Mps, solo l’IdV votò contro il regalo da 3,9 miliardi

25 gennaio 2013 in Economia, Politica

Il caso Montepaschi non è solo un enorme scandalo finanziario, è anche l’ultimo peccato mortale di quella politica italiana sempre sensibile al fascino degli affari e sempre pronta a rendersi complice della peggiore finanza. E’ la politica che prova ad allungare le mani ovunque, che si tratti di una banca o della Rai. E’ la politica che ha trascinato l’Italia in basso, facendola sprofondare nella palude economica e morale in cui si trova adesso.

 

Ovviamente quando poi scoppia una bomba come quella del Monte dei Paschi nessuno se ne assume le responsabilità, nemmeno di fronte all’evidenza dei fatti: non la Banca d’Italia e la Consob che non hanno vigilato, non il Governo che ha varato un piano di aiuti (o meglio, un regalo) da 3,9 miliardi e non, ovviamente, i partiti che l’hanno approvato. Tutti d’accordo tranne uno: l’IdV. Unico partito che si è opposto con forza al vergognoso provvedimento salva Mps voluto fortemente dal governo Monti e dalla improbabile maggioranza Pdl-Udc-Pd che lo sosteneva. Forse sapevano già qualcosa? La domanda, il dubbio, sono legittimi.

 

In ogni caso si ripropone il problema ricorrente dell’intreccio indecente tra politica e finanza, un problema che ci riguarda tutti perché quando c’è da salvare una banca i soldi si prendono poi sempre dalle casse dello Stato e sono soldi dei contribuenti, cioè nostri. C’è un solo modo per evitare altri scandali Monte dei Paschi: creare una separazione netta tra mondo politico e mondo della finanza. Bisogna togliere le banche dal controllo dei partiti, e viceversa. Una volta per tutte.

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