Monti “sale” in politica, cosa faranno ora Bersani e Vendola?

23 dicembre 2012 in Elezioni

Ma c’è qualcuno che ha capito cosa vuol fare Mario Monti da grande? Ha detto che posterà una sua agenda che, dopo anni che si dedica (male) allo studio dei problemi dell’Italia, dovrebbe essere già pronta da un pezzo. Invece sarà trasferita solo tra qualche giorno sul web.A quel punto chi la condivide potrà anche calarlo dall’alto come candidato premier, senza passaggio elettorale, si intende, perché lui è già in Parlamento.

Una lista che lo candidasse supererebbe, secondo i sondaggi, a stento il 10%, segno che le ricette tanto decantate dal professore non sono poi così condivise e molti italiani pensano che i sacrifici sono stati troppo pesanti e, soprattutto, sono caduti sulle spalle di una parte soltanto. Per non parlare degli errori. Nella conferenza stampa avrei voluto che ne riconoscesse qualcuno, per onestà. Che ad esempio chiedesse scusa agli esodati, centinaia di migliaia di persone che grazie alla sua riforma delle pensioni sono rimaste senza reddito. Invece niente. Monti ha soltanto fatto l’elogio del suo governo, dimenticando le condizioni in cui lascia il Paese. Certo, lo spread è sceso e l’Europa non ha cacciato a pedate l’Italia dall’euro perché la differenza con il suo predecessore, almeno sul piano dello stile, è innegabile. Ma con lo spread i cittadini, per dirla grossolanamente, non ci mangiano. Mangiano invece con i redditi da lavoro e, nel periodo del suo governo, la disoccupazione è salita alle stelle, per non parlare di altri indicatori economici che determinano una situazione ancora oggi al limite del collasso. Di questo Monti non ha parlato.

Ma cosa succede adesso? Monti attrarrà inevitabilmente elettori da entrambi gli schieramenti e il centrosinistra rischia clamorosamente di non conquistare la maggioranza al Senato. A questo punto sarebbe utile che da Bersani e Vendola arrivasse qualche elemento di chiarezza. I due vogliono restare nella palude attuale, quella che gli impedirà di governare? Oggi più che mai appare chiarissimo che dovranno allargare la coalizione e rivedere il proprio programma. Possono decidere di farlo in due modi: o guardare a Monti che imporrà la sua agenda di lacrime e sangue oppure guardare dalla nostra parte, quella di Di Pietro e di Ingroia. Devono deciderlo loro, ma quel che pretendo, come cittadino prima ancora che come uomo impegnato in politica e nelle istituzioni, è che lo dicano prima. Dopo sarebbe troppo comodo e, soprattutto, sarebbe sleale nei confronti dei propri elettori.

Monti “sale” in politica, cosa faranno ora Bersani e Vendola?

2 Commenti

    1. Dina Di Menno scrive:

      NON CI STO CON IL PD, COME NON C STO CON INGROIA
      Ecco la risposta che ho inviato al Dr. Ingroia alla sua richiesta di vedere chi ci sta al suo dictat…
      Caro Ingroia,
      IO NON CI STO
      Non ci sto al fatto che pretendi un passo indietro da Di Pietro
      Proprio Di Pietro che, come te e forse più di te
      sta pagando un prezzo altissimo per l’essersi schierato contro il Quirinale
      e sai a cosa mi riferisco.
      Proprio di Pietro che da quasi vent’ennio sta portando avanti le lotte
      che oggi tu dici voler affrontare.
      Proprio Di Pietro che in Parlamento e fuori ha appoggiato le agende rosse, la Fiom di Landini, si è schierato contro la mafia, i poteri forti … e per questa ragione è il politico più odiato sia da destra che da sinistra.
      Per questo caro Ingroia, io con te
      NON CI STO
      Invece di lodare pubblicamente tutto l’operato dell’IDV,
      lo hai pubblicamente (quasi) denigrato,
      dando ” il fianco” a Berlusconi, Monti ed anche al PD.
      Sì, proprio al PD che da quando esiste il bipolarismo
      ha perennemente inciuciato con il PDL
      ed ha anche governato.
      E questo è stato il risultato…. un’Italia malata (come hai giustamente affermato)
      E ti vuoi inciuciare anche tu con il PD?
      per quale ragione?… di grazia…
      Guarda che chi ti sta parlando
      non è una politicante (da strapazzo…)
      ma una benpensante, fuori dalla politica attiva
      ma attenta non solo alle parole, ma soprattutto ai fatti o meglio al voto parlamentare.
      E’ stato solo Di Pietro a non voler partecipare alla macelleria sociale operata da Monti e company
      con l’appoggio del PD
      verso il quale oggi tu hai lasciato aperta la porta….
      Quindi caro Ingroia,
      vergognati pure tu.
      Dina Di Menno Di Bucchianico

    2. antonio scrive:

      Egr. sig.ra Dina
      condivido ogni sua parola, ma purtroppo devo farLe considerare che a volte in politica ci sono necessariamente momenti di opportunità che,come in questo caso, a mio avviso naturlamente, portano a decisioni che vanno fatte più con la testa che non con il cuore. Di Pietro ha commesso alcuni errori, naturlmente sempre secondo il modo di pensare, in parte anche ammessi dallo stesso Di Pietro in qualche suo post. Ha scelto, in via prioritaria, che il partito Idv crescesse forzatamente, per cui ha imbarcato uomini con pacchetti di voti senza volutarne a fondo la loro onestà intellettuale e politica, inoltre e questo a mio avviso ancora più grave ha scelto, una posizione di sublaternità al Pd senza far diventare l’IDV promotore di iniziative politiche, lasciando spazio ad altri (leggi Ingroia).
      Purtroppo per la campagna che si è scatenata contro di Lui oggi indubbiamente l’Idv rischia grosso e per me, le confesso, oltre a sentirlo come una ingiustizia mi fa una rabbia enorme.Cosa sia giusto fare? A me hanno insegnato che in politica,quando ci si trova in queste situazioni c’è solo un modo per uscirne, sconvolgere i giochi. tanto da stanare le contraddizioni degli altri. Allora cosa vogliono che il simbolo sparisca dalla lista, benissimo, ma durante la campagna elettorale, tutti i gazebi di IDV dovranno portare il simbolo di IDV oltre a quella della lista. Vogliono che sia dato spazio alla società civile, meglio ancora, IDV vada nei luoghi fisici del disatro Monti ( ILVA-Sulcis-Fiat- Esodati-ecc…) e faccia scegliere con primarie i propri candidati, ovvero manda in parlamento dei rappresentanti in modo da portare in parlamento il disastro di questa italia governata male sia dalla sx che dalla dx e adesso dalle banche.

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  • Dina Di Menno
    del 23 dicembre 2012
  • antonio
    del 23 dicembre 2012