Aumento orario di lavoro ricetta vecchia e superata

ottobre 2, 2012 in Comunicati Stampa, Economia, Lavoro

 

 

“La proposta di Squinzi di lavorare qualche ora in più mi pare superficiale, se non proprio banale, lanciata casualmente perché non si sa più cosa dire, né cosa fare. Quella del presidente degli industriali è una ricetta anacronistica, che non incide sicuramente sul costo del lavoro e neanche sulla competitività, basti pensare che la Francia, per ottenere questo, fece l’esatto contrario: ridusse proprio l’orario di lavoro”. Lo dichiara Felice Belisario, capogruppo dell’Italia dei Valori a Palazzo Madama, che aggiunge: “L’unica strada da percorrere è quella che il governo Monti non ha mai percorso e cioè detassare gli stipendi e rilanciare gli investimenti per lo sviluppo e la ricerca. Per essere competitivo il Paese ha bisogno di nuovi posti di lavoro e di minore precarietà. L’ occupazione va aumentata e per farlo è necessario contrastare le rendite di posizione e gli interessi particolari. Il mercato del lavoro è stato riformato nel modo peggiore, perché – conclude Belisario – togliere qualche diritto ai lavoratori e puntare sempre sul sacrificio delle fasce più deboli ha portato solo ad avere maggiore disoccupazione”.

Monti parla come Marchionne, ricordi che è il presidente del Consiglio e non l’ad di Fiat

marzo 17, 2012 in Comunicati Stampa, Economia, Politica

“Monti dovrebbe ricordare che è il presidente del Consiglio, non il presidente o l’amministratore delegato della Fiat. Certe sue affermazioni sono sconcertanti, sembra di ascoltare Marchionne e non il capo del governo”. Così il capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, che aggiunge: “Invece di chiedere conto a Fiat del rapporto tra i generosi finanziamenti pubblici ricevuti a vario titolo e gli investimenti fatti negli stabilimenti italiani, invece di domandare che fine ha fatto il piano fabbrica Italia e pretendere il mantenimento degli impegni presi, Monti legittima la più grande azienda industriale italiana a scappare via dal Paese. Ottimo modo per autorizzare Marchionne a chiudere altri stabilimenti in Italia, dopo quello di Termini Imerese e la Irisbus di Avellino: è questo che vuole il governo? Su una sola cosa Monti ha ragione, serve più rispetto: non è però il Paese che deve rispettare Fiat – conclude Belisario – ma Fiat che deve cominciare a rispettare il Paese e i lavoratori”

Per combattere la corruzione bisogna portare subito in Aula la Convenzione di Strasburgo

febbraio 16, 2012 in Comunicati Stampa, Politica

“La Corte dei Conti certifica oggi quello che l’IdV va dicendo da tempo: la corruzione e il malaffare sono presenti nel Paese in dimensioni di gran lunga superiori a quelle che vengono spesso percepite”. A dichiararlo il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che aggiunge: “L’IdV, sia alla Camera che al Senato, ha portato avanti una dura battaglia contro la corruzione ma è rimasta sempre sola e inascoltata. A lanciare slogan per la trasparenza si fa presto, quando poi tocca passare ai fatti la storia si ripete e l’iter parlamentare procede a passo di lumaca. Adesso basta. In Senato non voteremo più alcun calendario d’Aula che non preveda almeno la ratifica della Convenzione di Strasburgo, che agevolerebbe l’inserimento nel nostro ordinamento delle norme anticorruzione. E’ una questione morale, ma anche economica. Non ci vuole un tecnico – conclude Belisario – per capire che corruzione e malaffare sono tra i fenomeni che più disincentivano gli investimenti nel nostro Paese e di conseguenza ne bloccano lo sviluppo e la crescita. E’ ora di voltare pagina sul serio”.

E’ recessione! Per rilanciare la produttività servono investimenti e posti di lavoro

febbraio 15, 2012 in Economia, Italia dei Valori, Lavoro, Senza categoria

Nel nostro Paese c’è un tasso di corruzione pari a quello della Macedonia, siamo messi peggio persino del Ruanda. Tra inaffidabilità, lentezza e tortuosità delle procedure, l’Italia può vantare una burocrazia kafkiana. La criminalità organizzata è la prima industria del Paese, non conosce crisi e mette in ginocchio le imprese oneste. L’instabilità e l’inadeguatezza del quadro politico, in particolare negli ultimi venti anni, rappresenta un enorme fattore di rischio per le aziende. In Italia si dovrebbe lavorare per eliminare queste autentiche piaghe. Invece, il Governo ha individuato il macigno che blocca gli investimenti: l’articolo 18. Continua a leggere →

Il Governo non tocchi l’art. 18, serve una riforma condivisa

febbraio 5, 2012 in Comunicati Stampa

“La riforma del lavoro non può risolversi nello smantellamento di tutele e garanzie che, al contrario, vanno estese a tutti. Facilitare i licenziamenti, soprattutto nel pieno di una crisi sempre più drammatica, significa solo gettare benzina sul fuoco della tensione sociale. Il Governo non tocchi l’articolo 18, piuttosto mantenga i suoi impegni sul piano dell’equità e della crescita”. Lo dichiara il Presidente dei Senatori IdV, Felice Belisario. “E’ prioritario – aggiunge – dare risposte alle difficoltà delle nuove generazioni, riformare il sistema degli ammortizzatori sociali e affrontare la dilagante disoccupazione con un piano nazionale. Il vero fattore di crisi del mercato del lavoro è il precariato, a bloccare gli investimenti sono le piaghe della criminalità organizzata, della corruzione, della burocrazia kafkiana e del mancato accesso al credito. Di questo dovrebbero occuparsi il premier Monti e il ministro Fornero. Il Governo ascolti le parti sociali e presenti una proposta seria e condivisa, l’Italia dei Valori – conclude Belisario – difenderà ad oltranza, in Parlamento e nelle piazze, i diritti dei più deboli che sono senza tutela”.

Il Mezzogiorno una scommessa vincente, il governo abbia il coraggio di puntare forte

gennaio 2, 2012 in Economia, Politica

Con orgoglio meridionale e da parlamentare che ben conosce i problemi del Sud, ho salutato la caduta del governo Berlusconi a forte trazione leghista come una grande possibilità di rilancio per il sempre dimenticato e bistrattato Meridione. Ho creduto che con il professor Monti le cose potessero davvero finalmente cambiare, ho sperato in una significativa e immediata inversione di rotta pur se la stragrande maggioranza dei Ministri è espressione del Nord. Purtroppo, alla luce delle prime scelte, non posso nascondere una certa delusione.

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La legge di Stabilità smantella il Sistema sanitario nazionale

ottobre 26, 2011 in Comunicati Stampa, Italia dei Valori, Sanita’, Università e Cultura

“Una vera e propria mannaia sul Sistema sanitario nazionale”, così il presidente dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, definisce, intervenendo in commissione Sanità, la legge di stabilità. “Una norma che taglia in modo indiscriminato i fondi alla ricerca e rende ancora più complicato l’accesso ai servizi sanitari per i cittadini.  In un Paese come il nostro, in cui la situazione delle strutture ospedaliere è drammatica, il governo pensa bene di ridurre anche gli investimenti in materia di edilizia e tecnologia, condannando l’Italia a rimanere ferma al palo, all’epoca del Medioevo. A chi si rivolgeranno i 13 milioni di cittadini che ogni anno vengono accolti dal Ssn e gli altri 30 che chiedono aiuto per cure urgenti? Si tratta – conclude Belisario – di una violazione del diritto alla salute. La legge di Stabilità sembra seguire un piano ben preciso: quello di smantellare il Sistema sanitario nazionale a vantaggio delle strutture private, con l’abbandono di fatto della sanità pubblica garantita a tutti i cittadini”.

DALLA MARCIA DELLA PACE UN MESSAGGIO CHIARO: CAMBIARE SUBITO

settembre 25, 2011 in Ambiente, Economia, Esteri, Lavoro, Politica, Sociale

Sono passati 50 anni dalla prima Marcia della pace ideata dal filosofo Aldo Capitini e, non a caso, in testa al corteo che attraversava, oggi, l’Umbria, da Perugia ad Assisi, riecheggiava lo slogan di allora che parlava di pace e fratellanza dei popoli. Non a caso perché, sarà anche passato mezzo secolo, ma il messaggio è ancora attuale. E non solo per i conflitti armati che lacerano il mondo e a cui l’Italia, tristemente e dietro ipocriti interventi di aiuto, partecipa. Ma anche per l’assenza di diritti, di accesso alle cure mediche, per le politiche di respingimento, per il divario sociale, la precarietà e la povertà.
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