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16 dicembre 2012 in Elezioni, Politica, Referendum

Ricordate la foto del Palazzaccio di qualche mese fa? Partiti ed esponenti della società civile erano in Cassazione per presentare due quesiti referendari sul lavoro su cui si stanno ancora oggi raccogliendo le firme. Pochi avrebbero immaginato che quelle forze politiche, eccetto una, avrebbero cominciato a ragionare per la costruzione un progetto politico comune che addirittura potrebbe sfociare nella presentazione di una lista unica da presentare alle prossime elezioni. In quella foto, però, c’è una forza politica, Sel, che ha deciso di far parte del comitato promotore ma, allo stesso tempo, di isolarsi e di allearsi con il partito Democratico il cui segretario e candidato premier ha dichiarato, proprio qualche giorno fa, che i testi da cambiare con la richiesta di referendum sono  intoccabili.

Capisco che in cambio di una quarantina di parlamentari qualcuno è disposto anche a stringere patti con il diavolo, ma vale la pena di ricordare che programmaticamente Sel è molto più vicina alle forze rappresentate in quella fotografia che non al Pd. Anche perché da sola Sel non avrebbe alcun potere né di veto né di condizionamento delle scelte del Pd, soprattutto se quest’ultimo dovesse, dopo le elezioni, non avere la maggioranza in Senato e creare un’alleanza con qualche forza di centro. Diverso sarebbe se le forze rappresentate in quella fotografia, o anche solo una parte di esse, facessero quadrato con Sel all’interno del centrosinistra. Con ogni probabilità quel centrosinistra avrebbe una maggioranza certa al Senato e sarebbe autosufficiente. In quel caso, ogni decisione dovrebbe essere mediata sulla base del rapporto di forza uscito dalle urne che sarebbe molto diverso da quello tra Sel e Pd che oggi, sulla base della media dei sondaggi, è di circa 1 a 7. Questo, si badi bene, non sarebbe la riproposizione dell’Unione. L’Italia dei Valori a quell’esperienza ha partecipato e la distanza tra i confini di centro e di sinistra era davvero troppo ampia. In questo caso un dialogo e una sintesi sarebbero possibili.

Ma se il Pd decidesse di intraprendere un’altra strada, magari verso Casini-Montezemolo-Monti, allora Sel avrebbe il dovere, prima di tutto verso i suoi elettori, di abbandonare quella strada e di partecipare al progetto che stiamo costruendo e in cui, ne sono certo, si riconoscono tutti i suoi elettori. Insomma: con il Pd ci si può alleare se il rapporto non è sproporzionato, altrimenti si finisce con l’essere solo un’appendice, uno specchietto per le allodole per attrarre un po’ di voti anti Monti. E il Pd deve fare una scelta perché non può tenere aperte due opzioni, magari nel tentativo di metterle in campo entrambe: quello sì sarebbe un inciucio. E una manciata di parlamentari non giustificherebbero l’adesione a quella scelta.

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Un commento

    1. Antonio scrive:

      Il PD sta a IDV come il fumo agli occhi.. ha usato ed userà tutti i mezzi per isolare o distruggere IDV ciò mi dispiace ma è così.Ricordo che IDV ha raggiunto il massimo dei consensi quando metteva in evidenza i guasti del PD .. secondo me il PD va va combattuto con ogni mezzo… è importante entrare in parlamento con più parlamentari possibile.. non fare parte del governo.. Vendola? ha tradito bisogna render pan per focaccia.. isolarlo.. con una politica energica IDV si potrà riprendere.. auguri

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  • Antonio
    del 17 dicembre 2012