studi, esperti economici, sindacati, associazioni di categoria e la conclusione è unanime: a regime, cioè dal prossimo anno, tra taglio dell’Irpef e aumento dell’Iva il saldo sarà negativo per le tasche della stragrande maggioranza degli italiani. E in più ci sarà l’aggravante di deprimere ancora di più i consumi, che già sono ai minimi termini per l’effetto congiunto della crisi e delle nuove tasse che hanno svuotato i portafogli.

Questo è il governo dei professori, un governo che si rifiuta di introdurre una patrimoniale sulle grandi ricchezze ma che non si fa scrupoli di colpire con accanimento scientifico e in maniera sempre più dura le fasce sociali più deboli e più esposte alla crisi. E l’equità? E la crescita? Ce ne hanno parlato, ma si sono subito perse nelle false promesse del presidente Monti. Non resta che chiedere aiuto a “Chi l’ha visto”…

Un concentrato di porcherie

4 Commenti

    1. Antonio Romano scrive:

      Gentile Senatore, quello che Lei scrive è tutto vero, per cui non capisco la posizione che assume l’idv rispetto ai partiti del cd centro sinistra, che non governeranno meglio di Berlusconi o Monti. L’unica alternativa è proporsi come gruppo di rottura, insieme al Movimento 5 stelle, nella speranza che gli Italiani, stanchi della malapolitica e dai politicanti ladri, diano un voto completamente alternativo.

    2. Pietro Meloni scrive:

      Salve Senatore,anche questa volta avete dimostratto che delle vittime del fenomeno del mobbing,causa di ( suicidi ) invalità permanenti di licenziamenti e si purtroppo anche causa di disgragazioni familiari.L’ultima raccolta firme per i 4 referendum potevate inserirci anche il quesuto per una legge che tra l’altro oltre che arginare il fenomeno che si stà diffondendo persino nelle caserme,ma è La Comunità Europea che da anni ci fa pagare sanzioni per non hver recepito la Loro direttiva. Mi ero illuso che almeno Voi di I D V Avreste preso in seria considerazione il caso così complesso edelicato,mentre ancora una volta mi accorgo che a Voi Politici finché non mettete i piedi sulla terra ferma non capiate i reali disastri che state creando

      .

    3. Giada scrive:

      Pur di non tagliare le agevolazioni dei politici si preferisce tagliare ancora sui redditi medio e medio bassi. Ritengo il Presidente Napolitano uno dei maggiori colpevoli, ha cambiato bandiera da sinistra ormai è tutto a destra!!!

    4. Cara Giada, il signor Napolitano, miglior presidente della repubblica dell’ultimo millennio, è stato lui che in data 14 dicembre 2010, data che, a mio avviso, rimarrà impressa come pagina nera della storia repubblicana, ha scoraggiato il voto di sfiducia al precedente governo ed inconsapevolmente consentito la famosa campagna acquisti di parlamentari da parte dell’allora presidente del consiglio, con tutte inevitabili nefaste conseguenze, per quanto poi riguarda il cambio di bandiera, basta informarsi sulla militanza politica del giovane universitario Napolitano nel periodo storico dove il suo coetaneo Sandro Pertini soggiornava nelle patrie galere, ovvero svolgeva l’ambita funzione di manovale nel dorato esilio francese, a causa delle persecuzioni nazi-fasciste.

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