IL LODO ALFANO SARA’ LA WATERLOO DEL CENTRODESTRA

ottobre 28, 2010 in Politica

Una maggioranza che non c’è più sta cercando, tra ricatti e veti incrociati, di approvare uno scudo eterno per i guai giudiziari del premier, mettendo sotto i piedi, oltre al buon senso, le piu’ elementari norme di diritto. Ma intanto, al Paese chi ci pensa? Chi pensa ai veri problemi della gente, al lavoro che manca, all’economia che arranca o ancora a quel Sud abbandonato sempre più a se stesso? Il Pdl si è ormai arreso all’evidenza del proprio fallimento, avendo esaurito le tattiche per aggirare la resa dei conti con le promesse elettorali. Fli fa la politica del gambero, nascondendo le norme salva-Berlusconi dietro il paravento delle battaglie sulle legalita’ che fa a giorni alterni, come dimostra ad esempio il voto in soccorso di Lunardi alla Camera. Ed è proprio in questo gioco delle parti, in questa ambigua e scriteriata partita a scacchi giocata in barba all’art.3 della Costituzione, che la figura del Presidente della Camera dimostra di essere l’emblema dell’ipocrisia politica. Continua a leggere →

Il Lodo Alfano è una norma indegna per uno stato di diritto e va ritirato

ottobre 26, 2010 in Comunicati Stampa

“Il lodo Alfano costituzionale è una norma indegna per uno stato di diritto che la maggioranza deve ritirare immediatamente”. Lo ha detto il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario. “I cittadini sono tutti uguali davanti alla legge e Berlusconi non è più uguale degli altri. Basta con lodi e scudi, si faccia processare. Gli italiani vogliono riforme serie che rilancino l’economia e l’occupazione, sono stufi di sentire parlare dei problemi giudiziari del premier il cui unico intento, da 16 anni, è sfuggire alle aule di tribunale”.

RIFORME. BERLUSCONI VUOLE FARLA FRANCA CON LA GIUSTIZIA E SALIRE AL QUIRINALE

aprile 29, 2010 in Giustizia

 Meno male che Berlusconi voleva fare le Riforme condivise: le prime che arrivano sono le intercettazioni e il lodo Alfano bis.

Il nuovo lodo Alfano di rango costituzionale serve solo al Presidente del Consiglio per sfuggire alla giustizia e il Ddl intercettazioni è un’ulteriore porcata volta a mettere il bavaglio, sempre più stretto, alla stampa e a impedire alla magistratura di fare fino in fondo il proprio dovere, nella lotta alla criminalità organizzata e criminalità politica, che stanno appestando il nostro Paese.

Insomma, è la solita storia: Berlusconi non vuole fare le Riforme, vuole solo farla franca dai suoi problemi e salire al Quirinale con una legge che gli dia tutti i poteri.

L’Italia dei Valori nelle piazze e in Parlamento impedirà queste porcherie che stanno diventando la vergogna d’Italia.

GIUSTIZIA: CON LODO ALFANO DITTATURA MAGGIORANZA

aprile 28, 2010 in Giustizia

L’arroganza del governo e della maggioranza e’ senza limiti: la Corte costituzionale ha bocciato il lodo Alfano e una norma identica viene riproposta solo per creare un altro corto circuito istituzionale; questo artificio serve solo per aggirare il giudizio della Consulta, non certo quello degli italiani.

Siamo di fronte a una vera e propria dittatura della maggioranza che, come un carro armato, schiaccia tutto quello che incontra. Ma gli italiani impediranno che la Costituzione venga profanata da questa truffa giuridica, architettata solo ed esclusivamente per consentire a Berlusconi di non sottoporsi alla legge. E’ inaccettabile che mentre il Paese si trova ancora a fare i conti con una crisi durissima, con la continua perdita di posti di lavoro, con l’emergenza corruzione, il Parlamento sia posto sotto sequestro, ingolfato da leggi studiate solo per risolvere i guai giudiziari del presidente del Consiglio

LEGITTIMO IMPEDIMENTO. SIT IN IN AULA CONTRO PORCATA

marzo 10, 2010 in Giustizia

Stasera Berlusconi e i suoi ministri diventano, per legge, cittadini diversi dagli altri.
L’articolo 3 della Costituzione è violentato dall’arroganza di una maggioranza che ha deciso di porre la fiducia su un provvedimento che salva l’intero governo da ogni procedimento giudiziari. E’ stata negata anche la diretta televisiva del voto: evidentemente gli italiani non devono sapere la porcata che questo Parlamento sta per votare e la netta posizione contraria dell’Italia dei Valori. Contro questa arroganza noi abbiamo deciso di attuare una forma di protesta non violenta sedendoci per terra nell’emiciclo con la Costituzione nelle mani per ricordare a tutti che questo governo sta svuotando il Parlamento di ogni prerogativa. Mentre il Senato e la Camera sono occupate dall’inizio della legislatura da provvedimenti che servono solo a Berlusconi e ai suoi amici come processo breve, intercettazioni, lodo Alfano, scudo fiscale, il paese va a rotoli. Cassa integrazione e disoccupazione sono ai record storici, il debito pubblico aumenta, il pil crolla e invece di risolvere i problemi del paese, come da tempo l’Italia dei Valori chiede, si presentano addirittura due questioni di fiducia su una legge ad personam. Un vero sconcio.

LODO ALFANO: PDL CAMBI ANCHE ART.3 SE HA CORAGGIO

dicembre 21, 2009 in Politica

Andiamo di male in peggio. Dopo aver fatto leggi palesemente incostituzionali, adesso provano a stravolgere la Carta. La nuova proposta di legge costituzionale sul lodo Alfano, che il centrodestra ha annunciato di presentare a breve, e’ infatti un’altra porcheria che non serve al Paese ma solo a Berlusconi per evitare di farsi processare.La legge e’ uguale per tutti e, se proprio si vuole inserire una schifezza simile in Costituzione, il PdL abbia il coraggio, senza ipocrisie, di chiedere anche la modifica dell’articolo 3 perche’ la legge a quel punto resta uguale solo per tutti i poveri cristi mentre agli unti dal signore viene garantita l’impunità.

LODO ALFANO: MINISTRO RIFERISCA SU CENA

luglio 1, 2009 in Giustizia

Abbiamo chiesto che il ministro Alfano venga a riferire in Aula al Senato sulla cena dei giudici costituzionali con il presidente del Consiglio e il presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato su cui hanno discusso, verosimilmente, del Lodo Alfano e probabilmente sulle norme che riguardano la riforma della magistratura. Sono cose pericolose per la democrazia italiana che sarebbe il caso che se ne discuta in Parlamento.

LODO ALFANO, ABORTO GIURIDICO E POLITICO

luglio 28, 2008 in Senza categoria

Riporto il resoconto stenografico del mio intervento, tenuto in data 22 luglio 2008, in dichiarazione di voto sul “lodo Alfano”.
Felice Belisario: Signor Presidente, signor Ministro della giustizia, colleghe e colleghi, dopo lo spiegamento di forze messo in atto dalla maggioranza per giustificare, legittimare e addirittura esaltare lo scudo giudiziario reso al Presidente del Consiglio, provo un certo imbarazzo nel prendere la parola, perché il provvedimento che è stato inventato, ma forse è meglio dire copiato, dal precedente lodo Schifani, blindato e difeso secondo un copione imparato ormai a memoria, è talmente insopportabile politicamente e brutto giuridicamente da ingenerare vergogna e preoccupazione. Si tratta di una norma confezionata a dovere per rendere sempre più profondo il solco tra il Paese reale e il Palazzo.

Io non so se nelle vostre coscienze, colleghi di maggioranza, vi sia stato lo spazio per un approfondimento sereno ed obiettivo, se davvero siete tutti convinti che il salva-Berlusconi sia una norma che fa onore al nostro ordinamento giuridico. Infatti, al di là delle dichiarazioni di stile, un principio simile, quello di salvaguardia del Presidente del Consiglio, è ignoto alle democrazie occidentali e, anche per quanto riguarda il Presidente della Repubblica, lo ritroviamo scarsamente applicato nella Costituzione greca, in quella portoghese e in quella francese. Per la Gran Bretagna e per la Spagna si tratta di immunità assoluta perché si parla di sovrani. In Germania, invece, il Cancelliere e i Ministri sono considerati titolari di una funzione pubblica e ad essi si applica la disciplina generale dei funzionari del pubblico impiego.

L’Italia dei Valori ha denunciato ovunque questa bruttura che voi, colleghi di maggioranza, vi accingete ad approvare e per questo tutti noi, perché lo abbiamo detto anche nelle piazze, siamo stati additati come espressione dell’antipolitica e come forze giustizialiste, anche questa mattina qualcuno lo ha detto. Ma a chi è ipocritamente bugiardo intendo restituire l’espressione “giustizialista” che non mi offende, ma non mi appartiene e non appartiene neppure al mio partito, a meno che dire la verità, opporsi strenuamente alle leggi vergogna, chiedere di governare con trasparenza e sempre nel rispetto della legalità sia oggi sinonimo di giustizialismo.

Inoltre, a coloro che sono pieni di orticaria perché l’Italia dei Valori è presente sullo scenario politico italiano, difendendo quei principi elementari di libertà ed uguaglianza voluti dai nostri costituenti e che migliaia di nostri eroi hanno difeso con la vita, diciamo di non farsi affliggere dalla disperazione, ma di curarsi con pillole di democrazia, di rispetto di tutti gli organi costituzionali, a cominciare dal Parlamento e soprattutto di eliminare il macroscopico conflitto d’interessi, vera metastasi di un Paese occidentale che non risolve i problemi della gente, ma solo quelli del capo, padrone, Presidente.

Signor Presidente del Senato, onorevoli colleghi, l’Italia dei Valori ha dato prova, in questi mesi, di sapersi confrontare in queste Aule sui contenuti dei provvedimenti, coerente con i suoi princìpi e con il suo programma. E come è emerso nel dibattito anche di questo provvedimento, abbiamo avuto la perseveranza e la determinazione di voler lavorare insieme ai colleghi del Partito Democratico, mantenendo un rapporto leale e con la volontà – spero comune – di costruire una credibile alternativa di Governo con il coinvolgimento delle energie vive della società italiana. Pur nelle reciproche differenze e con quelle criticità che sono emerse ad inizio legislatura, è questo il dato politico che emerge dal dibattito e che fa dispiacere a qualcuno e che anche l’informazione non ha sufficientemente e proficuamente sottolineato.

Ma veniamo a noi, signor Presidente del Consiglio, che dopo le belle e finte parole pronunciate al suo insediamento si è abilmente nascosto, forse arrossendo un pochino per la norma che lei non ha voluto, che hanno scritto i suoi parlamentari legali e che il ministro Alfano ha solo avuto l’onere di marchiare con il proprio nome. Signor Presidente del Consiglio, o – se preferisce – signor numero 1816 della Loggia P2, il disegno del suo ispiratore si sta compiendo: impunità a vita, magistratura insultata e chiamata dai suoi mentori con il gentile appellativo di fogna; l’informazione a suo completo servizio e presto con il bavaglio; l’immunità alle porte per la classe parlamentare; intercettazioni legali da eliminare, mandando in galera chi le ordina e chi le fa conoscere alla pubblica opinione, anche quando fanno emergere il marcio che esiste nella nostra società. Altro che chiacchiere! Questo è oscurantismo, è nebbia che cerca di avvolgere per far deviare le nostre coscienze.

Questa norma è un errore, continueremo a sottolinearlo; un errore marchiato, compiuto perché la sua megalomania, signor Presidente del Consiglio, la porta ad essere primo anche nelle smargiassate politico-istituzionali. E’ una norma-privilegio quella per cui il Parlamento è stato di fatto sequestrato perché bisognava fare presto, perché lei aveva ed ha paura di essere giudicato. Lei, signor Presidente del Consiglio, non passerà mai alla storia come statista, ma verrà riportato nel Guinness dei primati per l’abilità con cui, da slalomista provetto, è riuscito ad evitare tutti i processi in cui è stato coinvolto.

L’anomalia italiana sta tutta qui, nel presentare al mondo un Presidente del Consiglio sempre più assente dalle Aule parlamentari perché indaffarato ad evitare quelle giudiziarie che, dopo la Cirami, la Cirielli, l’abolizione del falso in bilancio, il lodo Schifani, la bloccaprocessi, adesso ha configurato questa nuova norma firmata Alfano.

Signor Ministro della giustizia, lei ci ha anticipato in qualche sua battuta che in autunno il PdL farà la riforma della giustizia. Ma quale, quella che vuole introdurre l’immunità per la casta rendendo deputati e senatori sciolti da ogni vincolo di legge e che vuole mettere la mordacchia ai giudici separandone le carriere, oppure quella che pensa alle elezioni popolari dei giudici? Ed è possibile parlare di riforme, signor Ministro, di quella della giustizia o di quella sul federalismo, se il Ministro delle riforme è stato condannato per avere prima oltraggiato la bandiera e, l’altro ieri, persino l’inno nazionale?

Mi chiedo e chiedo a voi, senatori di maggioranza, con chi e su che cosa dovremmo dialogare. Pensate davvero, come una Penelope al contrario, che si possa scucire di giorno con la proposta Alfano e tessere di notte sulle riforme? Riteniamo che ciò non sia possibile. Per questo diremo convintamente il nostro no a questo aborto giuridico e politico, lo faremo in Parlamento, utilizzeremo i mezzi referendari che la Costituzione repubblicana ci mette a disposizione e scenderemo nelle piazze, una, cento o mille se servirà, per continuare il nostro dialogo con la gente, lasciando voi a rimanere casta.