Monti non ha più la maggioranza, il Paese è senza Governo: la parola torni ai cittadini

6 dicembre 2012 in Elezioni, Politica

Oggi in Senato si è materializzata la caduta dell’Esecutivo dei cosiddetti tecnici, questo è il dato politico al di là della risicata fiducia che ha ottenuto, addirittura la 48esima in un anno, una media di una a settimana. Un record allarmante per lo stato di salute della democrazia, che coincide con il consenso più basso mai registrato da Monti: appena 127 senatori hanno votato a favore del dl sviluppo, una vera e propria decimazione. Il Governo non ha più la maggioranza che lo sosteneva, è evidente che il Capo dello Stato dovrà prendere atto di questo mutato scenario politico. Ma chi vuole lo scioglimento del Parlamento senza approvare la riforma della legge elettorale, lo dica chiaramente agli italiani e la smetta di prenderli in giro.

 

Il Pdl ha fatto venire meno il suo sostegno semplicemente per un calcolo elettorale di Berlusconi, preoccupato dalle pur fiacche norme sull’incandidabilità e dalla riforma dell’indecente Porcellum. Ma è sempre stato sotto gli occhi di tutti che il Governo Monti è il frutto di un accanimento terapeutico. L’Italia dei Valori ha affermato da tempo che bisognava certificare la fine di questa disastrosa esperienza di Governo, abbiamo sempre contrastato i suoi provvedimenti e anche oggi abbiamo votato contro il decreto sviluppo. Ci siamo opposti all’azione di Monti e dei suoi ministri improvvisati sia nel merito che nel metodo, contestando il contenuto inutile e dannoso delle misure adottate e l’abnorme ricorso alla decretazione d’urgenza. Ma, nonostante il commissariamento del Parlamento, l’Esecutivo non è rimasto a lungo sotto la tenda dell’ossigeno. Quello dei professori è un Esecutivo ormai clinicamente morto.

 

Un Esecutivo nominato e non fondato sul consenso elettorale, sostenuto da una maggioranza strampalata e dai poteri forti, che è andato avanti a colpi di provvedimenti blindati e ha esautorato le Camere dalle proprie funzioni. Un Esecutivo che ha smantellato lo Stato sociale, che ha strozzato l’economia nella morsa del rigore e della mancanza di equità, che ha ridotto ai minimi termini i diritti e il mercato del lavoro. Un Esecutivo che ha pensato di gestire la nostra democrazia come una società offshore, senza riuscire a mettere in sesto i conti ma anzi aggravando il debito pubblico, il livello di corruzione ed evasione, la caduta libera del Pil.

 

L’IdV lo ha detto dal primo momento, ora tutti sono costretti ad ammetterlo: bisogna porre fine a questa agonia. È evidente che il Paese è senza Governo. E in una democrazia compiuta, quando viene meno il Governo non rimane altro che lasciare la parola agli elettori. Si approvino subito, in due settimane, rinunciando anche alle vacanze natalizie, una buona legge elettorale e una legge di stabilità che vada incontro ai più deboli, quindi si vada dritti dritti a nuove elezioni per archiviare questa orribile legislatura.  Bisogna lasciarsi alle spalle la fallimentare prova della tecnocrazia, offrendo ai cittadini una proposta politica alternativa in grado di garantire vera discontinuità, tanto rispetto a Berlusconi quanto rispetto a Monti, per tirare il Paese fuori dalle sabbie mobili e voltare finalmente pagina.

Lascia un commento