BOTTINO PUBBLICITARIO SOLO PER LE RETI MEDIASET

gennaio 15, 2010 in Senza categoria

Questa volta il nemico che Berlusconi vuole abbattere è Rupert Murdoch, il proprietario di Sky. Un avversario che in teoria avrebbe tutti i mezzi per poter competere ad armi pari col Cavaliere sul piano imprenditoriale, ma che in realtà non può farlo perché gli vengono cambiate le regole del gioco mentre si sta giocando.
 
Infatti l'ennesimo colpo di mano tentato dal Governo stavolta tocca nel vivo proprio gli interessi economici di Murdoch, già colpito lo scorso anno dalla prima finanziaria del governo Berlusconi con l'aumento dell'Iva per le tv a pagamento dal 4 al 20 per cento.

Come eliminare definitivamente l'avversario? Sulle maggiori uscite si è operato, adesso basta attivarsi per costringerlo a minori entrate. Ed ecco un decreto legislativo che, recependo in senso restrittivo la direttiva europea in materia di telecomunicazioni, regalerebbe più pubblicità a Mediaset togliendola a Sky.

Esecutore di questa ennesima "manovrina ad personam" è Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni nonché uomo tv da sempre vicino al Cavaliere. Stando ai fatti, il tetto orario fissato attualmente al 18% per tutte le reti commerciali verrebbe abbassato al 12% (dove è già posizionata e resterebbe la Rai, godendo dell'introito del canone).

Ciò vuol dire che Sky perderà 3 minuti di spot ogni ora per ogni canale; e fin qui, tutto apparentemente e "democraticamente" corretto. Peccato però, e non c'è da meravigliarsi, che ancora una volta, in pieno conflitto di interessi, Mediaset ricavi da questo provvedimento dei benefici e Sky degli svantaggi. Perché la novità va a toccare esclusivamente le reti a pagamento, compresa Mediaset Premium che fattura un decimo di Sky, ma i canali in chiaro e in digitale terrestre, che sono il grosso del fatturato Mediaset, al contrario beneficeranno addirittura  di un innalzamento della quota pubblicitaria dal 18 al 20%.

In definitiva, se al momento Sky può trasmettere fino a poco più di 10 minuti di pubblicità ogni ora, nel giro di tre anni quei minuti scenderanno fino a
poco più di 7, contro i 12 delle tv private. Il Governo perde dunque il pelo, ma non il vizio!

Ora il decreto andrà all'esame delle commissioni competenti di Camera e Senato per i pareri non vincolanti e, poiché gode di una corsia preferenziale, entro poche settimane tornerà al Consiglio dei ministri per il visto del padrone.

Evviva la democrazia!!!