Nel Giorno della Memoria Berlusconi omaggia Mussolini. Serve una nuova Resistenza culturale

27 gennaio 2013 in Politica

Il 27 gennaio 1945 le truppe alleate abbatterono i cancelli di Auschwitz, ponendo fine alla prigionia nel campo di concentramento, ma svelando anche l’orrore dell’Olocausto. Quando si ricorda la Shoah si guarda il vero volto del  nazifascismo, la folle ideologia che ha messo in atto lo sterminio di milioni di persone. Oggi, nel Giorno della Memoria, Berlusconi ha dichiarato che le leggi razziali sono state la peggior colpa di Mussolini, che per tanti altri versi aveva fatto bene. Una dichiarazione ignobile e strumentale, che offende la memoria delle vittime della Shoah e conferma la necessità di una  nuova Resistenza culturale.

Le leggi razziali sono una vergogna che non si può cancellare, hanno  consentito le persecuzioni, le deportazioni e la tragedia immane dell’Olocausto  e rappresentano una colpa da cui non c’è possibilità di riscatto: vanno condannate senza se e senza ma insieme al fascismo, che le ha volute e si è  reso corresponsabile a pieno titolo corresponsabile della pagina più buia della  Storia. Per vent’anni Mussolini è stato un dittatore, ha tolto la libertà ai  cittadini, ha represso il dissenso e ha fatto fuori, anche fisicamente, i suoi  oppositori politici. Ha trascinato il Paese nella Seconda guerra mondiale, si è  alleato con Hitler e ha combattuto contro le principali democrazie occidentali e la resistenza partigiana.

Berlusconi finge di ignorare che la Costituzione, il pilastro su cui si fonda la nostra Repubblica, è nata come baluardo contro il fascismo di Benito Mussolini. Le sue affermazioni, oltre ad attirarsi qualche simpatia imbecille, hanno l’effetto di insultare il sacrificio di chi si è opposto al totalitarismo e di legittimare tutte le aberrazioni del regime fascista. Per questo bisogna resistere, commemorare la Shoah è doveroso per evitare che simili tragedie si ripetano: il  ricordo dell’Olocausto deve essere un monito per la politica, una esortazione a difendere la democrazia, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti: conquiste fondamentali ancora oggi minacciate da molte forme di dispotismo e violenza. Chi si impegna nella vita politica delle istituzioni ha il dovere di condannare l’estremismo e l’intolleranza, di arginare l’odio sociale promuovendo la maturazione di una coscienza e di una memoria condivise, invece di fare  apologia del fascismo.
Altrimenti, almeno nel Giorno della memoria, è davvero meglio tacere.

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Nel Giorno della Memoria Berlusconi omaggia Mussolini. Serve una nuova Resistenza culturale

Un commento

    1. mogol_gr scrive:

      Ma come Berlusconi é riuscito a dire che i cinesi coltivavano i campi con bambini bolliti vi ha servito per 25 anni la minestra dell’anticomunismo e continuate a stupirvi. Due cose differenti la shoah é un’olocausto la resistenza é il ritorno storico all’ideologia comunista violentata dal nazi-fascismo (la fase odierna é quella di contrassegnare i volori positivi da quelli negativi).

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Nel Giorno della Memoria Berlusconi omaggia Mussolini. Serve una nuova Resistenza culturale

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  • mogol_gr
    del 28 gennaio 2013