CHE FINE HA FATTO IL MINISTRO DELLE POLITICHE COMUNITARIE?

aprile 11, 2011 in Esteri, Politica, Sociale

La Lega sta perdendo definitivamente il senso della ragione di Stato, se mai ne ha avuto un briciolo. Maroni chiede di uscire dall’Unione europea, Bossi chiede che i migranti vadano fuori dalle scatole, Calderoli vuole richiamare le truppe dal Libano, vera missione di pace dei nostri militari all’estero. Evidentemente, se i soldati non sparano il nostro governo non si preoccupa. Continua a leggere →

UN’ALTRA IDEA DELLA POLITICA PER TORNARE PROTAGONISTI IN EUROPA

febbraio 21, 2011 in Elezioni europee 2009, Esteri

L’Italia ha sempre avuto un ruolo di spicco nel Vecchio Continente: basti pensare che l’istituzione della Cee è avvenuta a Roma, con la sigla del Trattato del 1957, e che Altiero Spinelli è considerato uno dei padri fondatori dell’Europa unita.

Lentamente, ma inesorabilmente, si è affermato però un progressivo isolamento dell’Italia rispetto al quadro comunitario: ritengo che esista una ragione ben precisa per la quale ciò è avvenuto e che vi sia anche una soluzione per tornare ad essere protagonisti in campo europeo.

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LA RUSSA GUERRAFONDAIO, RITIRI LE TRUPPE DALL'AFGHANISTAN E LE LASCI IN LIBANO

agosto 4, 2010 in Politica

Lo scontro tra truppe libanesi e israeliane, ieri mattina, è la prova concreta dell’utilità della missione Onu di cui fa parte anche un contingente italiano. Si è trattato di un incidente che, se pure è costato la vita a cinque persone, è l’unico verificatosi negli ultimi quattro anni, da quando cioè i caschi blu sono in quella zona a fare da cuscinetto. Il caso testimonia le tensioni ancora esistenti tra i due paesi ma l’assenza di atti di guerra o di guerriglia dipende, almeno così ci dicono auterovoli fonti internazionali, proprio dalla presenza dell’Unifil a cui entrambi i paesi riconoscono autorevolezza.

Le missioni di pace servono esattamente a questo. A portare la pace nelle zone di guerra e l’invio di truppe italiane in casi del genere è sacrosanto. Al confine tra il Libano e Israele, fino a ieri mattina, non si sparava un colpo da anni.

Capisco dunque la reazione del ministro La Russa che, oltre ad aver diminuito gli stanziamenti per quella missione, ha anche aggiunto che da lì bisogna andar via presto. Lui se non fa la guerra non si diverte, come il suo padre spirituale Mussolini. E allora l’equazione è presto fatta: se partecipiamo davvero a una missione di pace per il nostro ministro bisogna andar via. Se invece, come in Afghanistan, la missione di pace è solo un trucco per fare la guerra, si aumenta il contingente, si inviano armi e aerei da combattimento e si spendono sempre più soldi.

E pensare che La Russa ha giurato sulla Costituzione. Forse però quando l’ha letta, se l’ha letta, ha saltato l’articolo 11, quello che dice che l’Italia ripudia la guerra. Altrimenti terrebbe il contingente in Libano e ritirerebbe immediatamente le truppe dall’Afghanistan.