Le prime certezze di una sfida impegnativa

29 dicembre 2012 in Politica

E vai! Siamo partiti con Ingroia candidato premier verso le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Buona politica e società civile o, se preferite, società civile e buona politica hanno trovato una prima certezza: provare a cambiare l’Italia partendo dal Manifesto che Ingroia, Orlando e De Magistris hanno sottoscritto per primi. Un’altra certezza è la generosità dei partiti che sosterranno questa innovativa iniziativa. Sì, generosità perché ci mettono organizzazione e sostegno rinunciando alle loro bandiere, ma non ai loro programmi, che sono mirabilmente sintetizzati nel Manifesto, né ai loro esponenti migliori.

Un’ulteriore certezza é nella convinzione comune che l’Italia non ripartirà mai, se prima non si libererà per sempre dalle scorie del berlusconismo e del montismo che hanno affamato i ceti deboli, rovinato la piccola e media impresa, agevolato corrotti ed evasori, distrutto scuola pubblica e ricerca. E dopo le elezioni va impedito l’inciucio strisciante tra Bersani-Vendola e Monti perché, diversamente, gli italiani saranno ancora una volta truffati.

Infine, ma non per ultima la certezza Antonio Ingroia. Nessuno di noi pensa che egli sia l’uomo dei miracoli. Gli chiediamo piuttosto di essere il sereno e rigoroso riferimento di culture diverse che hanno una piattaforma comune: la difesa dei principi inviolabili della nostra Costituzione. Diritto al lavoro e tutela dei lavoratori, uguaglianza di tutti davanti alla legge, libertà d’impresa, scuola e sanità pubblica, indipendenza della magistratura, tutela dell’ambiente, no alle guerre travestite da missioni di pace, libertà di informazione, laicità dello stato. Dal mix virtuoso di società civile e buona politica può ritornare la speranza di un futuro oggi negato.

Le prime certezze di una sfida impegnativa

3 Commenti

    1. Pietro Galati scrive:

      Speriamo bene. C’è tanto bisogno di ritrovare la forza di reagire a tanta devastazione che ha prodotto nella gente sfiducia nella politica e nelle istituzioni e, quel che è peggio, indifferenza e rassegnazione.

    2. Pietro Galati scrive:

      Vedo IdV un po’ titubante dopo tanta enfasi su questo nuovo soggetto. Il blog di Di Pietro è fermo. Che succede?
      E’ vero che l’Italia non ha mai conosciuto una vera rivoluzione, ma il ’68 l’abbiamo fatto anche noi e con tanto entusiasmo.
      Non diamo l’impressione di essere dei “sognatori” a occhi chiusi.

    3. … io ci stò… terlizzi ci stà …! Saluti .

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