LE RIFORME DI MARZAPANE

5 Gen 2010 | di admin | Categoria: Giustizia, Senza categoria

Poco più di un mese fa, in un’intervista a Repubblica, Bersani assicurava che non avrebbe mai dialogato sulle riforme con il centrodestra se non fosse stata ritirata la proposta del Governo sul processo breve.

 

Da allora, fino ad oggi, c’è stata la corsa a rincorrere le cosiddette riforme in uno spirito che la deprecabile aggressione a Berlusconi ha reso molto natalizio, tra canditi, zucchero e miele in quantità tale da rendere i leaders di maggioranza e molti di minoranza iperglicemici.

 

La verità, quella che nessuno racconta e che né il TG1 né altri ricordano, è che la prossima settimana, in Senato, i lavori in aula riprenderanno proprio con l’esame della proposta sul processo breve che, peggiorata - se possibile - durante il dibattito in Commissione Giustizia, è stata confezionata solo e soltanto per evitare un paio di processi al premier Berlusconi. Ciò malgrado il Pd si esercita ad attaccare l’IdV pur di arrivare ad accordi con il Pdl verso “riforme condivise”. Annacqua così, in nome di un improbabile amore globale, qualsiasi ferma opposizione alle spericolate manovre di cui il centrodestra è maestro. Senza capire, peraltro, di quali riforme sostanziali per migliorare la vita dei cittadini si stia parlando. Finora, infatti, oltre alla proposta sul processo breve, null’altro di concreto è stato prospettato se non un ulteriore salvacondotto giudiziario per il premier: il “legittimo impedimento”, che la Camera sta esaminando e che approderà quanto prima in aula con norme fatte apposta per consentire a Berlusconi di non partecipare mai alle udienze cui dovesse essere convocato. Ma perché tutto questo se il nostro premier si è sempre dichiarato innocente?

 

E allora, ripeto, di quali riforme si sta parlando? Perché molti esponenti del Pd sono così ciechi? Perché anche chi deve arbitrare la contesa politica cerca di smorzare sul nascere qualsiasi tentativo di contestare un emergente pensiero unico? Perché si vuole uccidere la Giustizia in Italia? Perché nessuno pensa ai processi, alle famiglie in difficoltà, alle imprese che chiudono? Domande alle quali nessuno sembra avere interesse a rispondere.

 

Intanto, con l’approvazione della legge sul processo breve, il risultato è la morte di tutti i processi se è vero che, applicando le norme attualmente ipotizzate e facendo i conti sui dati ufficiali dei 165 tribunali italiani resi noti dallo stesso Ministero della Giustizia, su un totale di 331.496 processi penali ne decadrebbero immediatamente 66.172, cioè oltre il 20%, ed altri 64.727 (un altro 19%) farebbero la stessa fine entro i prossimi sei mesi. Con buona pace di chi aspetta da anni per veder riconosciute le sue ragioni. Va bene che la Giustizia è bendata, ma il rischio è che, portando avanti il progetto di processo breve messo in piedi dal Governo e dalla sua maggioranza, magari con uno sciagurato accordo con il Pd e l’UdC, diventi davvero cieca, sorda e muta. Dimenticavo, sorridente per i potenti e la casta dei politici!

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