L'IMPERATORE-SCIAMANO E LO IUS PRIMAE NOCTIS

marzo 27, 2010 in Politica

E’ impossibile competere con la fantasia del nostro presidente del Consiglio. Le bugie che ha detto in questa campagna elettorale non hanno pari, credo, in nessuna competizione elettorale. Non a caso Marcello Sorgi scrive sulla Stampa di oggi che questa è la peggiore campagna elettorale della storia repubblicana mentre Vespa (Vespa!) si è limitato a circoscrivere questa campagna come la peggiore degli ultimi anni.Del resto, sembra davvero di essere tornati al Medioevo. I feudatari, cioè i candidati governatori del centrodestra, giurano nelle mani dell’imperatore il quale invoca lo ius primae noctis per le feudatarie (evidentemente l’imperatore non applica la legge salica). Inoltre ha giurato sulla testa dei suoi figli di non aver corrotto Mills né di aver mai commesso alcun tipo di reato, come se fossimo davvero nel Medioevo e non in un paese civile del terzo millennio. Infine ha mandato in esilio, forse per tutta la vita, il brigante Santoro.

Berlusconi, non lo scopriamo oggi, è un’anomalia nella democrazia occidentale, e non solo per il gigantesco conflitto di interessi che lo coinvolge, ma per il populismo autoritario che contraddistingue la sua azione politica, più vicina a un Peron che a un leader della destra liberale come la Merkel o Sarkozy. E’ riuscito, in questi ultimi giorni, a protestare contro se stesso in piazza, ad annunciare che il governo, evidentemente composto da luminari della ricerca oncologica, sconfiggerà il cancro entro tre anni, giocando in maniera spudorata sulla pelle dei malati terminali. Ha inoltre detto che abbiamo finalmente sconfitto l’immigrazione clandestina e che nell’ultimo mese nessuno avrebbe varcato i nostri confini (come se un clandestino avvisasse del suo arrivo). Infine si è superato lasciando annunciare alla ex delfina Brambilla la rivoluzionaria riforma dei campi da golf, principale problema della nostra economia e traino fondamentale del turismo nazionale.

Più che partito dell’amore il Pdl può essere considerato il partito dell’effimero e delle farneticazioni, alla faccia dell’intelligenza degli italiani. Il solito venditore di tappeti, da qualche giorno anche sciamano e guaritore in odore di santità, nei suoi anni di governo, in realtà è riuscito in una sola operazione, quella di farsi 37 leggi a uso e consumo proprio e dei suoi amici che hanno massacrato il sistema giustizia, lo hanno salvato dai processi e svuotato tutti gli organismi di garanzia e di tutela. Mi chiedo quale sogno impossibile prometterà ancora prima dell’apertura delle urne: forse l’unto del signore prometterà il paradiso a tutti coloro che lo votano.

REGIONALI. SOLO BUGIE NEL VANGELO SECONDO SILVIO

marzo 10, 2010 in Elezioni Regionali 2010

 Il vangelo secondo Silvio, ora ci aspettiamo un decreto che stabilisca che e’ vero solo quello che dice lui.Le dichiarazioni del premier Berlusconi sull’esclusione della lista del Pdl dalle elezioni regionali nel Lazio sono clamorosamente false.

Il presidente del Consiglio ci ha fornito una articolata quanto personale ricostruzione di quello che sarebbe accaduto a Roma il giorno della presentazione delle liste, ribaltando la realta’, raccontando un mucchio di vergognose bugie, smentendo i carabinieri e attaccando giudici del Tar. La verita’ e’ che purtroppo per gli italiani Berlusconi non conosce il significato della parola ‘autocritica’, sa solo scaricare sugli altri la responsabilita’ degli errori suoi e dei suoi funzionari.
Per il capogruppo dell’Idv, Berlusconi “ha ragione solo quando dice che ‘i cittadini sono stanchi’. E’ vero, sono stanchi di questa maggioranza pasticciona, incapace pure di presentare le liste, preoccupata solo di come risolvere i guai giudiziari del presidente del Consiglio ma soprattutto non in grado di governare il Paese. Berlusconi faccia solo un piacere agli italiani: vada a casa.

REGIONALI:BERLUSCONI COME IL DUCE, NAPOLITANO COME IL RE

marzo 8, 2010 in Elezioni Regionali 2010

Berlusconi come Mussolini, ma anche Napolitano come Vittorio Emanuele. Il capo del governo decide e il presidente della Repubblica firma qualsiasi cosa gli venga sottoposta, proprio come faceva il re con il duce. Altro che garante della Costituzione, altro che baluardo di democrazia. L’unico modo di salvarla, la democrazia, a questo punto, e’ una grande mobilitazione di massa nelle piazze subito e alle urne tra qualche settimana. Bisogna assolutamente mandare a casa questo governo che si considera proprietario del paese.

REGIONALI: SE CI SARA' GOLPE CHIAMEREMO CASCHI BLU

marzo 5, 2010 in Elezioni Regionali 2010

La chiamata alle armi da parte di un uomo di legge come Di Pietro non puo’ che essere metaforica. Si tratta di un allarme a presidiare la democrazia dopo le dichiarazioni eversive e golpiste del centrodestra. Stiano tranquilli i vari Capezzone e Gasparri, sempre pronti a rispondere ai capricci del padrone, la nostra reazione sara’ ferma, ma sempre nell’ambito di quanto previsto dalla nostra Costituzione. I cittadini non potranno rimanere in poltrona a vedere le televisioni truccate di Berlusconi.
Noi  non siamo come il ministro della Difesa che aveva dichiarato, in modo assolutamente chiaro ed esplicito, che sarebbe stato ‘disposto a tutto’, una affermazione pericolosissima proprio per il ruolo che ricopre.
Certo, di fronte a una scelta golpista di Berlusconi, come quella di rovesciare per decreto le sentenze dei giudici, saremo costretti a chiamare i caschi blu dell’Onu.

TUTTI I CANDIDATI ALLA CARICA DI GOVERNATORE SI SOTTOPONGANO AL TEST ANTIDROGA. IL MIO E' QUI

marzo 3, 2010 in Politica, Senza categoria

risultato-test-antidroga-belisario_191109-1.jpeg  La politica pulita passa anche da qui. Nel novembre scorso aderii a un appello e mi sottoposi al test antidroga. nel file allegato potete leggere, sia pure un po’ sbiadito, l’esito di quel test. Credo che la trasparenza nella politica sia un elemento essenziale per cui chiedo a tutti i candidati alle regionali, in special modo i candidati alla carica di governatore. Lo stesso appello l’ho rivolto ai candidati dell’Italia dei valori nella mia regione, la Basilicata.

INTERVISTA DA "IL CLANDESTINO" DEL 3 MARZO 2010

marzo 3, 2010 in Senza categoria

  «Dal Pdl prova di superficialità. A Roma non c’è lista, non può esserci ricorso»

«Le regole ci sono, vanno rispettate»

di ANTONIO PITONI
Prima di tutto bisogna distinguere i casi. II capogruppo dell`Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, non fa di tutta l`erba un fascio. Anzi, distingue la bagarre dei Pdl nel Lazio dall`impasse della lista Formigoni in Lombardia. E parte da una premessa. «A Roma, il nostro partito ha costituito una vera e propria task force, formata dai nostri uomini migliori, per controllare tutti gli adempimenti formali, che sono tutt`altro che facili, necessari per la presentazione delle liste. Del resto si tratta di cose delicate e un partito serio non può permettersi il lusso di scivolare su una buccia di banana».

Cosa che invece al Pdl e a Renata Poiverini è capitato…

«Cosa posso dire? Hanno dato prova di superficialità o di approssimazione? Di sicuro, non si possono presentare firme insufficienti o fogli abrasi. Di sicuro qualcosa non ha funzionato. Ma, comunque la si voglia guardare, nella vicenda del Lazio c`è un problema: la lista dei Pdl per la provincia di Roma non è mai stata depositata».

Quindi non ci sono possibilità di evitare l`inevitabile?

«Dal momento che non ci troviamo di fronte ad un caso di esclusione, bensì di inesistenza della lista del PdI, non vedo come si possa pensare ad un ricorso per la riammissione di una lista che non c`è mai stata. Inoltre, mi pare francamente fuori luogo sollevare ipotesi di violenza e impedimento, che rischiano di far scadere nel ridicolo chi pensa di battere questa strada. Penso il Pdl può fare solo una cosa: chiarire la vicenda in casa propria. La sensazione è che a Roma il Popolo della libertà stia cercando di camminare sull`acqua e io sapevo che solo a Cristo era riuscito questo miracolo».

Diverso, invece, il caso della Lombardia. Lei che idea si è fatto?

«Lì siamo di fronte ad un caso di firme mancanti. Se si recuperano bene, a patto che ci siano. Diversamente, in Lombardia come nel Lazio, non credo si possa parlare di attentato alla democrazia. Né, d`altra parte, è ipotizzabile il ricorso ad una sanatoria generalizzata per aggirare il problema. Il punto è che le regole ci sono. Si possono senz`altro cambiare, ma nel frattempo vanno rispettate quelle vigenti».

Intanto si fanno sentire gli effetti della par condicio, con il blocco totale dei talk show politici…
«Nella sostanza stiamo assistendo all`omicidio dell`informazione attraverso il rispetto della forma. In verità, il Pdl è nel pieno della bufera con i casi Verdini, Bertolaso e Cosentino. Tutte vicende delle quali bisogna, evidentemente, parlare il meno possibile in tempi di campagna elettorale. Ma come riuscirci? Semplicemente sopprimendo l`informazione».

Però senatore, la par condicio non è una legge introdotta oggi e la concomitanza delle elezioni con le vicende giudiziarie che lei ha citato non è che sia stata studiata a tavolino. Non trova?

«Sì, ma un conto sarebbe stato dare delle regole a cui attenersi in tempo di campagna elettorale. Spegnere simultaneamente tutti i talk show significa, invece, non tanto penalizzare le trasmissioni ma le notizie. Se poi il Tgi dà la falsa notizia dell`assoluzione di Mills e non ci sono le trasmissioni di approfondimento per ripristinare la verità? La verità è che governo e Pdi sono in affanno e ilblack out dell`informazione non può che aiutarli».

Passiamo alla Campania. Nonostante la battaglia per la legalità dell`Italia dei valori, avete appoggiato De Luca. Immagino che dopo il blitz nel listino del Pdl siate ancora più convinti della vostra scelta…

«In Campania abbiamo fatto un accordo con il Pd, ritenendo che il sostegno a De Luca, sia pure sorretto da una massiccia dose di Malox, fosse più facilmente digeribile di quanto sarebbe stato consegnare la regione a Cosentino. Quanto all`inserimento di Conte nel listino dei Pdl, siamo di fronte all`ennesimo colpo di mano che non fa altro che confermare che, ormai, nel Popolo della libertà sono iniziate le faide. Ci auguriamo che di fronte a quanto sta accadendo non solo in Campania, ma anche nel resto del Paese, gli elettori sappiano dimostrare buon senso».

a.pìtonì@ilciandestino.net

ANTROPOLOGICAMENTE DIVERSI DA BERLUSCONI? ETICAMENTE E MORALMENTE SI': NOI ABBIAMO DEI VALORI, LUI NO

febbraio 17, 2010 in Elezioni Regionali 2010, Italia dei Valori, Politica

Secondo Berlusconi noi del centrosinistra siamo antropologicamente diversi. Tra le tante sciocchezze dette, finalmente una semi-verità, perché effettivamente ci sono differenze enormi tra noi, ma non sono di carattere antropologico, bensì riguardano l’etica ed i valori. Mentre lui è portatore degli interessi propri e dei suoi amici, l’Italia dei Valori ha semplicemente valori diversi: noi siamo per la legalità, per il rispetto delle leggi, per una società più giusta. E’ un terreno scivolosissimo. Temo che Berlusconi non abbia idea di cosa significhi “differenza antropologica”, punto di partenza di discriminazioni che poi diventano razzismo, intolleranza, xenofobia.Qualche tempo fa il premier usò la stessa metafora per definire i magistrati, gli stessi che cercano con tutte le proprie forze di applicare le leggi e che appartengono a quel sistema che il premier vorrebbe smantellare semplicemente per evitare di farsi processare.

Ieri Berlusconi ha presentato quattro candidate donne alla presidenza di quattro regioni diverse e, come al solito, ha offerto la sua concezione dell’universo femminile. Dopo la figuraccia dell’altro giorno in Albania oggi ha giustificato la candidatura non con le qualità politiche ma col fatto che si tratta di quattro donne “giovani e carine”. Ha detto proprio così, giovani e carine: ma allora le mandi a Miss Italia, non le candidi per importanti incarichi istituzionali.

Delle quattro candidate presentate ieri mattina solo una, la Polverini, si gioca la partita, le altre tre sono state calate dall’alto nelle tre regioni dove le chances di successo sono prossime allo zero: Emilia Romagna, Toscana e Umbria. Laddove si può vincere ha candidato solo maschietti. Tanto per dirne una, le candidate donna del centrosinistra sono tre, ma tutte con più che concrete possibilità di vittoria, in Lazio, Umbria e Piemonte. Insomma, è esattamente il contrario di quel che predica: per Berlusconi le donne sono solo un bell’oggetto da mettere in vetrina, per noi rappresentano un valore aggiunto.

Il Berlusconi di ieri non era diverso dal Berlusconi di sempre: demagogico, retorico, in malafede. Un venditore di tappeti che pur di appioppare il suo prodotto è disposto a qualsiasi menzogna. Nei giorni scorsi ha ribaltato la realtà sulla protezione civile, sulle ultime vicende di corruzione che hanno colpito esponenti del Pdl (e che il Tg1 continua a ignorare), sui magistrati, sulla giustizia. Continua a svuotare il ruolo del Parlamento occupandolo con leggi ad personam, ma anche ieri non ci ha risparmiato alcune mirabili perle. E’ una pietosa bugia, ad esempio, che il centrosinistra ha intenzione di riportare l’Ici sulla prima casa. Non troverà nessuna dichiarazione di esponenti del centrosinistra che dicono questo. Anzi, Berlusconi fa finta di dimenticare che era stato proprio il governo Prodi a diminuire del 40 per cento la tassa con in programma, se la legislatura fosse continuata, di abrogarla del tutto.

Così come nessuno di noi si è mai sognato neanche di pensare di alzare la tassazione sui bot dei pensionati, delle famiglie, dei piccoli risparmiatori. Altra cosa è la possibilità di tassare le grandi rendite finanziarie per liberare risorse che potessero essere investite in attività produttive. Un’operazione ispirata dal dato che la tassazione delle rendite è la più bassa in Europa e con un trattamento privilegiato rispetto alla tassazione dei redditi da lavoro, sia dipendente che di impresa.

E la tracciabilità dei pagamenti? Per il presidente del Consiglio la norma introdotta dal precedente governo di centrosinistra dava vita a uno stato di polizia tributaria, invece forse avrebbe dato una mano a ridurre l’evasione fiscale, di quattro volte superiore alla media dei paesi dell’Unione europea.

E infine l’ultima, pietosa bugia: il centrosinistra vorrebbe aumentare le tasse. Forse è appena il caso di ricordargli che noi vogliamo ridurle, e questo è possibile a patto che le paghino tutti. L’Italia dei Valori vuole un sistema fiscale più equo visto che le tasse vengono pagate fino all’ultimo centesimo solo dai lavoratori dipendenti. Non è un caso che solo 3 italiani su 1000 hanno dichiarato nel 2009 un reddito superiore ai 100.000 euro e che la stragrande maggioranza di costoro sono dipendenti e che ben 11 milioni di italiani non pagano le tasse.

La campagna elettorale è appena cominciata e aumentano esponenzialmente retorica, demagogia e menzogne del presidente del Consiglio. Non oso immaginare a cosa arriverà il peggior presidente del Consiglio italiano dai tempi di Mussolini in prossimità del voto.

NEL 2009 IL PIL ITALIANO A -4,9%. E' IL DATO PEGGIORE DAL 1945. ALLE REGIONALI DIAMO UNA SPALLATA A QUESTO GOVERNO INCAPACE

febbraio 12, 2010 in Economia

                 

Il Pil affonda, cosa dicono Berlusconi e Tremonti? Continuano a pensare che la crisi sia stata solo psicologica e che sia gia’ finita? Sono mesi che ci aspettiamo una leggera ripresa della nostra economia, magari al traino degli Usa, dove il Pil sta crescendo dell’1,4 per cento, o di altri paesi europei messi decisamente meglio. Invece a ogni rilevamento la situazione peggiora.

Qualche giorno fa il record di disoccupazione, oggi quello del Pil che, a quanto pare, non e’ il peggiore dal 1971, data in cui si fermano le serie storiche dell’Istat, ma e’ il peggiore dal 1945 a oggi. Insomma, il paese e’ alla canna del gas mentre il governo invece di studiare una rete di protezione per le categorie piu’ disagiate e di provvedimenti per rilanciare l’economia continua a occuparsi dei problemi giudiziari del premier e, adesso, anche della protezione civile. C’e’ solo una soluzione per l’Italia  mandare a casa questo governo incapace, magari cominciando a dargli una spallata gia’ alle prossime regionali.