| Le dichiarazioni del ministro Alfano all’inaugurazione dell’anno giudiziario mostrano,ancora una volta, la sua miopia rispetto alle problematiche del sistema giustizia. Mentre il procuratore generale della Corte di Cassazione chiede una riforma complessiva in cui inserire anche una norma sulla diminuzione dei tempi dei processi Alfano risponde rilanciando su un unico ddl, quello sul processo breve, e aggiunge pure che per lui l’autonomia della magistratura e’ sacra: una vera presa in giro. Inoltre, se la riforme che prevede Alfano sono la separazione delle carriere e un nuovo lodo costituzionale che consenta a Berlusconi di non farsi processare, non ci siamo proprio. Le riforme in materia di giustizia dovrebbe farle il Parlamento, ma un Parlamento zeppo di politici inquisiti e capeggiato da un presidente del Consiglio che rifiuta di farsi processare, come puo’ legiferare sui magistrati? La riforma della giustizia va fatta insieme da maggioranza e opposizione, ma soprattutto si fa accogliendo i suggerimenti della magistratura, altrimenti e’ un atto di forza che ha il sapore dell’intento punitivo di un potere dello stato nei confronti di un altro potere. |