Un nuovo libro da scrivere (terza parte)

4 marzo 2013 in Italia dei Valori, Politica

Con un partito sbrindellato in caduta libera, piuttosto che riorganizzare il suo tessuto vitale composto dagli eletti e dagli amministratori rimasti leali al progetto, dalla classe dirigente (quella buona) e dai tanti generosi militanti, provando così da subito a ricostruire, rinnovare e rilanciare, si è scelta un’altra strada. Mentre Di Pietro non batteva ciglio ad ogni abbandono, quasi fosse inevitabile, le mosche cocchiere all’interno del nostro partito giocavano su più tavoli riuscendo ad indebolire l’immagine di IdV e a disperdere le forze per creare un diverso contenitore che le potesse salvare, magari inventandosi un altro pifferaio magico. Sapete tutti come è finita: tra la copia improvvisata e l’originale, gli elettori hanno scelto l’originale.

Oggi, quelle stesse mosche cocchiere – con un trasformismo degno del miglior Fregoli – sono pronte a proporsi come i difensori dell’IdV e del suo DNA che esse per prime hanno tradito.
Ma di questo aprlerò più avanti.
Voglio tornare a “Rivoluzione Civile”. Tre persone – Ingroia, De Magistris e Orlando – scrivono a metà dicembre 2012 il Manifesto in dieci punti, tutti contenuti nell’attività politica dell’IdV nella legislatura 2008-2013, Manifesto da cui sarebbe nato un contenitore, un’associazione patchwork formata da sette persone sette: Ingroia, De Magistris con gli arancioni, Orlando portavoce nazionale IdV e al contempo fondatore  della Rete 2018, Di Pietro con l’IdV un pò in difficoltà, gli epigoni del comunismo moderno Ferrero e Diliberto, Bonelli con quel che restava del “Sole che ride”. Un’esperienza molto simile a quella della Sinistra Arcobaleno, fallita miseramente nel 2008 nonostante la sommatoria dei partiti che la componevano superasse il 10% dei consensi al momento del voto.

Ma Ingroia, purtroppo e nonostante la sua lodevole attività professionale, si presentava come la più naturale e comoda foglia di fico dietro cui nascondere il vero oggetto sociale della neo costituita Spa politica: la rielezione di pochi uomini politici ben mimetizzati alle spalle di persone, tutte presentate come autorevoli espressioni della società civile. Ma al di là di Sandro Ruotolo, Flavio Lotti e, Franco La Torre, le liste sono state composte male, con il bilancino del farmacista, quasi sempre mortificando i territori che pure avrebbero dovuto sostenere con passione il nuovo rassemblement e tutto questo per dare garanzia a pochi e ben individuati di entrare o rientrare in Parlamento.

La responsabilità di questo insuccesso? Certamente e principalmente dei soci di questo contenitore. Io, che pure ero rappresentante di un gruppo parlamentare in carica, non sono mai stato neppure interpellato per dare suggerimenti, per indicare candidature che provenivano dal territorio o per essere da supporto nella campagna elettorale. Tutto si è consumato nella cabina di regia dei sette soci.

La conseguenza è stata che “Rivoluzione Civile” ha purtroppo fallito clamorosamente, e non solo perchè non ha raggiunto la soglia di sbarramento. Riepiloghiamo:

  1. Vedere la luce il 29 dicembre 2012 con la presentazione del simbolo, a poco più di due settimane dalla deposito delle liste, è stato un handicap.
  2. Gli elettori non hanno capito fino in fondo le ragioni di “Rivoluzione Civile” e, soprattutto, hanno intuito che tutto si sarebbe comunque sgonfiato il 26 febbraio.
  3.  La corsa in solitario contro corazzate (centrosinistra, centrodestra, Monti e Grillo) ha convinto molti nostri elettori che l’impresa era disperata.
  4. La assurda e poco rappresentativa composizione delle liste ha dato l’idea che a decidere c’era un vecchio e superato politburo.
  5. La paura degli elettori culturalmente di sinistra di sprecare il proprio voto è stata sottovalutata.
  6. La  disorganizzazione della campagna elettorale al limite del pressappochismo ha poi dato il colpo di grazia.

Sì anch’io sento la ferita della sconfitta, perchè non ho impedito un’avventura debole, senza una chiara prospettiva, con  una base IdV che,  anche se stremata, chiedeva di correre con il nostro simbolo. Appunto per questo chi ha condotto IdV in Rivoluzione Civile, perseguendone di fatto l’indebolimento, non può essere il protagonista del rilancio di IdV e questo lo sanno i territori che non glielo permetteranno. Ci vogliono idee chiare e voglia di ripartire, ma di questo ne parlerò domani.

Un nuovo libro da scrivere (terza parte)

4 Commenti

    1. elenaboiero scrive:

      Dall’analisii e dal riconoscimento degli errori deve nascere la forza della ricostruzione: il gabbiano dai colori della pace può ancora volare con un progetto chiaro … verso l’Europa !

    2. Davide Spinola scrive:

      Apprezzo l’analisi politica ma le propongo un’altra via.
      Perché non pensa seriamente di vivere un’altra politica: morte e rinascita sono ottimi amici. Lei ha svolto un ruolo di primo piano al Senato ed è portatore di enorme esperienza. Utilizzi questi risultati in modo creativo: contatti Vito Crimi (capogruppo del M5S), si immerga tra i giovani e provi a donare se stesso per mandare avanti un progetto più ampio. I giovani sono inesperti, possiedono enormi energie, ma difficili da gestire. Lei potrebbe catalizzare questo processo rendendosi disponibile a incontrarli, discutere e scontrarsi anche con la parte presuntuosa della loro inesperienza. Questo significa rigenerarsi e accettare il cambiamento per una nuova politica. Potrebbe veramente sublimare la sua anima per la collettività che le renderebbe in cambio
      nuove e più appaganti energie. Ci pensi…non credo le manchi l’elasticità per un nuovo e diverso percorso politico.
      Cordiali Saluti
      Davide Spinola

      ps: non sono nessuno per dare consigli e soprattutto è vero che certe scelte devono venire da dentro. Non la disturberò più.

      • … scusi… amico mio: ma pensi proprio ke quelli del M5S siano così sprovveduti ? Non sottovalutiamoli, loro hanno preso la bandiera della nostra protesta… a Rivoluzione Civile … e sono riusciti a essere credibili con la loro coerenza… Poi l’uomo ha un prezzo e credo, col lavoro ai loro fianchi, riusciranno a fare una manciata di “altri” Razzi e Scilipoti… ma nn sottovalutiamoli: sento già il verso di De Curtis in arte Totò… ” ‘accà nisciune è fesso…” Saluti.

    3. Rocco Rado scrive:

      Io sono con voi non mollate

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  • elenaboiero
    del 4 marzo 2013
  • Davide Spinola
    del 5 marzo 2013
  • Rocco Rado
    del 6 marzo 2013
  • Ffrancesco Pagano
    del 8 marzo 2013