Passera non ha nemmeno il buon gusto di tacere

novembre 3, 2012 in Comunicati Stampa, Economia, Lavoro, Politica

“E’ matematico, la campagna elettorale si avvicina e Passera appare. Non per fare il ministro dello Sviluppo economico, ma per vendere se stesso ai sostenitori della sua ascesa politica”. A dichiararlo il capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che aggiunge: “questo governo sarà ricordato per aver distrutto il mondo industriale italiano, peggio di quanto fatto da quello precedente, ha raggiunto il record delle aziende in crisi e di quelle costrette a chiudere. E, proprio nei giorni in cui Marchionne alza i toni a Pomigliano, mette gli operai gli uni contro gli altri per un’orrenda ossessione verso i diritti dei lavoratori ridotti a carta straccia dal trio Monti-Fornero-Passera, quest’ultimo ha il coraggio di lodare se stesso e di affermare che vede l’inizio della fine della crisi. Peccato che la realtà sia un’altra e che i cittadini non siano così stupidi da farsi ingannare da un professionista di incarichi, spacciato per tecnico, che lo mettono nella top ten dei titolari dei conflitti di interesse in Italia. A Passera – conclude Belisario – è mancato anche il buon gusto di tacere proprio nei giorni in cui c’è chi sta lottando contro il rischio mobilità in un’azienda che prende soldi pubblici”.

La Fiat reintegri i tre operai di Melfi, il Governo non sia complice di Marchionne

marzo 23, 2012 in Comunicati Stampa

“Le sentenze vanno rispettate e le motivazioni della Corte d’Appello di Potenza non lascia spazio ad interpretazioni: la Fiat deve disporre subito il reintegro dei tre operai di Melfi ingiustamente licenziati”. Lo dichiara il Presidente dei Senatori IdV, Felice Belisario. “E’ ormai evidente – aggiunge – la condotta antisindacale dall’azienda, così come è indiscutibile che negli stabilimenti del Lingotto vengono calpestati i diritti dei lavoratori. Il Governo non può rendersi complice di Marchionne, che si atteggia a padrone delle ferriere invece di rispettare i propri impegni sul piano occupazionale e industriale. Barozzino, Lamorte e Pignatelli devono poter tornare a lavorare, ho portato il loro caso in Senato e mi batterò ancora dentro e fuori il Parlamento perché gli iscritti Fiom non siano oggetto di discriminazioni e vessazioni che servono solo a nascondere le difficoltà dell’azienda causate da gestioni manageriali sconsiderate. Il Ministro Fornero – conclude Belisario – si impegni per garantire che la Fiat ripristini il rispetto della dignità dei lavoratori e delle tutele di legge, rilanciando gli stabilimenti e salvaguardando i posti di lavoro”.

Da Fornero un’informativa sulla Fiat davvero misera, dopo ‘paccate’ di miliardi pretendiamo garanzie

marzo 15, 2012 in Comunicati Stampa

“L’informativa del ministro Fornero in Aula è stata assolutamente inutile, non ha dato alcuna risposta alle più preoccupanti questioni che riguardano la situazione della Fiat: produttività, difesa dei posti di lavoro, rispetto dei diritti e rilancio degli stabilimenti. Ci assumeremo noi la responsabilità di chiarire gli aspetti che il ministro non ha voluto affrontare nella conferenza stampa che terremo oggi in Senato con i tre operai di Melfi che la casa torinese non fa rientrare in fabbrica”. Lo ha detto in Aula Felice Belisario, Presidente dei Senatori dell’Italia dei Valori, che ha aggiunto: “Se il Lingotto ha avuto valanghe, o meglio, ‘paccate’ di miliardi da parte dello Stato, abbiamo tutti il diritto di pretendere garanzie e rispetto della legalità. Non si tratta solo di politica industriale, è politica dell’occupazione. Troppo comodo dire che le imprese fanno le imprese e il governo fa il governo, così come ha sostenuto il ministro Fornero, si tratta di un’ affermazione davvero misera e offensiva nei confronti del Parlamento.  L’Esecutivo deve governare i processi di sviluppo del Paese e dal primo gruppo industriale italiano deve pretendere il rispetto delle sentenze della Magistratura. Il governo deve agire per far cessare la politica discriminatoria e antisindacale che Marchionne adotta in tutti gli stabilimenti. Il ministro Fornero deve convocare i vertici per chiedere un Piano industriale, trasparente e dettagliato, per il futuro degli investimenti. Temiamo – ha concluso Belisario – che Fiat si appresti a trasferire i centri decisionali fuori dall’Italia: sarebbe gravissimo se si venisse a sapere, a babbo morto, che qualche esponente di questo o di altri governi ne fossero a conoscenza!”.

 

A Melfi con i tre operai della Fiat reintegrati da una sentenza. Ora in Parlamento per chiedere al Governo giustizia sociale

marzo 3, 2012 in Lavoro, Politica

Questo pomeriggio sono stato allo stabilimento Fiat di Melfi insieme ai tre operai, iscritti alla Fiom, ingiustamente licenziati ormai quasi due anni fa e reintegrati da una recente sentenza di appello. Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli vogliono solo lavorare, invece Sergio Marchionne vuole fare il padrone delle ferriere. È chiaro che l’IdV sta dalla parte di chi svolge con dignità la propria professione e chiede il rispetto dei propri diritti. Non mi fermerò qui, porterò la protesta in Parlamento per difendere l’articolo 1 della Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. A Melfi questo sacrosanto principio rischia di essere calpestato. Continua a leggere →

Sabato a Melfi incontro i tre operai che la Fiat di Melfi non vuole far tornare al lavoro

marzo 1, 2012 in Economia, Lavoro, Politica

Sabato prossimo alle 16, davanti ai cancelli della Fiat di Melfi, incontrerò Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre lavoratori della Fiat di Melfi licenziati e poi reintegrati dalla Corte di appello di Potenza, che l’azienda si ostina a tenere fuori dallo stabilimento. I tre lavoratori, due delegati della Fiom e uno iscritto allo stesso sindacato, non possono essere lasciati soli. Voglio che sentano la vicinanza anche delle istituzioni. Continua a leggere →

Marchionne smentisca l’ipotesi di addio all’Italia attuando gli investimenti annunciati

dicembre 1, 2011 in Comunicati Stampa, Economia, Lavoro

 

 

“La smentita di Fiat non smentisce l’ipotesi di lasciare l’Italia e comunque l’unica smentita credibile deve essere affidata ai fatti. Marchionne la smetta perciò di giocare con le parole e realizzi piuttosto gli investimenti annunciati che ancora non si sono visti”. Lo afferma il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, che aggiunge: “Con la sua ambiguità e le sue minacce fuori luogo, Marchionne continua a alimentare il legittimo sospetto che voglia solo spostare la produzione all’estero e portare la testa negli Stati Uniti. Dica chiaramente cosa intende fare, senza dimenticare però che Fiat si è arricchita sulle spalle degli italiani, prendendo a mani basse incentivi e finanziamenti pubblici. Il Lingotto ha un debito con il Paese – conclude Belisario – se Marchionne vuole andar via prima saldi il conto”.

 

CHE DIFFERENZA TRA GLI STREPITI DELLA CASTA E LA COMPOSTEZZA DEI TRE OPERAI DI MELFI

luglio 15, 2011 in Basilicata, Economia, Giustizia, Lavoro, Politica

I tre operai licenziati dalla Fiat nel luglio 2010

Non commento mai le sentenze della magistratura e non comincerò certo oggi. Mi è piaciuta però la compostezza dei tre operai della Fiat di Melfi a cui ieri il giudice d’appello ha dato torto, ribaltando il verdetto di primo grado che li aveva reintegrati nel posto di lavoro. Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e  Marco Pignatelli erano stati licenziati perché durante uno sciopero interno nel luglio del 2010 avevano, secondo la Fiat, bloccato un carrello e impedito agli altri operai di lavorare. Continua a leggere →

La casta deve arrossire di fronte ai dati sulla povertà

luglio 15, 2011 in Comunicati Stampa, Economia

“Il fatto che oltre otto milioni di persone residenti in Italia viva al di sotto della soglia di povertà è una sconfitta per la classe dirigente di questo paese. La casta dovrebbe arrossire di fronte a questi dati all’indomani di un provvedimento che non interviene sui costi della politica né  abolisce i privilegi e gli sprechi. Il dato, tra l’altro, si riferisce particolarmente alle famiglie degli operai e a quelle che vivono al sud. Segno che la direzione intrapresa da questo governo è come al solito sbagliata, basti pensare alla manovra iniqua che mette a posto i conti, ma che rende ancor più profondo il disagio sociale delle classi meno abbienti”. Lo ha detto il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario. “Se a questo dato si aggiungono gli oltre tre milioni di poverissimi, persone cioè che vivono al di sotto della soglia minima di sussistenza, significa che siamo all’emergenza nazionale. Serve un piano straordinario per invertire questa tendenza. Bisogna porre attenzione ai mercati ma,soprattutto, alle tasche dei cittadini che non possono da soli pagare tutto il peso della crisi. E’ chiaro – conclude Belisario – che non possono essere le politiche raffazzonate  di questo governo a tirare fuori dalle sabbie mobili il 13,8 per cento della popolazione, una percentuale in costante aumento, oltretutto schiacciata da un debito pubblico che oggi tocca il suo record storico”.