Mai più i Dell’Utri in Parlamento

aprile 24, 2012 in Comunicati Stampa, Giustizia, Italia dei Valori

“Marcello Dell’Utri, dopo le motivazioni della Corte di Cassazione, deve subito dimettersi da senatore. Siamo stanchi di avere un Parlamento pieno zeppo di inquisiti, indagati e, oggi, addirittura mediatori con la mafia”. A dichiararlo il capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che aggiunge “le accuse a carico di Dell’Utri sono gravissime e pesano come macigni. E’ una vergogna che continui imperterrito la sua presenza parlamentare. Non dobbiamo stupirci se poi gli italiani si disaffezionano alla politica. Ma, e voglio gridarlo a gran voce, non siamo tutti uguali, anzi! Proprio per questo, noi dell’IdV non ci rassegniamo e continuiamo la nostra battaglia per la legalità e la trasparenza nella nostre istituzioni. Bastano tre regole che ripetiamo da tempo inascoltati: chi ha subito condanne non può essere candidato, chi è imputato non può svolgere, o continuare a svolgere, incarichi di governo, locale e nazionale, gli imprenditori che commettono reati contro la Pubblica amministrazione non possono concorrere per gli appalti pubblici. E per i reati di mafia – conclude Belisario- nessuna indulgenza”.

Con la prescrizione breve dimezzati in un colpo solo i processi di Berlusconi

marzo 22, 2011 in Comunicati Stampa, Giustizia

“Oggi in commissione Giustizia alla Camera è stata votata l’ennesima porcata ad personam che viene spacciata per riforma della giustizia ma che è invece soltanto il solito maxiaiuto a Berlusconi per non farsi processare”. Lo ha detto il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, commentando il voto alla Camera sull’emendamento che introduce la prescrizione breve. “Così in un colpo solo, grazie a un semplice voto della Camera, i processi del premier si dimezzeranno, da quattro a due. Sparisce, tra l’altro, il processo Mills in cui si sa, dalla sentenza di Cassazione, che Berlusconi è certamente colpevole per aver corrotto l’avvocato inglese. E’ una vergogna. Le camere per 9 degli ultimi 11 anni sono state impegnate esclusivamente a varare norme per impedire che l’imputato Berlusconi possa essere processato”.

IL PAESE DELLE BANANE

marzo 2, 2010 in Giustizia

Solo in un paese delle banane può accadere che un corruttore convochi i suoi amici più fedeli e questi, insieme, varino una proposta di legge contro la corruzione. Appare chiaro a tutti che la credibilità di chi compie questo gesto è prossima allo zero. Come se un borseggiatore avesse la possibilità di varare una legge che inasprisce la pena del borseggio.

Berlusconi ha corrotto l’avvocato Mills, questo è un fatto definitivo e incontrovertibile perché anche la Corte di Cassazione, che pure ha prescritto il reato, ha confermato la sostanza delle sentenze di primo e secondo grado. Ma sia Berlusconi che Mills continueranno ad avere la fedina penale pulita perché il premier, nel 2005, si è fatto una leggina, la ex Cirielli, ripudiata addirittura da chi l’aveva scritta, con cui ha ridotto i tempi di prescrizione anche per i processi già in corso.

Non credo che possa essere tacciato di giustizialismo chi, come me, pensa che se un reato è stato commesso resta anche se va in prescrizione e se chi lo commette occupa un ruolo istituzionale di rilievo debba dimettersi.

Ma questo è il paese delle banane: Berlusconi non si dimetterà, i suoi festeggiano e mistificano la realtà andando in giro a dire che Mills è stato assolto (vedi il titolo di Libero la mattina dopo e, soprattutto, il tg1 di Minzolini). Le tv del premier e quelle del servizio pubblico, che controlla come capo del governo, hanno finora taroccato la notizia perché nessuno (con la doverosa eccezione del Tg3) ha detto con chiarezza che il reato resta e che nella sentenza è scritto che il corruttore è Berlusconi.

Nonostante abbia corrotto l’avvocato Mills, ieri il corruttore Berlusconi ha tirato fuori dal cilindro un disegno di legge anticorruzione che nasce già morto perché se è vero che uno degli strumenti più efficaci per combattere questa piaga sono le intercettazioni, è altrettanto vero che proprio il ddl sulle intercettazioni sarà approvato prima di quello contro la corruzione. In questo modo Berlusconi raggiungerà due scopi: impedire ai giudici di indagare e passare come colui che ha dato una sferzata alla lotta alla corruzione.

Grazie ai media che controlla, inoltre, riuscirà a non far sapere alla maggioranza degli italiani le porcherie che sta facendo, a mantenere così il consenso popolare e poter continuare a dire di essere al di sopra di tutto perché eletto dal popolo. Qualche giorno fa, a proposito della sovranità popolare, il presidente della Consulta Amirante ricordava che questa, al contrario di quanto va dicendo il presidente del Consiglio, ha dei limiti proprio nell’articolo 1 della Carta. “La sovranità – recita l’articolo 1 – appartiene al popolo che la esercita nei limiti e nelle forme previste dalla Costituzione”. E la magistratura, rilevava Amirante, ha un ruolo chiaro e previsto nella Costituzione. In presenza di reati, dunque, anche la sovranità popolare è limitata.