Subito al voto

27 febbraio 2013 in Politica

Un giorno in più di riflessione sull’esito elettorale mi era necessario per orientarmi nel labirinto in cui è andato a ficcarsi il nostro Paese con il voto di domenica e lunedì. Partiamo dal dato che secondo me meglio di tutti riflette la disaffezione degli italiani verso la politica: il 25% degli aventi diritto non ha votato, il 5% in più rispetto al già preoccupante dato di cinque anni fa, addirittura l’8 in più del 2006. A questo dato va aggiunto il numero enorme di schede bianche e nulle che  sfiora i 3 milioni.

Questo è accaduto anche perché i contenuti dell’offerta politica di questa tornata elettorale è stata, consentitemi, davvero scarsa. C’era chi voleva restituire l’Imu anche ai passeri e non a caso ha perso per strada oltre sei milioni di voti rispetto al 2008. Il principale partito del centrosinistra era pronto a fare un accordo con il centro e rispetto a cinque anni fa ha perso quasi tre milioni e mezzo di voti. Rivoluzione Civile è partita in ritardo e, nonostante un programma socialmente molto avanzato, non è stata capace di far comprendere il proprio progetto. Sel, con i risultati negativi che sono sotto gli occhi di tutti, è rimasta schiacciata dallo strabismo del Pd che ha deciso di fare la corte a Monti. Lo stesso Monti, con la zavorra di Fini e Casini e delle politiche socialmente suicide dell’ultimo anno, ha preso per un pelo il treno del Parlamento. Giannino, che pure aveva poche chance di entrare in Parlamento, ha preferito farsi un autogol ed è divenuto residuale.

Insomma, restava il fenomeno trasversale di Grillo e dei grillini, ma l’ex comico, lo ha dimostrato anche oggi con le dichiarazioni sulla fiducia, non sembra avere un complessivo progetto di governo. Diventa chiaro, a questo punto, che di fronte a un centrosinistra che ha abdicato alla sua vocazione, di un centro che è divenuto un centrino, di un centrodestra in piena crisi (il recupero di Berlusconi partiva da percentuali a una cifra, visto che all’appello mancano oltre sei milioni di voti), siamo chiaramente di fronte a un Paese ingovernabile, senza alcuna proposta di governo credibile.

In questa situazione, per il bene del Paese, non si può che tornare alle elezioni il prima possibile. L’ingorgo istituzionale, per cui soltanto il nuovo presidente della Repubblica avrà la possibilità di sciogliere le camere, consente di avere il tempo almeno per cambiare la legge elettorale. In Parlamento le maggiori forze politiche hanno fatto finta di litigare sul modello da adottare perché pensavano convenisse loro il porcellum. Ma non avevano fatto i conti col Movimento 5 Stelle. A margine voglio ricordare che l’unica forza politica che aveva proposto una modifica seria, raccogliendo addirittura le firme per un referendum, è stata l’Italia dei Valori che voleva il ritorno al mattarellum. Non solo con quella legge oggi ci sarebbe una maggioranza stabile, ma si sarebbe impedito a una coalizione del 29% di avere il 55% dei seggi alla Camera. E’ chiaro che un sistema poco rappresentativo ed equilibrato come il porcellum non può funzionare.

Prima dello scioglimento delle camere il Parlamento dovrebbe fare un altro paio di cose. Innanzi tutto, per resistere alla morsa della crisi, dovrebbe mettere un po’ di soldi nelle tasche dei cittadini, con qualche incentivo alle imprese o, meglio ancora, istituendo subito il reddito di cittadinanza. Poi sarebbe necessario fare una legge seria sul conflitto di interessi.

Chiudo con un rammarico. Se fossimo andati a votare nel 2011 non saremmo comunque falliti (la Grecia è ancora lì, eppure hanno votato due volte lo scorso anno) e oggi avremmo un governo stabile che avrebbe affrontato i prossimi difficili cinque anni con una maggioranza definita e omogenea. Invece il Pd, accettando il fallimentare governo Monti, è riuscito nell’impresa di resuscitare Berlusconi e il berlusconismo e, addirittura, di farlo passare come il vincitore di questa tornata. Un capolavoro di strategia.

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3 Commenti

    1. Giuseppe scrive:

      Scusi sig. Belisario, sa che non è possibile sciogliere le camere nell’ultimo semestre del Presidente della Repubblica?
      Quindi si parlerebbe se va bene di Agosto e _questo_ parlamento dovrebbe eleggere il Presidente della Repubblica, in ogni caso!

      • Felice Belisario scrive:

        Esatto. Il Presidente della Repubblica deve necessariamente eletto da questo parlamento. Intorno alla metà di aprile quindi non bisogna necessariamente aspettare agosto.

    2. [...] Subito al voto. Tweet (function($) { $(function() { if (!$('#fb-root').size()) { $('body').append(''); [...]

    3. Fossi in te, Senatore, non sottovaluterei M5S e Grillo. Il suo rigore e la sua coerenza, nella “sua ottica” sta pagando: lui vi vuole tutti fuori, aveva detto “uscite con le mani in alto”; invece in tanti hanno pensato di perpetuare il proprio scranno in Parlamento. Con voi, generali senza consenso, ci è riuscito, ma il Sultano di Arcore sta ancora la e con lui tante altre mummie alla Rosy Bindi, Casini, Monti, Buttiglione, Pisicchio, Letta, Fioroni… + tani altri nani e veline e Ratti-Scilipoti… Il suo focus è cacciarli da quella Assise e x ora ci sta riuscendo ! Per quanto mi riguarda, io plaudo. Saluti.

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