Urgono criteri di trasparenza nella gestione della cosa pubblica

settembre 13, 2012 in Basilicata, Comunicati Stampa, Giustizia, Politica

 

 

“Quello che è accaduto in altre Regioni sembrava lontano anni luce dalla Basilicata. Oggi, invece, una sentenza dice esattamente il contrario e scrive una pagina bruttissima nella storia della politica lucana, inquinata da fenomeni di corruzione e voti di scambio, come afferma il Tribunale di Potenza”. Ad affermarlo il capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, che aggiunge: “è ancora più importante, quindi, tenere alta la guardia sulla gestione della cosa pubblica che non può e non deve essere permeata da scelte clientelari, ma guidata verso gli interessi generali della comunità. Per farlo la politica non può occupare in modo asfissiante tutti gli spazi della società, perché le degenerazioni e le distorsioni, prima o poi, arrivano. Diventa ancora più urgente, come l’Italia dei Valori sostiene da tempo, introdurre nell’amministrazione criteri di trasparenza e pulizia, a livello locale e nazionale. Il modo più diretto per farlo – conclude Belisario – è restituire ai cittadini il loro diritto a conoscere, a partecipare e a scegliere conoscendo fino in fondo i problemi”.

 

Interverremo in Parlamento contro la chiusura del Tribunale di Melfi

luglio 6, 2012 in Comunicati Stampa

 

 

“La spending review iniqua e indiscriminata attuata dal Governo avrà solo effetti controproducenti per i cittadini, in particolare i tagli alla giustizia ignorano le specificità locali e rischiano di comportare l’abbandono del territorio da parte dello Stato. È il caso del Tribunale di Melfi, la cui chiusura non farà che aggravare lo stato di salute del tessuto economico e sociale lucano: contro questa decisione interverremo nelle opportune sedi parlamentari”. Lo dichiara il Capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, che aggiunge: “È necessario tagliare la spesa improduttiva, non eliminare un fondamentale presidio di legalità come il Tribunale di Melfi. Già da tempo avevo chiesto al Ministero della Giustizia che la revisione della geografia giudiziaria avvenisse tenendo conto della rete infrastrutturale della Basilicata, a dir poco carente, e della distanza del capoluogo di regione rispetto al circondario di Melfi. Un discorso è razionalizzare, un altro è depotenziare l’amministrazione della Giustizia: chiederemo al Governo – conclude Belisario – di rispettare i criteri della legge delega e di non penalizzare la comunità lucana”.

 

La chiusura dei Tribunali aggrava le difficoltà della Basilicata

giugno 15, 2012 in Comunicati Stampa

“Già nel febbraio scorso ho esposto ufficialmente al Ministero della Giustizia le ragioni che rendono inammissibile la chiusura dei Tribunali di Melfi e Lagonegro. La revisione della geografia giudiziaria deve necessariamente tenere conto delle specificità territoriali, è necessario superare i campanilismi ma anche garantire una giustizia a misura dei cittadini”. Lo dichiara il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario. “La Basilicata – aggiunge – è la 14esima regione per superficie e dispone di una rete infrastrutturale a dir poco carente, per cui la soppressione anche di uno solo dei due tribunali sarebbe inaccettabile. Inoltre, dopo aver falcidiato il numero degli uffici del Giudice di pace ed avere cancellato le sezioni distaccate in tutta Italia, eliminare anche un fondamentale presidio di legalità come quello dei tribunali sarebbe un ulteriore vulnus al già complicato tessuto economico-sociale lucano. Per queste ragioni ho chiesto formalmente di valorizzare, e non depotenziare, l’amministrazione della Giustizia in Basilicata. Certo tutti dobbiamo capire che la crisi impone di razionalizzare le poche risorse finanziarie, senza guerre tra poveri ma – conclude Belisario – impegnando le istituzioni centrali e territoriali a non abbandonare le comunità più svantaggiate”.

 

Oggi ho incontrato i rappresentanti del Tribunale di Lagonegro

maggio 5, 2012 in Basilicata, Comunicati Stampa, Giustizia

Il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, ha incontrato questa mattina a Senise, in provincia di Potenza, una delegazione di avvocati del foro e di operatori giudiziari del Tribunale di Lagonegro che ha esposto le preoccupazioni per il taglio dei piccoli Tribunali a cui è interessato il distretto della Corte di Appello di Potenza. A darne notizia l’Ufficio Stampa del Gruppo IdV di Palazzo Madama.

La delegazione ha ribadito quanto già precisato nelle sedi istituzionali romane, in particolare il forte danno che la comunità locale subirebbe considerata la nota carenza infrastrutturale sia stradale che, soprattutto, ferroviaria (quest’ultima assolutamente assente), che rende pressoché proibitivo in termini di tempi di percorrenza il raggiungimento del capoluogo di Regione.

Belisario ha rassicurato la presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, avv. Rosa Marino, di seguire costantemente l’evoluzione dell’iter ministeriale della revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Si tratta di conciliare, innanzitutto, la intangibilità costituzionale dei confini della Basilicata con le esigenze di revisione e razionalizzazione della spesa pubblica.

È evidente che i tagli non possono essere di tipo ragionieristico o statistico, ma devono tenere insieme tutta una serie di fattori di carattere sociale, economico, di coesione territoriale, di distanze e di vari elementi. Secondo Belisario tutte le forze politiche sono chiamate ad impegnarsi, archiviando inutili campanilismi e dannosi interessi di parte, a delineare scelte equilibrate che vadano incontro alle peculiari caratteristiche della Basilicata. Ad inizio della prossima settimana – comunica l’Ufficio Stampa – Belisario proseguirà gli incontri con esponenti di Governo e del Ministero della Giustizia per favorire scelte condivise e non penalizzanti per la comunità lucan.

La Fiat reintegri i tre operai di Melfi, il Governo non sia complice di Marchionne

marzo 23, 2012 in Comunicati Stampa

“Le sentenze vanno rispettate e le motivazioni della Corte d’Appello di Potenza non lascia spazio ad interpretazioni: la Fiat deve disporre subito il reintegro dei tre operai di Melfi ingiustamente licenziati”. Lo dichiara il Presidente dei Senatori IdV, Felice Belisario. “E’ ormai evidente – aggiunge – la condotta antisindacale dall’azienda, così come è indiscutibile che negli stabilimenti del Lingotto vengono calpestati i diritti dei lavoratori. Il Governo non può rendersi complice di Marchionne, che si atteggia a padrone delle ferriere invece di rispettare i propri impegni sul piano occupazionale e industriale. Barozzino, Lamorte e Pignatelli devono poter tornare a lavorare, ho portato il loro caso in Senato e mi batterò ancora dentro e fuori il Parlamento perché gli iscritti Fiom non siano oggetto di discriminazioni e vessazioni che servono solo a nascondere le difficoltà dell’azienda causate da gestioni manageriali sconsiderate. Il Ministro Fornero – conclude Belisario – si impegni per garantire che la Fiat ripristini il rispetto della dignità dei lavoratori e delle tutele di legge, rilanciando gli stabilimenti e salvaguardando i posti di lavoro”.

Il Governo intervenga prima che Finmeccanica venga smantellata a colpi di scandali

marzo 22, 2012 in Comunicati Stampa

“Gli inquietanti episodi in cui risultano coinvolti i vertici di Finmeccanica, al di là della loro rilevanza penale in corso di accertamento, mettono a rischio la credibilità e la competitività di una delle più importanti aziende del nostro Paese. Prima che Finmeccanica venga smantellata a colpi di scandali, il Governo intervenga per tutelare e rilanciare un’importantissima risorsa strategica del Paese”. E’ quanto afferma il Presidente dei Senatori IdV, Felice Belisario, in un’interrogazione rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico. “L’ad della società, Giuseppe Orsi, sarebbe al centro di una vicenda di corruzione – prosegue Belisario – per la vendita in India di dodici elicotteri Agusta Westland 101 all’epoca in cui ricopriva la carica di ad della stessa controllata di Finmeccanica. Anche i vertici della difesa indiana avrebbero sollevato forti sospetti su molte attività estere dell’azienda e delle sue consociate, a partire dalla Selex. La situazione di difficoltà di Finmeccanica è stata del resto ammessa dallo stesso Orsi, il quale però ha indicato come possibile soluzione non le sue dimissioni, come sarebbe giusto, ma l’uscita della società dal comparto dei trasporti e da quello dell’energia: ciò causerebbe la perdita di un patrimonio di inestimabile tecnologia e di lavoro di qualità. La vendita o la dismissione di asset come Ansaldobreda, Ansaldo STS, Ansaldo Energia, nonché Breda Menarini Bus avrebbe inoltre conseguenze nefaste sulle prospettive occupazionali dei lavoratori, con ripercussioni molto gravi anche nelle regioni meridionali, dove potrebbe essere messa a repentaglio la sopravvivenza di importanti realtà industriali, quali ad esempio lo stabilimento Ansaldo STS, già Wabco Westinghouse, di Tito Scalo (Potenza). Il Ministro Passera, impegnato anche lui a cancellare l’articolo 18, intervenga piuttosto per garantire l’affidabilità del management di Finmeccanica e tutelare la competitività economico- industriale dell’azienda, da cui – conclude Belisario – dipendono migliaia di posti di lavoro”.

 

Nella gestione dell’ospedale San Carlo di Potenza scelte insensate, De Filippo e Martirano diano spiegazioni

marzo 21, 2012 in Basilicata, Comunicati Stampa

“Chi paga il conto per la nomina e le dimissioni di Des Dorides? La scelta sciagurata, perdente ed immotivata del dimissionario direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo non è stata mai spiegata da De Filippo né da Martorano e questo vuol dire gestione personale, insensata e non partecipata della cosa pubblica”. Così il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario. “E i lucani cosa pensano di questi continui magheggi? Come al solito le professionalità coinvolte si trovano loro malgrado inconsapevolmente al centro dell’attenzione. Non sono essi il problema, lo è invece ancora una volta il sistema di governo del potere pubblico, per nulla trasparente. Aspettiamo dal presidente De Filippo e dall’assessore Martorano la convocazione di una conferenza stampa in cui comunicare ai cittadini le ragioni di scelte che creano indubbia instabilità nel pianeta già complesso della Sanità lucana”.

Sabato a Melfi incontro i tre operai che la Fiat di Melfi non vuole far tornare al lavoro

marzo 1, 2012 in Economia, Lavoro, Politica

Sabato prossimo alle 16, davanti ai cancelli della Fiat di Melfi, incontrerò Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre lavoratori della Fiat di Melfi licenziati e poi reintegrati dalla Corte di appello di Potenza, che l’azienda si ostina a tenere fuori dallo stabilimento. I tre lavoratori, due delegati della Fiom e uno iscritto allo stesso sindacato, non possono essere lasciati soli. Voglio che sentano la vicinanza anche delle istituzioni. Continua a leggere →