Tv e Radio rispettino il richiamo Agcom. In ballo un diritto costituzionale

10 gennaio 2013 in Informazione, Politica, rai

Ancora una volta avevamo ragione. Mi riferisco al richiamo dell’Agcom che oggi ha invitato i mezzi di comunicazione a riequilibrare gli spazi di informazione e approfondimento politico a ridosso della campagna elettorale. Non solo lo avevamo detto, ma addirittura avevamo presentato un esposto all’Agcom per denunciare il silenzio assordante che negli ultimi due mesi è stato creato attorno all’Italia dei Valori. Unica forza di opposizione di centrosinistra, unica forza che si è sempre rifiutata di partecipare alla spartizione di poltrone e incarichi a favore del merito e della competenza, pagando un prezzo altissimo, unica forza che, all’interno di Rivoluzione Civile offre un’alternativa vera al berlusconismo e al montismo.
E, oggi, l’Agcom ha confermato che l’IdV è tra i partiti meno presenti in televisione negli ultimi tempi a favore della super-presenza  dei ‘soci di maggioranza’ del Servizio pubblico e del padrone delle televisioni private. Prima il PD con le primarie, poi la discesa in campo di Berlusconi, infine la salita in politica di Monti. Minuto dopo minuto siamo stati inondati dalle stesse belle facce e dagli stessi slogan bugiardi e fuorvianti. La Rai  è occupata dai partiti che la gestiscono come una loro proprietà, le Tv commerciali sono in mano al cavaliere, che ha il più grande conflitto di interessi presente nelle democrazie occidentali, il professore è sponsorizzato da tutti i poteri forti. Uno squilibrio innegabile e dannoso.

Ora Tv e Radio sono costrette dall’Authority per le comunicazioni ad invertire la rotta per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge. Mi auguro che si attengano alla direttiva, perché a pagarne il prezzo non saremo solo noi, esclusi dal circuito mediatico, ma soprattutto i cittadini cui non verrebbe assicurato il diritto, sancito dall’articolo 21 della Costituzione, ad una corretta informazione durante la campagna elettorale. Gli italiani devono sapere che esiste un’alternativa di governo di centrosinistra come Rivoluzione Civile, una sinergia vincente tra la società civile e la buona politica. Hanno il diritto di conoscere simbolo, programma e candidati.
E’ uno schiaffo alla democrazia portare il Paese al voto con un’informazione fuorviante e decisa a tavolino dai poteri forti. Quello delle elezioni è l’apice della vita di un Repubblica che vede espresso il diritto dei cittadini a scegliere i loro rappresentanti.

Come primo passo Skytg24 deve, per esempio, aprire il dibattito tra candidati premier anche ad Antonio Ingroia e non riservarlo solo a Bersani-Berlusconi-Monti, come invece previsto. Mi appello alla Rete Sky, verso cui ribadisco il mio apprezzamento, di non cadere in questo errore. Anzi facesse da traino affinché ogni spazio di informazione e approfondimento viri verso il pluralismo e assicuri ‘parterre’ elettorali sempre equilibrati e chiari.

Tv e Radio rispettino il richiamo Agcom. In ballo un diritto costituzionale

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