Un nuovo libro da scrivere

1 marzo 2013 in Elezioni, Italia dei Valori, Politica, Politica e Valori

Un conoscente mi ha chiesto: voi dirigenti dell’Italia dei Valori vi rendete conto del vostro fallimento? Un altro, leggendo i giornali dopo le elezioni mi ha detto: ancora voi? Ed infine una terza domanda la fanno i dirigenti territoriali (quelli buoni), i volontari, i simpatizzanti e i (pochi) elettori che ci sono rimasti: chi è stato al timone di questa barca portandola a sbattere, può ancora guidare la rifondazione, il rinnovamento, il rilancio?

Ecco, oggi proverò ad iniziare una mia riflessione aperta, che voglio condividere con voi. Parlare di progetto per il paese,non avrebbe senso senza analizzare i nostri comportamenti per capire se c’è ancora spazio per l’Italia dei Valori.

L’ho già detto e scritto mille volte nell’ultima legislatura: l’attività parlamentare dell’IdV è stata straordinaria, i nostri Gruppi di Senato e Camera, pur con tanti abbandoni e tradimenti, sono stati valutati come i migliori in assoluto tra tutti i Gruppi; la nostra presenza al Parlamento Europeo, anche se dimezzata, ha dato buona prova di sé. Ed allora perché partiti nel 2008 con tanti deputati (29) e tanti senatori (14) ne abbiamo persi tanti per strada? Perché dal 4,4% del 2008 siamo passati all’ 8% delle Europee, confermato alle regionali; perché dalle vittorie a Napoli e Palermo, al disastro con cui, da metà ottobre 2012, IdV si è volatilizzata fino a sparire nel fallimento elettorale di Rivoluzione Civile.

Non abbiamo fatto finora nessuna riflessione approfondita, ipocritamente abbiamo messo la testa sotto la sabbia senza capire che nell’agosto 2011 qualcosa si è mosso portando alla caduta (o all’abbandono) di Berlusconi. Da protagonisti, seppure invisi al sistema politico italiano, siamo diventati gli appestati del Parlamento e del Paese. Perfino la Lega si è salvata dal naufragio. Noi no! Siamo entrati in crisi nel nostro momento migliore, e mentre le crepe cominciavano a far entrare acqua nella nostra nave, anziché correre ai ripari, qualcuno aiutava ad allargare le falle. Allora, tutti responsabili del disastro, nessun responsabile? No, non ci penso nemmeno a mettere anch’io la testa sotto la sabbia.

Mentre i partiti padronali entravano irrimediabilmente in crisi, noi a giorni alterni dichiaravamo che avremmo tolto il nome del fondatore dal simbolo, che avremmo stretto le maglie delle nostro regole, che avremmo messo fuori i tanti mercanti, profittatori, imbroglioni, incapaci che erano entrati al nostro interno. Ma altro che regole ferree, IdV è diventato il partito delle deroghe, dei deliberati non rispettati, delle incompatibilità, insopportabili, dei protetti dal signore. Insomma siamo diventati, poco alla volta, un partito come gli altri. Quelli che contestavamo. A volte abbiamo visto la pagliuzza nell’occhio dell’avversario, senza accorgerci della trave che c’era nel nostro.

IdV, che era nata per essere diversa, ha cominciato la trasformazione, un po’ dottor Jekill, un po’ mister Hyde. Gli anticorpi hanno cominciato a non funzionare, in un partito rimasto sempre a forte impronta padronale, dove il merito veniva messo da parte per premiare altre caratteristiche .

(continua sul post di domani)

Un nuovo libro da scrivere

4 Commenti

    1. Pietro Meloni scrive:

      Pietro Meloni Pietro Meloni ha condiviso la foto di Mai Più Disoccupati.
      Disoccupazione giovanile/disoccupazione adulta (ultra 50enni).
      Ecco il vero dramma, che spero ( il nuovo Parlamento)sia più attento alle politiche sociali

      • flavia scrive:

        un partito rimasto sempre a forte impronta padronale, dove il merito veniva messo da parte per premiare altre caratteristiche! Vero:ma la responsabilità è di un uomo .solo?

    2. cosimo scrive:

      il palloncino è scoppiato e non può più volare. E’ bastato uno spillo per farlo scoppiare. Le regole etiche predicate, che lo tenevano insieme, non erano rigide e rispettate dal tessuto connettivo stesso che doveva dare l’esempio. E’ finita. I morti non resuscitano

    3. … già… “i morti nn resuscitano”…! Concordo.

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