La mia intervista a La Nuova del Sud

12 maggio 2013 in Basilicata, Italia dei Valori, Politica

Pubblico di seguito la mia intervista di oggi al direttore de “La Nuova del Sud”

 

Senatore, si sta rilassando un po’?

Neanche per idea. Ho ripreso la mia attività professionale che è sempre il mio primo amore e si sa che la professione di avvocato è impegnativa.

Possibile che abbia abbandonato la politica?

Certamente no, la passione non passa, ma è il momento di scelte mature, non dettate dall’ansia del momento. Insomma è il tempo di scelte di ampio respiro perché è questo che chiedono i cittadini che odiano gli interessi di bottega. Rimborsopoli lucana docet!

 

Perché non partecipa al congresso dell’Italia dei Valori?

Semplice: perché l’IdV non esiste più, ha perso il suo leader, ha perso la sua classe dirigente, sempre più spesso non in sintonia con valori e regole proclamati. Ma, soprattutto, ha perso i suoi elettori. I vari Report, Maruccio ,inquisiti sparsi su tutto il territorio nazionale, scelte politiche locali in contraddizione con il programma nazionale, cumulo di cariche e di incarichi, errori di varia natura, hanno di fatto demolito IdV. Mi fa rabbia che, nonostante la attualità delle nostre proposte – penso alle battaglie referendarie, alla riforma della giustizia, alla tutela dell’ambiente ,alla lotta alla casta ed ai costi della politica, alla tutela dei diritti civili ,al sostegno alle fasce sociali più deboli, tanto per fare qualche esempio-, per il comportamento sciagurato di alcuni tutto è andato in malora. Questa è la responsabilità più grave di Antonio Di Pietro: da leader è diventato capo-padrone, ha bruciato il suo carisma, ha liquefatto milioni di voti, non ha rispettato le migliaia di dirigenti perbene per circondarsi sempre di più di personaggi di infimo cabotaggio. Io gliel’ho detto più volte, ho provato a farlo rinsavire, ma tutto è stato inutile. Potevo andare via quando tutti fuggivano, invece ci ho messo la faccia per difendere lui e l’IdV. Ma non è servito a nulla. Adesso basta.

 

Nei giorni scorsi è stato durissimo con l’ormai ex amico Di Pietro. E’ un irriconoscente?

No. Quindici anni di battaglie comuni non si dimenticano in un attimo. Ma quando è finita, è finita. L’accanimento terapeutico non è mai servito a nulla ,se non a peggiorare le cose. Per questo avevo proposto, insieme a Leoluca Orlando, di azzerare l’IdV, ripartire da una Assemblea costituente di 50 componenti eletti con le primarie ai gazebo, senza tessere fasulle ,ma favorendo la partecipazione orizzontale. Di Pietro e i suoi famigli in un primo momento avevano detto sì a questo progetto innovativo, ma forse hanno poi avuto paura di perdere il controllo di un partito ormai virtuale, stando ai sondaggi ,e del suo consistente patrimonio.

 

Qual è stato l’errore principale dell’ex pm di Mani Pulite?

Lo ripeto ormai da tempo: ha fatto prosperare all’interno dell’IdV tante persone che non avevano nulla a che fare con i nostri valori, mediocri arrampicatori, qualche faccendiere, tanti nani e qualche ballerina.

 

Resta il rammarico sui voti di Grillo, potevano essere conquistati dall’Italia dei Valori?

Quando una fase storica termina, è inutile piangere. Grillo cavalca lo scontento più che giustificato degli italiani, è credibile ed ha molte proposte in comune con le battaglie della Italia dei Valori, uella vera, tosta, un po’ naïf, di cui abbiamo perso le tracce per correre dietro alla gestione del potere. Insomma, piuttosto che combattere la partitocrazia, a volte abbiamo fatto anche peggio.

 

Il governo Letta durerà? Se fosse stato in Parlamento avrebbe dato la fiducia all’esecutivo di “salvezza nazionale”?

Vuol dire “inciucio nazionale”? Caro direttore, ma mi faccia il favore! È il governo delle contraddizioni, dei poteri forti, del diavolo e dell’acquasanta insieme, dove destra e sinistra, conservatori e riformisti, amoreggiano pronti a fottere gli italiani. Ma dare la fiducia per fare cosa: dare il salvacondotto a mister B., oppure favorire i soliti noti delle caste e delle cricche, o far finta di combattere a parole corruzione ed evasione fiscale? Ci vuol ben altro per convincermi che questo governo e questa stravagante maggioranza non siano una autentica disgrazia per gli italiani.

 

Bubbico vice ministro, è un riconoscimento all’uomo politico o anche al suo partito?

Bubbico è politico capace e preparato, penso che sia il meritato riconoscimento per la sua carriera. Sono certo che farà bene.

 

La crisi in Regione come la giudica?

Senza idee e senza valori, ma solo con la gestione scientifica del potere ,non si va lontano. Prima o poi basta una buccia di banana a mandare tutto all’aria. Il consociativismo, il venir meno di una netta demarcazione tra maggioranza ed opposizione, i deplorevoli cambi di casacca in corso di legislatura con premi per i transfughi, la mancanza delle riforme (a partire dallo Statuto per finire alla legge elettorale), dimostrano che Presidente, Consiglio e Giunta hanno tirato a campare. Alla faccia della Basilicata e dei lucani. L’unanimismo sconcertante e senza senso su “Fenice”, per esempio, è una vergogna assoluta. Per non parlare del petrolio mal gestito, dell’inquinamento dei fiumi, della carenza di infrastrutture, di una disoccupazione senza più argini, dei servizi non di qualità. Nessuno parla, tutto tace, tutto rimane travolto da una montagna di cloroformio.

 

De Filippo ha fatto bene a dimettersi provando a vestire i panni di Masaniello?

Ha fatto benissimo a dimettersi. Le confesso che, quando è scoppiato l’ultimo scandalo, glielo avevo consigliato via sms, anche per evitare un logoramento fin troppo evidente. No, Vito non vestirà i panni di Masaniello perché non gli crederebbe nessuno ed egli è troppo intelligente per farlo. Piuttosto, a mio avviso, ha sbagliato a mettere in piedi una giunta in cui non riesco proprio a trovare né un filo logico né uno scopo politico. Meglio sarebbe stata la nomina di soli quattro assessori esterni, di garanzia e non scelti per tessere, per correnti o per altre ragioni non proprio chiare, ed andare subito al voto, senza perdere tempo.

 

Lei non è mai stato tenero con il Pd e il centrosinistra lucano. E’ stato accusato di essere uomo di lotta e di governo.

Ho provato solo ad essere coerente con i miei principi, senza mai portare il mio cervello all’ammasso. Essendo il PD lucano speculare a quello nazionale, nelle sue scelte sono spesso mancati coraggio, coerenza, volontà di cambiamento. Questa è la verità, purtroppo.

 

Per Folino il suo Idv era il peggiore alleato

Direttore, lei è proprio impertinente, ma io non cedo alla sua provocazione. Posso dire con soddisfazione che la mia IdV era un alleato critico ma leale, l’altra IdV accomodante e servile e per questo di nessuna utilità per la coalizione.

 

Rimborsopoli è lo specchio di una politica regionale debole e di basso livello?

Guardi, non mi è mai piaciuto sparare sulla Croce Rossa, men che meno in presenza di indagini dell’autorità giudiziaria ordinaria e di quella contabile. Rilevo che una classe dirigente ê stata disintegrata da cappuccini ,gelati e provoloni. E ho detto tutto.

È evidente che il prossimo Consiglio Regionale dovrà essere rinnovato integralmente, perché anche chi non ha commesso errori, non ha fatto nulla per impedirli. Questo è il primo impegno che tutti devono assumersi per non offendere la comunità lucana. È già successo  nel Lazio. Lì, a dire il vero, si è verificata una vera anomalia: il centrosinistra non ha fatto entrare in coalizione i radicali perché erano stati gli unici a denunciare lo scandalo del finanziamento ai gruppi. Mi auguro che il centrosinistra lucano non commetta errori simili e faccia finalmente il salto di qualità.

 

Ora come si esce da questa situazione? 

Con il voto, con una rottura di un metodo di governo evidentemente sbagliato e con un ricambio integrale della classe dirigente, compresa quella burocratica corresponsabile per i troppi silenzi e le consapevoli omissioni. A meno che PdL, PD e Scelta Civica non continuino il maxi-inciucio portandolo da Roma fino a Potenza. Ecco, questa potrebbe essere una novità, fare alleanze contro natura finalmente alla luce del sole. Ovviamente io sarò sul fronte contrapposto.

 

Anche in Basilicata, come è successo in altre regioni molti anni fa, è la magistratura a selezionare la classe politica.

Non è così ! Sono i partiti che non selezionano più la classe politica, non si fa la gavetta, si passa da uno schieramento all’altro come si beve un bicchiere d’acqua, giustificandosi con la presunta esigenza di governabilità delle istituzioni.

 

Speranza e Folino sono riusciti in tempo a “scappare” a Roma. Chi tornerà per candidarsi alla guida della regione?

Spero per loro nessuno dei due. Se succedesse, sarebbe una alchimia per cercare di mantenere lo scenario immutabile. Ma sarebbe voler andare controcorrente . Il mondo è cambiato, ostinarsi a giocare agli scacchi sarebbe una follia suicida.

 

Quale il nome o l’identikit del prossimo governatore?

Se lo avessi non glielo direi. Va scelto liberamente dagli elettori di centrosinistra ,non dai signori del potere. Ormai il potere logora chi ce l’ha e i cittadini lo sanno. A maggior ragione in una terra ricca di soprusi e clientele.

 

Nella nuova giunta balneare ben due eletti dal suo Idv. Un successo postumo?

No, direi un fallimento pieno. Innanzitutto degli  eletti che non hanno avuto né pazienza né pudore a cambiare casacca per un piatto di pasta e lenticchie. Poi del partito nazionale, perché non è intervenuto in tempo come avevo chiesto. Ma anche mio, per non avere selezionato nel migliore dei modi la classe dirigente, pur se mi ero accorto delle degenerazioni ed avessi per tempo cercato di combatterle. Di Pietro, però, aveva altre idee, rigorosamente sbagliate come i fatti hanno dimostrato.

 

Una fine ingloriosa per una classe dirigente “inamovibile”

Purtroppo cadono i veli sul presunto modello lucano, né virtuoso né eccellente.

 

Responsabilità solo del Pd pigliatutto o anche di alleati troppo succubi e senza spina dorsale?

Un sistema fondato sul potere si puntella persino sui ricatti incrociati e sulle  connivenze inconfessabili. Se poi è basato sulla spartizione, tutto gira intorno al PD che ha le maggiori responsabilità, ma non è il solo colpevole. Penso al circuito perverso tra imprenditoria assistita e politica, ai cosiddetti partiti minori pronti a tutto pur di apparire potenti, alla mancanza di una coscienza civica matura.

 

Di Pietro commissario regionale dell’Italia dei Valori.

Di Pietro è commissario in Lombardia, Lazio, Calabria, Sicilia, Basilicata. Serve aggiungere altro? Neppure se fosse un santo, e non lo è, potrebbe fare il miracolo di resuscitare un morto.

 

Sarebbe stato lei a volere la Mastrosimone alla guida del partito, perché oggi l’attacca?

Non è vero. Non ho mai voluto il cumulo di cariche, men che meno commistione tra responsabilità di partito e ruoli di governo. Ed avevo ragione, visto come è finito il partito in Basilicata: senza guida, con un fuggi fuggi generale di dirigenti ed eletti, senza credibilità, abbandonato dagli elettori.

 

Quale futuro politico per il senatore Belisario? Cosa state organizzando?

E chi lo sa cosa succederà. Per intanto con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando provo  a ricostruire a Roma il mosaico del centrosinistra. Partiamo domani 12 maggio con il comitato promotore di “Coerenza e Democrazia – 139”, nome provvisorio di una proposta nata intorno alla nostra Carta Costituzionale. Non servono partitini o piccoli movimenti, ma un grande progetto riformista che finalmente metta al centro della politica non i partiti imbalsamati né le singole carriere di leader di partiti imbalsamati, ma i bisogni reali dei cittadini. Amministrare la cosa pubblica ê una sfida complicata ma  semplice allo stesso tempo, basta essere diligenti e servire le istituzioni non servirsi di esse. È una scommessa ambiziosa e difficile, ma vogliamo ripartire dai movimenti, dalle associazioni, dai giovani senza futuro, da quelli che lottano contro le caste di tutti i tipi, da quelle politiche a quelle finanziarie. È la nostra storia, non la rinneghiamo e da essa ripartiamo. Non ci poniamo obiettivi personali, ma vogliamo tessere la tela dei buoni rapporti e della politica virtuosa. In Italia ce n’è bisogno, non solo nel centrosinistra.

 

Ma qualcuno ha pensato a lei come presidente della Regione?

Prima del presidente ci vuole un programma serio e credibile: tagli agli enti inutili ed agli sprechi, lotta al malaffare, migliore utilizzo delle nostre risorse, investimenti produttivi, non pioggia clientelare di denaro pubblico per semplice assistenzialismo, utilizzo dei fondi europei in modo responsabile e innovativo, tutela dell’ambiente, sviluppo del turismo e tante altre cose ancora.

Per dare una mano non è necessario candidarsi a tutti i costi. D’altra parte di pretendenti, veri o presunti, vecchi o nuovi, capaci o meno capaci, ce ne sono troppi. Il cambiamento esige garanzie di trasparenza, di competenza e di un briciolo di esperienza. Ecco, io mi accontenterei di essere garante del cambiamento.

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