Basta con i contributi all’editoria, si può fare libera informazione anche senza

giugno 27, 2012 in Economia

L’Italia dei Valori ha votato no al decreto legge sull’editoria, il provvedimento con cui il governo pensa di ridisegnare i requisiti di accesso ai contributi pubblici per cooperative editrici e giornali di partito. Un no obbligato di fronte all’occasione sprecata per mettere finalmente un po’ d’ordine e di raziocinio in una materia molto controversa. Il provvedimento approvato oggi dal Senato è infatti solo un pannicello caldo. Un decreto scritto in maniera strampalata e confusa che è in tutta evidenza figlio di una serie di spinte trasversali per provare ancora a mungere la vacca dello Stato, anche in tempi di carestia.  Continua a leggere →

No al dl sull’editoria, si può fare informazione libera anche senza contributi pubblici

giugno 27, 2012 in Comunicati Stampa, Politica

“Ci aspettavamo un provvedimento che mettesse finalmente un po’ d’ordine in una materia molto controversa, è venuto invece fuori solo un pannicello caldo. Un decreto legge scritto in maniera strampalata e confusa, che è in tutta evidenza figlio di una serie di spinte trasversali per provare ancora a mungere la vacca dello Stato, anche in tempi di carestia “. Lo ha detto il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, annunciando il no dell’IdV al dl editoria. “Quando parliamo di imprese editrici – ha aggiunto – parliamo di soggetti che stanno sul mercato e non si capisce perché chi sta sul mercato debba ricevere contributi pubblici senza nemmeno dover garantire assoluta trasparenza nella comunicazione. Allo stesso modo, non si capisce perché il provvedimento interessi la stampa di partito ma non le testate telematiche, guardando solo al passato e non anche al futuro. Evidentemente si vuole non solo continuare a dare finanziamenti pubblici ai partiti, ma assicurare anche il finanziamento pubblico ai giornali di partito. Un’anomalia tanto più insostenibile in un periodo di crisi come questo. Ho visto un lungo elengo di pubblicazioni, le più strampalate e insensate, che hanno preso tanti e tanti soldi da parte dello Stato. E’ ora di mettere un freno ai regali di Stato, perché un conto è sostenere cooperative e testate storiche, un altro finanziare gruppi editorali che sono sul mercato solo per fare profitto. E’ possibile fare libera informazione anche senza prendere contributi – ha concluso Belisario –, questa deve essere la regola”.

L’offensiva di Berlusconi: 24 fiducie nei prossimi sei mesi, ecco il vero colpo di stato

ottobre 30, 2011 in Economia, Italia dei Valori, Lavoro, Politica

Sul Corriere della Sera di oggi, Berlusconi indica una road map di riforme che nell’arco di sei-otto mesi dovranno essere portate a termine per rispettare gli impegni che ha preso con l’Europa nella lettera di intenti di qualche giorno fa. Premetto che sono convinto che si tratta di un tentativo destinato a fallire perché neanche una maggioranza coesa e ampia riuscirebbe a fare tutto quello che il presidente del Consiglio dichiara di voler fare, figurarsi una maggioranza litigiosa e risicata alla Camera. Continua a leggere →

APPELLO ALLA RESISTENZA: NON GUARDATE “QUI RADIO LONDRA”

marzo 14, 2011 in Informazione

Una strana alchimia tra pettegolezzo, faziosità, incultura e qualunquismo ha plasmato l’informazione italiana e l’ha addomesticata ad un unico modello. La rarità delle eccezioni conferma la regola. Stampa e televisione si stanno sempre più uniformando intorno alla stessa finalità: non di informare i cittadini, ma di formare le loro opinioni. L’accesso alla conoscenza oggettiva e, quindi, la possibilità di giudizio autonomo, sono gravemente limitati da una diffusione in stereofonia della stessa voce. I vari megafoni sparsi ormai ovunque diffondono e amplificano i comizi del padrone, offuscando quel pluralismo che la Costituzione tutela. Per questo, vorrei lanciare a tutti un appello: non guardate Rai1. Questa sera, dopo il telegiornale, cambiamo canale e proviamo a far guadagnare posizioni al nostro Paese, che Freedomhouse classifica come “parzialmente libero” in fatto in informazione e piazza al 75° posto insieme alla Repubblica del Benin. Continua a leggere →