Passera non ha nemmeno il buon gusto di tacere

novembre 3, 2012 in Comunicati Stampa, Economia, Lavoro, Politica

“E’ matematico, la campagna elettorale si avvicina e Passera appare. Non per fare il ministro dello Sviluppo economico, ma per vendere se stesso ai sostenitori della sua ascesa politica”. A dichiararlo il capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che aggiunge: “questo governo sarà ricordato per aver distrutto il mondo industriale italiano, peggio di quanto fatto da quello precedente, ha raggiunto il record delle aziende in crisi e di quelle costrette a chiudere. E, proprio nei giorni in cui Marchionne alza i toni a Pomigliano, mette gli operai gli uni contro gli altri per un’orrenda ossessione verso i diritti dei lavoratori ridotti a carta straccia dal trio Monti-Fornero-Passera, quest’ultimo ha il coraggio di lodare se stesso e di affermare che vede l’inizio della fine della crisi. Peccato che la realtà sia un’altra e che i cittadini non siano così stupidi da farsi ingannare da un professionista di incarichi, spacciato per tecnico, che lo mettono nella top ten dei titolari dei conflitti di interesse in Italia. A Passera – conclude Belisario – è mancato anche il buon gusto di tacere proprio nei giorni in cui c’è chi sta lottando contro il rischio mobilità in un’azienda che prende soldi pubblici”.

Marchionne-Monti: due facce della stessa medaglia

novembre 1, 2012 in Comunicati Stampa, Economia, Lavoro

“Non mi stupiscono gli attestati di stima di Marchionne a Monti. Perché dovrebbero? Sono due facce della stessa medaglia, ovvero quella di chi tutela i propri interessi e quelli dei poteri forti, facendo pagare il prezzo della crisi alla fasce deboli e facendo a pezzi i diritti dei lavoratori”. A dichiararlo il capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato Felice Belisario, che aggiunge: “in questi mesi il modello Marchionne non è stato altro che una versione industriale del modello politico del governo, incentrato sulla svendita dell’Italia, sulla riduzione del potere dì acquisto e di crescita delle famiglie, sull’annullamento delle speranze di un futuro migliore per i giovani e per i lavoratori, sulla cancellazione del diritto ad un posto di lavoro. Ieri Marchionne ha messo, poi, la ciliegina sulla torta, ponendo gli operai della Fiat di Pomigliano gli uni contro gli altri. E’ inquietante il silenzio del ministro fantasma dello Sviluppo economico, Passera, forse troppo impegnato a preparare la sua campagna elettorale per ricordarsi che è un ministro tecnico, sulla carta supertitolato, in realtà pieno di conflitti di interesse, a cui il presidente del Consiglio avrebbe affidato il compito di rilanciare la crescita economica e le infrastrutture del Paese. Ma – conclude Belisario fino a oggi nessuna traccia. Tanto al posto suo parla Marchionne”.

Oggi una vittoria per i lavoratori. Ma, attenzione, Marchionne si crede sopra la legge

ottobre 19, 2012 in Comunicati Stampa, Lavoro

“E’ una vittoria dei lavoratori contro il modello Marchionne, un segnale importantissimo in un momento in cui in Italia sembra vigere la legge del ‘vinca il più forte’”. Così il capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, commenta da Palermo, dove si trova per la campagna elettorale, la decisione della Corte d’Appello che ha respinto il ricorso della Fiat, obbligando l’azienda ad assumere nello stabilimento di Pomigliano i 145 operai iscritti alla Fiom. “Attenzione, però, a non abbassare la guardia perché l’azienda – aggiunge Belisario – ha dimostrato di fregarsene dei diritti dei lavoratori, di avere un’ossessione vera e propria nei confronti della Fiom e di ignorare le sentenze giudiziarie. Marchionne si crede al di sopra della legge, così come ha dimostrato a Melfi, dove ha impedito il reintegro dei tre operai Fiom, nonostante la decisione del Tribunale. Questa volta farà bene a filare dritto, i cittadini sono sempre più stanchi ed indignati di vedersi calpestare dallo strapotere e dall’arroganza dei più forti. L’IdV continuerà la sua battaglia a fianco dei lavoratori, nelle piazze, come domani a Roma, e in Parlamento affinché il governo, riporti sulla terra dei comuni mortali il ministro fantasma Passera. L’Italia non può più andare avanti un minuto di più senza un piano industriale degno di questo nome e con un esecutivo – conclude – che fa finta di non sentire quando a gridare sono i lavoratori, i pensionati e i disoccupati”.  

 

Fiat deve rispettare le leggi, assuma subito i 145 iscritti Fiom a Pomigliano

agosto 13, 2012 in Comunicati Stampa, Economia, Politica

“La legge e’ uguale per tutti, anche per Fiat. Marchionne smetta percio’ di violare i diritti fondamentali dei lavoratori e assuma subito i 145 iscritti Fiom vergognosamente discriminati a Pomigliano”. Lo afferma il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, che aggiunge: “Con la sua consueta arroganza, Fiat si sente al di sopra delle leggi e per questo non in dovere di ottemperare alle sentenze della magistratura. Succede a Melfi, dove l’azienda impedisce il rientro in fabbrica di Barozzino, Lamorte e Pignatelli, i tre operai reintegrati a febbraio dalla Corte d’Appello di Potenza ma ancora tenuti fuori dallo stabilimento, e si vuole evidentemente fare lo stesso a Pomigliano. E’ il modello Marchionne – conclude Belisario -, l’assurda pretesa di avere mano libera in disprezzo del diritto e della Costituzione”.

I tre operai di Melfi sono stati reintegrati, ecco a cosa serve l’articolo 18

febbraio 23, 2012 in Basilicata, Lavoro

Le sentenze non si commentano mai, ma vanno rispettate sempre. Il reintegro al lavoro per i tre operai della Fiat Sata di Melfi, Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, però, mi solleva perché sapere che tre lavoratori, per il solo fatto di appartenere a un’organizzazione sindacale invisa all’azienda, fossero stati licenziati, mi appariva come un’ostilità esagerata, una volontà punitiva che servisse da esempio per tenere zitti e buoni gli altri lavoratori.  Continua a leggere →

TRE OSSERVAZIONI SUL FUTURO DEL PAESE

ottobre 4, 2011 in Economia, Politica

L’italo-canadese Sergio Marchionne, su mandato della famiglia Agnelli, ha deciso di scaricare  Confindustria dal primo gennaio prossimo perchè, ormai, pensa seriamente di lasciare l’Italia o, meglio, ridurre la presenza in Italia a qualche stabilimento, magari come succursale Chrysler.

La Confederazione Generale dell’Industria Italiana è la principale organizzazione e rappresenta le imprese manifatturiere e di servizi raggruppando su base volontaria circa 140.000 imprese per un totale di altre 5.200.000 addetti.

L’annuncio non mi ha colto si sorpresa, come Italia dei Valori sono almeno due anni che abbiamo ben chiare le strategie dell’azienda torinese. Continua a leggere →

IL CONTRATTO NAZIONALE NON SI TOCCA

giugno 5, 2011 in Economia, Italia dei Valori, Lavoro

Quando ci siamo opposti ai referendum aziendali della Fiat a Pomigliano e a Mirafiori, lo abbiamo fatto perché guardavamo lontano. Sapevamo, infatti, che il contratto aziendale sarebbe stata una cantilena proposta e riproposta in ogni occasione da Confindustria a cui il governo avrebbe strizzato l’occhio. Da allora, in questi mesi, sia il ministro Sacconi che alcuni sindacati hanno parlato spesso di questa ipotesi, considerandola una delle chiavi per la ripresa economica del Paese. Confindustria non ha fatto attendere la sua risposta e, dopo aver dato rassicurazioni in senso opposto, ieri è uscita allo scoperto con una posizione precisa: il contratto aziendale può essere applicato se la maggioranza dei lavoratori è d’accordo.  Continua a leggere →

SCIOPERO FIOM: UNA PROTESTA CHE RIGUARDA TUTTI

gennaio 28, 2011 in Economia, Italia dei Valori, Lavoro

Il presidio presso lo stabilimento Fiat di Melfi

Oggi i metalmeccanici hanno deciso di incrociare le braccia per protestare contro l’accordo imposto dalla Fiat. L’intera vicenda non può essere circoscritta ad un contrasto tra una categoria di lavoratori e un’industria automobilistica, perché gli elementi in gioco hanno una rilevanza che investe il lavoro in tutte le sue dimensioni. L’accordo imposto a Pomigliano e Mirafiori annulla l’istituto dei contratti nazionali, l’adeguatezza delle condizioni di lavoro, la rappresentanza democratica e i diritti fondamentali. Oggi sono stato a fianco dei metalmeccanici minacciati dai ricatti di Marchionne per difendere la libertà di tutti i lavoratori.

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