Il pregio raro della coerenza

2 gennaio 2013 in Politica

In politica la coerenza è ormai diventata merce così rara che essere coerenti non è più la regola ma l’eccezione. Ebbene, l’Italia dei Valori può rivendicare con legittimo orgoglio di essere questa eccezione. Lo dico con la forza dei fatti, perché in cinque anni di legislatura siamo sempre rimasti fedeli ai nostri princìpi e al rispetto dei nostri elettori come dimostrano le battaglie che abbiamo combattuto in Aula e nelle piazze. Ci siamo presentati con un programma e con una proposta politica chiari e non abbiamo cambiato idea, nemmeno quando siamo rimasti unica voce fuori dal coro, bersaglio preferito da destra e da sinistra.

Abbiamo fatto opposizione durissima a Berlusconi prima e a Monti poi, contestandone nel merito le politiche, senza mai piegarci a compromessi, senza lasciarci coinvolgere in maggioranze improbabili e innaturali che infatti hanno prodotto solo danni enormi al Paese, senza avventurarci in capriole pericolose e giravolte senza senso.

A differenza di altri, noi siamo stati sempre dalla parte dei lavoratori, schierati a difesa dei loro diritti, dello Statuto, dell’art. 18. In Parlamento siamo stati purtroppo i soli a opporci tanto alle sciagurate manovre di Berlusconi e Tremonti quanto alle devastanti controriforme di Monti e Fornero. Lo abbiamo fatto perché nella nostra Costituzione è scritto che “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” e che “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.

Siamo stati i soli a chiedere sempre, incessantemente, il ritiro delle nostre truppe dalle missioni di guerra travestite da missioni di pace, perché la nostra Carta costituzionale afferma in modo inequivocabile che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Siamo sempre stati in prima linea contro i tagli all’istruzione, alla scuola pubblica, all’Università , alla ricerca, perché sempre nella Costituzione è scritto che “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”.

Ci siamo battuti per la verità, sempre e a qualunque livello. Ci siamo battuti per la legalità, per il rispetto del diritto e per la trasparenza in politica. Ci siamo battuti contro le leggi ad personam di Berlusconi e contro i decreti salva-poteri forti di Monti. Ci siamo battuti per i più deboli, per una vera giustizia sociale, perché è profondamente ingiusto chiedere di più a chi ha di meno ed è invece assolutamente necessario fare l’inverso.

Ci siamo battuti contro la corruzione, ovunque si annida. Ci siamo battuti per le liste davvero pulite, perché chiunque si candida ad entrare in Parlamento deve essere al di sopra di ogni sospetto. Ci siamo battuti per l’acqua pubblica e contro il nucleare. Ci siamo battuti per liberare la Rai dai partiti e restituirla ai cittadini, perché sia davvero servizio pubblico. Lo abbiamo fatto perché così ci siamo presentati agli italiani e noi manteniamo gli impegni presi. Non abbiamo cambiato idea per convenienza, con la scusa che ‘ce lo chiede l’Europa’ o ‘che bisogna abbassare lo spread’. Si chiama coerenza, merce sempre più rara…

Il pregio raro della coerenza

Un commento

    1. Pietro Meloni scrive:

      Cari Governanti,chiunque voi siate, smettetela di fingere di litigare per poi prendervi a braccetto ,io cittadino sovrano vi chiedo:(Ragazzi l’anno nuovo è arrivato ora Vogliamo vedere e sentire le vostre novità,come lavoro,reddito minimo garantito Anche per gli ultracinquntenni disoccupati dopo aver subito il ( MOBBING ), accelerare la Giustizia,sia quella Civile e Penale ,riduzione dei
      Parlamentari,eliminazione dei privilegi ,finanziamento per scuole pubbliche, eliminazione delle sovvenzioni alle scuole private.). Ora avete il difficile compito di realizzare nell’interesse della Collettività senza egoismi di parte. Dimenticavo se dopo undici anni di attesa e sanzioni della Comunità Europea non sia il caso di deciderVi nel promulgare la legge contro chi fa ( M O B B I N G ).

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