E’ recessione! Per rilanciare la produttività servono investimenti e posti di lavoro

febbraio 15, 2012 in Economia, Italia dei Valori, Lavoro, Senza categoria

Nel nostro Paese c’è un tasso di corruzione pari a quello della Macedonia, siamo messi peggio persino del Ruanda. Tra inaffidabilità, lentezza e tortuosità delle procedure, l’Italia può vantare una burocrazia kafkiana. La criminalità organizzata è la prima industria del Paese, non conosce crisi e mette in ginocchio le imprese oneste. L’instabilità e l’inadeguatezza del quadro politico, in particolare negli ultimi venti anni, rappresenta un enorme fattore di rischio per le aziende. In Italia si dovrebbe lavorare per eliminare queste autentiche piaghe. Invece, il Governo ha individuato il macigno che blocca gli investimenti: l’articolo 18. Continua a leggere →

La produttività non ha nulla a che fare con l’articolo 18

febbraio 13, 2012 in Comunicati Stampa

“Se la riforma del mercato del lavoro deve essere fatta per accrescere la produttivita’, cosi’ come afferma il presidente della Repubblica, allora chiediamo che sia immediatamente accantonata l’inutile polemica per abolire l’art. 18. Visto che negli ultimi 5 anni i casi di licenziamenti per giusta causa sono stati solo poco piu’ di 300, e’ chiaro che le emergenze del Paese sono ben altre”. Lo dichiara il presidente del Gruppo italia dei valori al Senato, Felice Belisario, che aggiunge: “I gravi fattori che frenano la produttivita’ sono l’elevatissimo tasso di burocrazia e corruzione, un sistema di infrastrutture tra i piu’ arretrati d’ Europa e una green economy che fatica a decollare. Per non parlare del mancato accesso al credito per le imprese e di un sistema fiscale insostenibile. L’italia dei valori ha presentato una mozione al Senato, che dovra’ essere discussa al piu’ presto, volta a ritirare la riforma dell’art.18 dai temi di trattativa con le parti sociali e a non inserirlo nei prossimi provvedimenti in tema di lavoro. Imprese e cittadini – conclude Belisario – sono disperati e se non si interviene con una vera riforma strutturale, la tensione sociale salira’ e a nulla servira’ il buonismo per scongiurarne le conseguenze”.

MARCHIONNE ESCE DA CONFINDUSTRIA. E IL GOVERNO COSA ASPETTA PER FARSI DA PARTE?

ottobre 3, 2011 in Economia, Politica

Da gennaio 2012 la Fiat abbandonerà Confindustria. Non solo: Marchionne annuncia che a Mirafiori si produrrà un Suv targato Jeep.  Una doppia fuga, dunque: dal mondo degli industriali e dalla competizione italiana ed europea. Da tempo ormai il Lingotto dà segnali di voler spostare all’estero il suo asse produttivo, ma per tutta risposta il Governo gli ha fornito un lasciapassare confezionato su misura, inserendo nella manovra il pericolosissimo articolo 8. Non bastava fare orecchie da mercante sul piano industriale dell’azienda, che può fare il bello e il cattivo tempo con il futuro degli stabilimenti: ora Marchionne ha avuto anche libertà di licenziare. Alla favola del Presidente operaio non ha mai creduto nessuno, ma qui siamo di fronte alla aperta complicità tra l’amministratore pubblico e il padrone delle ferriere. Continua a leggere →