30 anni dalla morte del generale Dalla Chiesa: vogliamo la verità sui rapporti tra Stato e mafia

settembre 3, 2012 in Giustizia, Politica

Nel maggio del 1982, Carlo Alberto dalla Chiesa fu nominato prefetto di Palermo con l’obiettivo di contrastare duramente l’azione di Cosa Nostra. Sin da subito, però, il generale Dalla Chiesa lamentò l’assenza di mezzi adeguati da parte dello Stato: “Mi mandano in una realtà come Palermo, con gli stessi poteri del prefetto di Forlì”. Ciò nonostante continuò a fare il proprio dovere, cominciando a svelare le molteplici collusioni tra mafia e politica. Appena pochi mesi dopo il suo arrivo nel capoluogo siciliano, il 3 settembre di 30 anni fa, Dalla Chiesa fu assassinato insieme a sua moglie e al suo agente di scorta. La strage di via Carini rimane ancora avvolta nel mistero, ed è in nome del sommo sacrificio di un vero servitore dello Stato che le istituzioni devono impegnarsi nella ricerca della verità. Smascherare ogni tipo di legame tra lo Stato e la criminalità organizzata: è questo il solo modo per onorare la memoria di eroi come Dalla Chiesa. Continua a leggere →

IL TERRORISMO POLITICO E GLI ATTACCHI ALLA GIUSTIZIA: IN MEMORIA DI ALDO MORO

maggio 8, 2011 in Giustizia, Politica

Il funerale di Aldo Moro. La voce commossa di Papa Paolo VI che affidava a Dio la propria sofferenza per la perdita dell’amico “carissimo, mite, saggio e innocente”; i volti di tanta Realpolitik che dicevano tutto e niente sulla Ragion di Stato dalla quale nessuna preghiera, laica o cristiana, poté dissuaderli. Alla vigilia dell’anniversario della morte del Presidente della Democrazia Cristiana, ritrovato assassinato dalla Brigate Rosse il 9 maggio 1978, quelle immagini sono ancora scolpite nella coscienza civile del Paese. Una morte incomprensibile, perché avvolta dal mistero, che ha segnato la misura del confronto, disumano e incosciente, tra politica e terrorismo, giustizia e guerriglia, democrazia e sovversione. Una vittima che ebbe il torto di cercare il punto di incontro tra diverse istanze sociali, troppo in anticipo sulla visione estremista e ideologizzata degli anni di piombo. E oggi il premier parla di una nuova guerra civile. Ma quale?

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