I NOSTRI CONTI

gennaio 17, 2017 in Politica

Come era prevedibile la Commissione Europea ha tuonato: i nostri conti pubblici sono in disordine. Insomma, non quadrano.

L’Italia non cresce, le famiglie sono in difficoltà, la povertà minaccia di colpire il ceto medio, i giovani vanno all’estero per trovare lavoro, le infrastrutture non sono all’altezza di un paese moderno, la corruzione è ancora dilagante, l’ambiente continua ad essere saccheggiato, la giustizia non funziona, la Pubblica Amministrazione è il prototipo della inefficienza, il sistema bancario penalizza i risparmiatori, la sanità è in mano a bande più o meno politicizzate….

Qualunquismo, semplificazione, demagogia? Non penso proprio.

Il nostro è un Paese straordinariamente bello ma, altrettanto straordinariamente, complicato.

Il divario NORD-SUD, il dissesto idrogeologico, il sistema delle autonomie legato ai campanilismi piuttosto che alla promozione delle diversità, una Costituzione non ancora del tutto applicata nel suo dettato originario, i corpi intermedi in forte crisi di identità (ordini professionali, sindacati, organizzazioni di categoria, persino l’ANM), impongono scelte razionali, coraggiose, eque, lungimiranti, veloci. Già, ma mentre scrivo queste cose nel retro palco della politica, anziché affrontare i problemi reali già si discute di alleanze per la prossima legislatura, mentre ieri e per oltre un anno l’Italia è stata incartata su una riforma costituzionale che piaceva al ristretto numero delle lobby internazionali, ma che, come gli italiani hanno subito capito, non avrebbe risolto né i problemi economici né i problemi sociali né tampoco quelli politici.

Per quasi quattro anni, dopo essere tornato a tempo pieno alla mia professione, sono stato in silenzio, ho evitato con cura di partecipare al dibattito politico-culturale. Un po’ l’ho fatto perché uscito stanco dalla mia bella ma difficile esperienza parlamentare, poi volevo metabolizzare le ragioni della scomparsa di un partito che avevo contribuito a fondare e a far crescere e a cui ho dedicato una parte importante della mia vita.

Oggi voglio ritornare a scrivere in rete le mie opinioni e le mie proposte, se non come esperto almeno come persona informata dei fatti. Vedo in giro troppo twitter a volte arma impropria di un pressappochismo preoccupante.

La comunicazione è importante, ma i fatti contano di più. Proverò a mettere in campo un po’ di concretezza e a ragionare con chi vorrà farlo. Nessun secondo fine. Tranquillizzo i lettori, pochi o molti che saranno, e quelli che storceranno la bocca!

La rete è democratica: chi vuole legge, chi non vuole, cancella.

SALVA-FININVEST RITIRATA, MA LA MANOVRA RESTA PESSIMA E DOBBIAMO VOLTARE PAGINA

luglio 6, 2011 in Economia, Lavoro, Politica, Sanita’, Scuola, Sociale

Berlusconi è stato messo all’angolo sull’emendamento pro-Fininvest e, ritirandolo, ha fatto il suo dovere solo perché vi è stato costretto, come il ladruncolo colto con le mani nella marmellata che per la vergogna restituisce il maltolto. Il premier deve piuttosto togliersi i ridicoli panni del giudice di se stesso, perché sappiamo che continuerà ancora a governare solo per scansare i processi e curare i suoi interessi personali. Basti pensare che il premier ha ritirato il suo ‘salvatasche’ ma ne ha difeso la legittimità: non vale la pena di cantare vittoria, da un Governo presieduto da Silvio Berlusconi possiamo solo aspettarci nefandezze come confermato dai contenuti della manovra. C’è solo un’unica soluzione: mandarlo a casa e sostituirlo con un Governo forte, coeso, credibile. Continua a leggere →

ECCO LA CONTROMANOVRA DELL’IDV: RISANARE I CONTI E SALVAGUARDARE LE FAMIGLIE

giugno 28, 2011 in Economia, Italia dei Valori, Politica

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Questa mattina abbiamo presentato alla Camera la contromanovra dell’Italia dei Valori (clicca qui per vedere le tabelle). 86 miliardi in tre anni per mantenere l’equilibrio dei conti pubblici tutelando, però, i redditi delle famiglie e dei lavoratori e tagliando sensibilmente i costi e i privilegi della politica.

Italiani indebitati con lo Stato, Berlusconi con la giustizia

marzo 14, 2011 in Comunicati Stampa, Economia, Politica

“Mentre Berlusconi è preoccupato e occupato a risolvere i suoi debiti con la giustizia con fantomatiche riforme, agli italiani aumenta in modo esponenziale il debito pubblico. Non si può andare avanti così”. Lo dichiara il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, commentando i dati forniti dalla Banca d’Italia. “Il record del debito pubblico – prosegue – è la dimostrazione del fallimento delle politiche economiche di Tremonti. Questo esecutivo fa carta straccia della Costituzione, distrugge la scuola pubblica e la ricerca, taglia con il machete fondi per i servizi essenziali ai cittadini e resta immobile di fronte al dilagare di disoccupazione e precariato, non combatte la corruzione che sta portando l’Italia alla bancarotta. Con questo modo irresponsabile di governare i conti pubblici non possono che essere allo sfascio. Altro che inutile e dannosa riforma della giustizia, le priorità degli italiani sono altre – conclude Belisario – ma questo governo è distante anni luce dal Paese reale”.

CONTI PUBBLICI: DATO MOSTRA FALLIMENTO GOVERNO

ottobre 13, 2009 in Economia

Alla faccia della crisi superata! I dati economici diffusi oggi da Bankitalia. sono l’emblema del fallimento della politica economica del Governo.
ll debito pubblico continua a crescere ma la maggiore spesa non e’ stata indirizzata a sostegno di famiglie e imprese su cui grava il peso della crisi economica. Nessuna misura e’ stata adottata per il rilancio dell’economia ad iniziare, ad esempio, dalla lotta all’evasione e all’ elusione fiscale. Il monito di ieri del presidente della Repubblica andrebbe valutato con attenzione, altrimenti l’Italia rischia di rimanere davvero il fanalino di coda dei Paesi europei.
Coniugare il risanamento, con l’equita’ e lo sviluppo per questo Governo e’ fantascienza se l’Esecutivo non e’ all’altezza dei problemi del Paese deve andare a casa.