Monti che aspetta? Mandi via il Presidente e ad di Finmeccanica Orsi prima che affossi l’azienda

ottobre 15, 2012 in Economia, Politica

Mentre Finmeccanica rischia di essere sepolta dalle inchieste, il Presidente e Amministratore delegato Giuseppe Orsi dice che si dimetterà solo se a chiederglielo sarà il Governo. E Monti che sta aspettando, la carrozza con i cavalli bianchi? Mandi subito via l’indagato Orsi, altrimenti sarà complice del saccheggio di una risorsa strategica per il Paese. Già a marzo ho presentato un’interrogazione a Corrado Passera, ministro dello Sviluppo che non c’è, per chiedergli di scongiurare l’affossamento di Finmeccanica. La gravità della situazione è stata ammessa dallo stesso Orsi, il quale ha però indicato come soluzione non le sue dimissioni, ma l’uscita della società dal comparto energia e trasporti! La vendita delle aziende nel settore civile causerà la perdita di un patrimonio inestimabile. Prima che Finmeccanica venga smantellata a colpi di scandali, l’Esecutivo venga in Senato a spiegare se intende azzerare i vertici per affidarne la gestione a professionisti competenti, sottraendola ai partiti e alle cricche che l’hanno sfruttata per spartirsi poltrone e incassare tangenti. Continua a leggere →

Il Governo intervenga prima che Finmeccanica venga smantellata a colpi di scandali

marzo 22, 2012 in Comunicati Stampa

“Gli inquietanti episodi in cui risultano coinvolti i vertici di Finmeccanica, al di là della loro rilevanza penale in corso di accertamento, mettono a rischio la credibilità e la competitività di una delle più importanti aziende del nostro Paese. Prima che Finmeccanica venga smantellata a colpi di scandali, il Governo intervenga per tutelare e rilanciare un’importantissima risorsa strategica del Paese”. E’ quanto afferma il Presidente dei Senatori IdV, Felice Belisario, in un’interrogazione rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico. “L’ad della società, Giuseppe Orsi, sarebbe al centro di una vicenda di corruzione – prosegue Belisario – per la vendita in India di dodici elicotteri Agusta Westland 101 all’epoca in cui ricopriva la carica di ad della stessa controllata di Finmeccanica. Anche i vertici della difesa indiana avrebbero sollevato forti sospetti su molte attività estere dell’azienda e delle sue consociate, a partire dalla Selex. La situazione di difficoltà di Finmeccanica è stata del resto ammessa dallo stesso Orsi, il quale però ha indicato come possibile soluzione non le sue dimissioni, come sarebbe giusto, ma l’uscita della società dal comparto dei trasporti e da quello dell’energia: ciò causerebbe la perdita di un patrimonio di inestimabile tecnologia e di lavoro di qualità. La vendita o la dismissione di asset come Ansaldobreda, Ansaldo STS, Ansaldo Energia, nonché Breda Menarini Bus avrebbe inoltre conseguenze nefaste sulle prospettive occupazionali dei lavoratori, con ripercussioni molto gravi anche nelle regioni meridionali, dove potrebbe essere messa a repentaglio la sopravvivenza di importanti realtà industriali, quali ad esempio lo stabilimento Ansaldo STS, già Wabco Westinghouse, di Tito Scalo (Potenza). Il Ministro Passera, impegnato anche lui a cancellare l’articolo 18, intervenga piuttosto per garantire l’affidabilità del management di Finmeccanica e tutelare la competitività economico- industriale dell’azienda, da cui – conclude Belisario – dipendono migliaia di posti di lavoro”.

 

A Melfi con i tre operai della Fiat reintegrati da una sentenza. Ora in Parlamento per chiedere al Governo giustizia sociale

marzo 3, 2012 in Lavoro, Politica

Questo pomeriggio sono stato allo stabilimento Fiat di Melfi insieme ai tre operai, iscritti alla Fiom, ingiustamente licenziati ormai quasi due anni fa e reintegrati da una recente sentenza di appello. Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli vogliono solo lavorare, invece Sergio Marchionne vuole fare il padrone delle ferriere. È chiaro che l’IdV sta dalla parte di chi svolge con dignità la propria professione e chiede il rispetto dei propri diritti. Non mi fermerò qui, porterò la protesta in Parlamento per difendere l’articolo 1 della Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. A Melfi questo sacrosanto principio rischia di essere calpestato. Continua a leggere →

L’esame del decreto liberalizzazioni è in alto mare, posticipare scadenza emendamenti e nuova calendarizzazione

febbraio 27, 2012 in Comunicati Stampa

“L’esame del decreto sulle finte liberalizzazioni è ancora in alto mare: si procede a singhiozzo, la Commissione non riesce ad ultimare i suoi lavori ed è fatta oggetto di pressioni di ogni tipo. È evidente che, in queste condizioni, è inutile e mortificante dover presentare proposte correttive del provvedimento per il loro esame in Aula. Il Presidente del Senato deve per questo posticipare la scadenza degli emendamenti. In tal senso ho inviato una lettera a Schifani, chiedendo anche di convocare una nuova conferenza dei Capigruppo per una calendarizzazione più appropriata del decreto. Questa corsa a vuoto non farà che rendere ancora più insufficienti e sbilanciate le cosiddette liberalizzazioni, a vantaggio dei poteri forti e a danno dei cittadini”. Lo afferma il Presidente dei Senatori IdV, Felice Belisario.

 

MARCHIONNE ESCE DA CONFINDUSTRIA. E IL GOVERNO COSA ASPETTA PER FARSI DA PARTE?

ottobre 3, 2011 in Economia, Politica

Da gennaio 2012 la Fiat abbandonerà Confindustria. Non solo: Marchionne annuncia che a Mirafiori si produrrà un Suv targato Jeep.  Una doppia fuga, dunque: dal mondo degli industriali e dalla competizione italiana ed europea. Da tempo ormai il Lingotto dà segnali di voler spostare all’estero il suo asse produttivo, ma per tutta risposta il Governo gli ha fornito un lasciapassare confezionato su misura, inserendo nella manovra il pericolosissimo articolo 8. Non bastava fare orecchie da mercante sul piano industriale dell’azienda, che può fare il bello e il cattivo tempo con il futuro degli stabilimenti: ora Marchionne ha avuto anche libertà di licenziare. Alla favola del Presidente operaio non ha mai creduto nessuno, ma qui siamo di fronte alla aperta complicità tra l’amministratore pubblico e il padrone delle ferriere. Continua a leggere →

I MINISTRI MERIDIONALI LASCINO IL GOVERNO CHE FAVORISCE IL NORD

settembre 27, 2011 in Economia, Lavoro, Politica

Ogni anno il rapporto dello Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, offre un quadro sempre più allarmante del Sud. Costantemente, infatti, cresce il divario con il Nord del Paese. L’ultimo, da questo punto di vista, è stato esemplare.
Il Pil del Settentrione, secondo lo Svimez, è aumentato nel 2010 dell’1,7 per cento, quello del Meridione solo dello 0,2. Un governo che si rispetti dovrebbe lavorare per far crescere ulteriormente il Prodotto interno lordo del Sud. Invece, si legge nel rapporto, “l’effetto cumulato delle manovre 2010 e 2011 dovrebbe pesare, in termini di quota sul Pil, 6,4 punti al Sud e 4,8 punti nel Nord”.
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