La grande stampa ci disprezza, noi andiamo avanti senza filtri

30 dicembre 2012 in Elezioni, Informazione, rai

Come era ampiamente prevedibile, la grande stampa, quella dei salotti buoni e che spesso è telecomandata dai grandi gruppi di potere, ha accolto la candidatura di Antonio Ingroia e la nascita del progetto di Rivoluzione Civile con sdegno, quasi con disprezzo. Basta leggere Repubblica, il Corriere della Sera, l’Unità, ma anche tanti piccoli e medi giornali che hanno criticato aspramente la sua scelta e, con argomentazioni stucchevoli e strumentali, senza alcun contenuto, hanno bocciato la sua candidatura. Me lo aspettavo, ce lo aspettavamo. La campagna elettorale, ormai, non la fanno soltanto i politici e poiché, oggi più che mai, la posta in gioco è altissima, i generali hanno messo in campo le truppe cammellate. E questo è ancora niente. Ci aspettano due mesi di fuoco, due mesi in cui gli attacchi saranno subdoli, alle spalle. Noi pagheremo la nostra coerenza, di aver difeso la libertà di tutti i canali di informazione. Al contrario degli altri, di tutti gli altri, non abbiamo nessuno nel Cda Rai, non abbiamo direttori amici, non abbiamo redattori compiacenti. Ma pretendiamo rispetto. Pretendiamo che si guardino i contenuti e la coerenza delle storie personali di chi questi contenuti ha deciso di portarli avanti. Ognuno è libero di criticare quanto vuole ma, lo ribadisco, sui contenuti, non sulle chiacchiere strumentali. Consentiremo il gioco duro, insomma, ma non quello scorretto. E pretenderemo che gli spazi siano garantiti. Dalla televisione pubblica, ad esempio, l’Italia dei Valori è ormai sparita da qualche settimana.
Ma è necessario che la nostra  comunicazione sia ben fatta e utilizzi tutte le tecniche più moderne. Le nostre idee, il nostro progetto, dobbiamo portarli avanti anche con altri strumenti. Innanzi tutto con quelli tradizionali: il porta a porta e gli incontri di piazza. Dobbiamo continuare a stare tra la gente, soprattutto per ascoltare. Personalmente l’ho sempre fatto, come sanno coloro che vivono nel mio territorio, ora dobbiamo intensificare e intercettare tutti per spiegare, convincere, aggregare. Ma dobbiamo utilizzare al meglio anche le nuove tecnologie, il web e i social per scambiare idee, ascoltare le critiche, condividere il nostro percorso e diffondere le nostre idee in maniera virale, affinché tutti possano essere raggiunti ed essere messi in condizione di scegliere. Senza il filtro dei media possiamo davvero far arrivare a tutti il nostro messaggio e la nostra proposta. Siamo già in tanti, ma possiamo e dobbiamo crescere per essere realmente incisivi nei processi sociali ed economici del Paese nei prossimi anni. Che la Rivoluzione Civile abbia inizio.

La grande stampa ci disprezza, noi andiamo avanti senza filtri

2 Commenti

    1. Folli Giovanni scrive:

      E’ abbastanza curioso criticare le truppe cammellate degli altri quando Idv le ha sempre usate per vincere “male” i congressi provinciali e regionali. Chi di spada ferisce…

    2. Pietro Galati scrive:

      Nei “salotti buoni” non poteva che essere accolto con disprezzo. Ma non certo, credo, con indifferenza.

      Sarà morto il marxismo, ma non Marx e la sua attualità. Scrive J. Derrida in “Spettri di Marx”: “forse non si ha più paura dei marxisti, ma si ha ancora paura di certi non-marxisti che non hanno rinunciato all’eredità di Marx”.

      Bisogna far sentire CHIARO e FORTE che uno spettro si aggira per il Belpaese: lo spettro della Libertà, Uguaglianza, Fratellanza.

      Davide contro Golia: Rivoluzione Civile contro il Berlusconisco e il Montismo.

      Se ci crediamo, è possibile. Ma, l’ho sempre detto, quel che resta di IdV deve essere più PRESENTE SUL TERRITORIO e fare fino in fondo la sua parte.

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  • Folli Giovanni
    del 30 dicembre 2012
  • Pietro Galati
    del 31 dicembre 2012