La mia intervista a Il Punto: “L’IdV non si scioglie e riparte con forza”

21 dicembre 2012 in Politica

In un’intervista al settimanale “Il Punto” ho detto la mia sull’Italia dei Valori, sulla nostra collocazione nel centrosinistra e sulle possibili alleanze in vista del voto. Io credo molto in un’aggregazione che metta insieme quelle forze politiche decise ad andare oltre il berlusconismo e il montismo e quei pezzi di società civile e quei movimenti che si riconoscono nella Costituzione, nella legalità, nella giustizia sociale. Qui di seguito potete leggere l’intervista integrale.

Una precisazione, prima di cominciare: «Eviterei di definire  ciò che sta nascendo come “Quarto Polo”. Non porta bene e mi dà l’idea di qualcosa di residuale. Credo che, in questa nascente aggregazione di forze, ci sia bisogno di partire prima di tutto dalla società civile tenendo presente quanto di buono c’è ancora nella politica e nei movimenti». È questo il pensiero di Felice Belisario, capogruppo al Senato dell`Italia dei valori.

Che Idv esce dall`assemblea di sabato scorso e, soprattutto, da dove intendete ripartire?
«Sicuramente l`Idv si è rafforzata. Il partito ha ripreso la voglia di combattere e crede di poter ripartire con forza. In questi anni i nostri gruppi parlamentati alla Camera e al Senato sono stati indicati da tutti come i più produttivi: significa che abbiamo progetti e persone per bene anche nelle istituzioni La prossima campagna elettorale non sarà una passeggiata di salute, ma i dirigenti territoriali sono caricati e pronti».

Lei non vuole chiamarlo Quarto Polo. Diciamo, allora, che sta nascendo qualcosa “a sinistra della sinistra”?
«Io direi che sta prendendo vita un’aggregazione che difende i principi fondanti della Costituzione, che mette al primo posto gli articolo l e 3 della nostra Carta quei principi che si riferiscono alla scuola pubblica, alla sanità pubblica e alla parità di genere».

Qual è l’orizzonte programmatico di questa aggregazione? Cercherete la convergenza con la coppia Pd-Sel?
«Noi dell’Italia dei valori siamo stati chiari: lavoreremo fino all’ultimo istante per far comprendere al Partito democratico che c’è la necessità di far convergere le forze, di fare in modo che anche le diversità diventino una risorsa. Certo, non possiamo pensare a rifare l’Unione, perché quella è stata un’esperienza fallimentare che ha portato la destra alla vittoria. Però domando: non le sembra che un’alleanza che va da Casini e Montezemolo fino a Vendola sia una Unione del 2013? La confusione che è oggi sul piatto della politica dovrebbe insegnare qualcosa al Pd».

Nei mesi scorsi Vendola è stato molto vicino ad Antonio Di Pietro. E, è bene ricordarlo, figura in quella lista di forze che con voi hanno appoggiato i referendum sugli art. 8 e 18. Ora però sembra essersi sfilato. Cosa ne pensa?
«Diciamo che in questa fase Vendola mi pare un po’ timido. Ha paura di scontentare il Pd ma anche i suoi, che vogliono tornare in Parlamento…».

Nella nuova creatura che sta nascendo dovrebbero confluire anche Prc e Pdci. II segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, è stato chiaro: «Basta perdere tempo con il centrosinistra».  C’è la possibilità di andare da soli?
«Noi siamo nel centrosinistra, come testimoniano le alleanze che abbiamo stretto in tantissime Regioni d’Italia Lombardia, Molise, Lazio, Liguria, Toscana, Puglia… -, nella maggioranza delle Province e nella quasi totalità dei Comuni, eccezion fatta per Napoli e Palermo. Abbiamo il dovere di essere coerenti con la politica che facciamo sul territorio. Se a livello nazionale si andrà divisi, certamente non per colpa dell’Italia dei valori, ce ne faremo una ragione e proveremo a lavorare seguendo una via diversa. Però noi, ribadisco, proveremo fino alla fine a rafforzare il centrosinistra, non a indebolirlo».

Si parla della possibilità di far confluire l’Idv nel movimento Arancione, ovviamente rinunciando al nome e al simbolo. C’è questa possibilità?
«Chiariamoci: l’Idv non si scioglie. Faremo un congresso rifondativo e da h ripartiremo, togliendo il nome di Di Pietro e uscendo da una visione personalistica della politica.  Io, come Italia dei valori, non confluisco da nessuna parte: possiamo entrare a far parte di qualcosa di diverso, ma non ci facciamo annettere né dal Movimento Arancione né da altri. Serve qualcosa di più grande che alle elezioni consenta a forze sane di rientrare in Parlamento e di frenare questa deriva populisticobancaria».

De Magistris ha indicato Antonio Ingroia come candidato premier…
«Il sindaco di Napoli è andato avanti, il magistrato gli ha risposto che forse corre troppo. Conosco personalmente Ingroia e lo stimo, credo sia una grande personalità su cui non ho nulla da obiettare. Come Italia dei valori, però, non abbiamo fatto ancora alcuna valutazione».

 

La mia intervista a Il Punto: “L’IdV non si scioglie e riparte con forza”

Un commento

    1. Dina Di Menno scrive:

      Risposta al Dr. Ingroia
      Caro Ingroia,
      IO NON CI STO
      Non ci sto al fatto che pretendi un passo indietro da Di Pietro
      Proprio Di Pietro che, come te e forse più di te
      sta pagando un prezzo altissimo per l’essersi schierato contro il Quirinale
      e sai a cosa mi riferisco.
      Proprio di Pietro che da quasi vent’ennio sta portando avanti le lotte
      che oggi tu dici voler affrontare.
      Proprio Di Pietro che in Parlamento e fuori ha appoggiato le agende rosse, la Fiom di Landini, si è schierato contro la mafia, i poteri forti … e per questa ragione è il politico più odiato sia da destra che da sinistra.
      Per questo caro Ingroia, io con te
      NON CI STO
      Invece di lodare pubblicamente tutto l’operato dell’IDV,
      lo hai pubblicamente (quasi) denigrato,
      dando ” il fianco” a Berlusconi, Monti ed anche al PD.
      Sì, proprio al PD che da quando esiste il bipolarismo
      ha perennemente inciuciato con il PDL
      ed ha anche governato.
      E questo è stato il risultato…. un’Italia malata (come hai giustamente affermato)
      E ti vuoi inciuciare anche tu con il PD?
      per quale ragione?… di grazia…
      Guarda che chi ti sta parlando
      non è una politicante (da strapazzo…)
      ma una benpensante, fuori dalla politica attiva
      ma attenta non solo alle parole, ma soprattutto ai fatti o meglio al voto parlamentare.
      E’ stato solo Di Pietro a non voler partecipare alla macelleria sociale operata da Monti e company
      con l’appoggio del PD
      verso il quale oggi tu hai lasciato aperta la porta….
      Quindi caro Ingroia,
      vergognati pure tu.
      Dina Di Menno Di Bucchianico

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La mia intervista a Il Punto: “L’IdV non si scioglie e riparte con forza”

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  • Dina Di Menno
    del 22 dicembre 2012