Carceri, dopo tre anni di fallimento Ionta avrebbe il dovere di dimettersi

ottobre 12, 2011 in Comunicati Stampa, Giustizia

“Dopo tre anni di politica penitenziaria totalmente fallimentare, in cui la situazione nelle carceri italiane è diventata ogni giorno più indegna, il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria avrebbe il dovere di dimettersi”. Lo ha detto il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, rivolto al capo del Dap, Franco Ionta, nel corso dell’audizione alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani a Palazzo Madama. “Nella colpevole indifferenza del governo – ha aggiunto – in Italia le carceri sono diventate ormai una bomba ad orologeria, con problemi di sovraffollamento e condizioni drammatiche di vita e di lavoro per i detenuti e per la polizia penitenziaria. Una vergogna che l’Italia dei Valori denuncia da tempo, un’emergenza che andrebbe affrontata con misure serie e immediate. Invece oggi Ionta è venuto a dirci anche meno di quello che ha detto in Aula qualche giorno fa il Guardasigilli Nitto Palma, che pure si è insidiato in via Arenula solo da pochi mesi. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità: il Parlamento modificando leggi inadeguate e incivili, come la Bossi-Fini sull’immigrazione e la Fini-Giovanardi sulle droghe, aggiornando i codici ed insistendo per la realizzazione di nuove carceri, Ionta ammettendo di non essere all’altezza dell’incarico che ricopre e passando la mano ad altri, sperando che siano più capaci di lui”.

NE’ INDULTO NE’ AMNISTIA, MA LEGGI SERIE PER RISOLVERE IL PROBLEMA CARCERI

agosto 15, 2011 in Sicurezza

Nei tre anni in cui Angelino Alfano ha occupato il ministero della Giustizia ha annunciato, vado a memoria, almeno quattro o cinque volte, un piano straordinario per risolvere una volta per tutte l’emergenza carceraria. Al governo, però, non frega nulla del sovraffollamento degli istituti di pena perché, tanto, agli amici e agli amici degli amici la galera l’ha evitata con leggi ad personam. Non gli interessa né la condizione dei detenuti né tanto meno quello degli agenti di polizia penitenziaria o degli altri lavoratori del settore. Continua a leggere →