Intervista a tutto campo su L’Indro.it

28 maggio 2013 in Politica

Di seguito la mia intervista a L’Indro.it, quotidiano digitale indipendente di approfondimento, sul nostro “Movimento 139″ e gli attuali scenari politici. Potete leggere il pezzo anche a questo link

Felice Belisario, il 12 maggio con Orlando e Costantini avete presentato alla stampa il Movimento 139 Coerenza e Democrazia. Sulle ceneri dell’Italia dei Valori, puntando il dito contro l’ex pm Di Pietro che si è circondato a detta vostra di “nani e ballerine” che tipo di forza politica intendente costruire?

Non vogliamo costruire nulla sulle ceneri di qualcuno o di qualcosa, si partirebbe con il piede sbagliato. Su mandato dell’assemblea del 12 maggio 2013 con Orlando e Costantini abbiamo costituito una associazione che si chiama “Movimento 139”. Una associazione aperta al contributo di chi ritiene di essere davvero liberale e riformista, che avverte superata la forma partito, almeno quella che oggi abbiamo davanti agli occhi. I partiti della Prima Repubblica hanno contribuito alla ricostruzione del Paese messo in ginocchio da vent’anni di dittatura e da cinque anni di guerra. Ma poi le degenerazioni partitocratiche, i partiti personali, le indagini giudiziarie, la scarsa credibilità e la ancor minore affidabilità dei politici hanno fatto il resto. E l’IdV non è stata esente da errori gravi.

 

Si dice che guardate al Pd e che ammiccate ad una leadership di Matteo Renzi?

Guardiamo ai cittadini italiani e a programmi condivisi per portar fuori l’Italia dalle secche della malapolitica, che non è fatta solo di malaffare, ma anche di colossali incapacità di governo ed intollerabile subalternità ai poteri forti, italiani ed internazionali. Poi verranno gli schieramenti e le leadership.

 

Avete parlato di una fase costituente lanciando l’idea per le primarie di una assemblea che fondi il nuovo movimento. A chi vi rivolgete in particolare?

Già, pensiamo di cominciare dal basso, con una proposta politica veramente orizzontale, i cui programmi e le strutture di base vengano costruiti dal territorio, con la “rete” protagonista. Un’assemblea costituente eletta con i gazebo ma anche con internet: basta con un uomo solo al comando, basta con le oligarchie, tutto alla luce del sole, come in una casa di vetro.

 

Quali sono le vostre priorità?

Chi parla di destra e sinistra, da utilizzare solo in campagna elettorale per poi fare un governo di larghe intese, usa stereotipi senza senso perché il muro di Berlino è caduto nel 1989. Sono i contenuti che fanno la differenza. Se allora parliamo di lavoro a giovani e donne, di esodati, di tutela dell’ambiente contro inceneritori, trivellazioni, inquinamenti, di eliminazione dei privilegi e degli sprechi della politica, ovvero di riforme che riguardano i diritti civili e la cittadinanza, taglio ai tempi lunghi della giustizia, tanto per far fare qualche esempio, possiamo poi pensare alle alleanze. Se guardiamo alle democrazie occidentali, la nostra collocazione è nei fatti più che nei proclami.

 

Il conflitto d’interessi di Berlusconi è ancora un nodo da sciogliere. Qual è il suo personale giudizio al riguardo?

Il conflitto di interessi va disciplinato prima di ogni riforma della Costituzione. In nessun Paese al mondo chi controlla tre televisioni, radio, giornali, assicurazioni e banche, oltre che essere titolare di fatto di concessioni pubbliche, sarebbe diventato padrone di un partito, parlamentare e presidente del Consiglio. Su questo argomento il centrosinistra è colpevole senza attenuanti. Ed il governo Letta non potrà che peggiorare la situazione, perché il Cavaliere ha la golden share di questo governo.

 

Come giudica l’esperienza di Rivoluzione Civile in cui anche l’IdV era confluita?

Rivoluzione Civile è stata un’esperienza che gli elettori hanno bocciato, nata in fretta, fortemente identitaria, con troppi leader in cerca di rielezione e con liste sbagliate, un assemblaggio decisamente mal riuscito, al di là delle buone intenzioni. Di Pietro, dopo indagini giudiziarie e servizi giornalistici che hanno sbattuto lui e l’IdV sulle prime pagine della cronaca, ha ritenuto di non presentare il simbolo con il suo nome, azzerando l’esperienza di quindici anni in liste e alleanze di sinistra radicale, che sono apparse velleitarie e non in linea con la storia dell’IdV.

 

Non c’è dubbio che il successo dei grillini, abbia scompaginato la politica italiana. Secondo lei su cosa si fonda questa affermazione e se si tratta di un fenomeno passeggero

Il Movimento 5 Stelle non sarà un fenomeno passeggero se la politica italiana sarà influenzata dai soliti noti che hanno portato il nostro Paese nel baratro. Tutti pensano che i partiti hanno fallito, che centrodestra e centrosinistra sono un paravento per giustificare operazioni di potere spesso inconfessabili, che la mala politica è la causa dell’aumento indiscriminato della spesa pubblica. Il Movimento 5 Stelle lo dice chiaramente, come chiaramente lo ha detto l’IdV prima che si sgretolasse. Il Movimento 5 Stelle sbaglia però a rifiutare qualsiasi alleanza. Andrebbero scartate quelle con i partiti, perché questi non intendono riformarsi, ma, ad esempio, ci sono movimenti ed associazioni in tutta Italia con cui allearsi per vincere, non solo per prendere consensi. L’inciucio è sempre dietro l’angolo!

 

Qual è la vostra posizione sul finanziamento dei partiti, visto anche che uno scandalo con Maruccio l’avete avuto anche nell’IdV?

Sul finanziamento pubblico le idee sono chiare: nessun finanziamento pubblico, dare attuazione all’art. 49 della Costituzione e consentire anche a chi non ha dietro Paperon de’ Paperoni di partecipare alle competizioni elettorali. Ma, ora come ora, solo contributi privati, raccolti on line e pubblicati, come farà Movimento 139.

 

Se si votasse domani come si comporterebbe il neonato Movimento 139 Coerenza e Democrazia?

Se si votasse domani, prima i programmi, poi gli schieramenti. Movimento 139 chiede di cambiare la legge elettorale tornando subito al Mattarellum, di impedire larghe intese dopo le elezioni che sono paralizzanti per l’economia, per la politica e per l’intera società italiana, selezione della classe politica sulla base del merito affidata ai cittadini. Abbiamo l’ambizione, se non di determinare, almeno di contribuire in modo importante al cambiamento.

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Un commento

    1. [...] movimento che, come spiego in una intervista a L’Indro.it, si pone l’obiettivo ripartire dalla base, dalla centralità degli elettori: per questo [...]

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