La triste giornata dei silenzi imbarazzati

13 dicembre 2012 in Elezioni, Giustizia, Politica

Le dichiarazioni del segretario del Pd Bersani alla stampa estera sono gravi. Apertura al centro anche in caso di vittoria netta dopo le elezioni, intangibilità dell’articolo 18 e della riforma Fornero. Si tratta di questioni dirimenti e che non possono far parte di un programma di centrosinistra. Immagino l’imbarazzo di chi, come Nichi Vendola, ha chiuso con il Pd un accordo programmatico e, oltre ad aver sempre detto di essere alternativo ai centristi di Casini e di voler accantonare l’agenda Monti, fa parte del comitato promotore dei referendum in tema di lavoro (abrogazione dell’articolo 8 della riforma Fornero, sui contratti nazionali collettivi, e ripristino dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori). Ora si ritrova Monti in casa, i centristi alla porta pronti a entrare subito dopo il voto, e il partito di maggioranza relativa della coalizione che blinda la riforma Fornero, articolo 18 compreso.
Capisco il gelo che deve essere calato dalle parti di Sel, ma Vendola non può continuare a tacere. Mentre scrivo, sono le 20, nessun esponente di Sinistra, Ecologia e Libertà ha ancora rilasciato dichiarazioni. Capisco anche l’imbarazzo di chi ha girato al vincitore delle primarie centinaia di migliaia di voti ricevuti al primo turno, ma gli elettori del centrosinistra devono sapere con precisione la posizione di tutti i partiti. L’Italia dei Valori su questo è stata netta: no all’agenda Monti, no a Casini, no alla riforma Fornero.
Ma oggi sembra la giornata del silenzio. Tace Vendola, tacciono gli esponenti di Sel ma tace anche Bersani. Oggi Antonio Ingroia, sul sito di Micromega, ha inviato al segretario del Pd una lettera aperta, condivisibile in ogni sua parte, in cui si chiede al vincitore delle primarie e principale candidato a Palazzo Chigi, se è disponibile ad abrogare le leggi ad personam e a combattere seriamente la mafia. Più che una lettera è un programma sulla giustizia. Ma da via del Nazareno, al momento, tutto tace, proprio come dalla sede di Sel.


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