Clini vuole fornire un salvacondotto ai Riva, ma è stata la loro gestione a causare il dramma dell’Ilva

novembre 28, 2012 in Comunicati Stampa

“È evidente che bisogna salvaguardare ed innovare la produzione industriale dell’acciaio, fondamentale per il tessuto produttivo italiano, ma a causare il rischio di chiusura degli impianti Ilva è stata la gestione illegale della famiglia Riva, che ha messo il profitto davanti agli interessi dei cittadini. La magistratura è intervenuta per fermare il disastro ambientale e sanitario di Taranto, mentre Clini si preoccupa solo di offrire un salvacondotto all’azienda. Aspettiamo il Ministro dell’Ambiente in Senato, dovrà assumersi le proprie responsabilità di fronte al Paese”. Lo dichiara il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario. “Invece di fare il gioco degli indagati e aprire un fronte di scontro con chi fa rispettare la legge, il Governo – aggiunge – ha il dovere di respingere al mittente il ricatto occupazionale e di schierarsi al fianco dei magistrati, lavorando perché tutto rientri nei binari della legalità. Clini è stato per anni ai vertici del Ministero dell’Ambiente senza muovere un dito, mentre l’azienda avvelenava il territorio fregandosene delle conseguenze. I cosiddetti tecnici non possono continuare ad assecondare solo gli imprenditori, è sotto gli occhi di tutti che la situazione dell’Ilva resta drammatica, soprattutto per la sicurezza dei lavoratori. Il dovere del Governo Monti – conclude Belisario – è quello di imporre gli investimenti per la riconversione degli impianti, garantendo i posti di lavoro e tutelando ambiente e salute”.

L’Ilva è la fotografia dell’assenza di un piano industriale

ottobre 7, 2012 in Ambiente, Comunicati Stampa, Economia

“L’Ilva di Taranto è, purtroppo, la foto di un Paese che per troppi anni non ha avuto un piano industriale serio. Quando diciamo che siamo dalla parte dei magistrati, della salute e dei lavoratori lo facciamo perché siamo convinti che possa esistere un modo di ‘fare industria’ che rispetti le regole, che dia lavoro e, quindi, crei occupazione e rispetti l’ambiente. O meglio, che faccia dello sviluppo sostenibile il suo punto di forza per un’economia più competitiva. Dall’Ilva e dal governo vogliamo risposte immediate per i lavoratori e per i cittadini di Taranto, riconoscendo il lavoro della magistratura, che merita il nostro pieno sostegno per aver scoperchiato una volta per tutte il vaso di Pandora dell’Ilva. Ma ancora non abbiamo ben capito le intenzioni del ‘ministro- fantasma’ dello Sviluppo economico, Passera, che ancora non ci ha spiegato quale piano industriale abbia in mente, come intende lanciare la crescita dell’economia italiana. Temo che non abbia dato risposte né a noi, né ai cittadini, perché troppo impegnato a tutelare gli interessi delle lobbies che lo sostengono e sulle quali punta per il suo futuro politico. Prima se ne vanno a casa lui e tutta la sua allegra compagnia, meglio è. Diamo spazio – conclude Belisario – ad un governo politico di centrosinistra che sappia, sulla base di un programma condiviso, coniugare lavoro e salute per avviare quella green economy, fiore all’occhiello dei Paesi del Nord-Europa”.

Nessun baratto tra lavoro e salute

settembre 26, 2012 in Ambiente, Comunicati Stampa

“Non esistono più vie di mezzo, né compromessi al ribasso. Non si baratta la salute con il lavoro, né tantomeno il contrario”. A dichiararlo il capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che aggiunge: “la decisione del giudice di oggi deve solo tranquillizzare i lavoratori, vuol dire che c’è qualcuno che vigila attentamente sulla loro salute. Il piano di risanamento presentato dall’Ilva già non aveva convinto i sindacati a giugno e, oggi, il gip lo ha rispedito al mittente perché non contiene un nuovo impegno dell’azienda verso una vera e nuova bonifica. Ferrante e l’Ilva la smettano di prendere in giro i lavoratori e propongano interventi di risanamento seri che ad oggi sono realizzabili, salvaguardando i posti di lavoro che sono l’altra priorità. Basta esasperare il clima creando un braccio di ferro, ormai superabile grazie alle nuove tecnologie, tra lavoro e salute. Siamo nel 2012, tutta l’Europa viaggia verso la green economy, non è tollerabile pensare che l’Italia non possa adeguarsi velocemente agli standard internazionali. Ed è disumano – conclude Belisario – che qualcuno sfrutti i lavoratori disperati per continuare a produrre a basso costo con metodologie superate e pericolose”.

Fenice inquina nel silenzio e nell’ignavia

settembre 6, 2012 in Ambiente, Basilicata, Comunicati Stampa

“Dire che è necessario mantenere in funzione l’inceneritore Fenice di Melfi, equivale ad attentare volutamente alla salute dei cittadini”. Lo dichiara il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, presente a Monopoli alla manifestazione ‘Full immersion’, organizzata dall’IdV e dal Cantiere dei Valori. “L’incapacità di gestire la questione rifiuti in Basilicata non si deve risolvere con una soluzione killer come quella del termovalorizzatore, piuttosto con una politica integrata che punti alla riduzione, al recupero e al riciclo. Il problema vero è che manca la volontà politica e ci sono troppi interessi ‘sporchi’ in gioco. Ho chiesto più volte, in varie interrogazioni parlamentari, l’intervento del governo. Purtroppo, però, devo constatare che quando si tratta dei diritti fondamentali, come il lavoro, la salute o l’ambiente, l’esecutivo fa orecchie da mercante, confermandosi il governo dei poteri forti. Non dimentichiamoci, infatti, che Fenice è la pattumiera della Fiat, che si oppone alla chiusura del mostro ambientale ma vuole smantellare la SATA San Nicola di Melfi. E’ vergognoso che si continui ad ignorare la salute dei lucani, da anni intossicati a causa si sversamenti e fumi altamente tossici. E la cosa più inquietante – conclude – è che la cosa avvenga nel silenzio dei media nazionali e nell’ignavia della politica”.

In piazza a Taranto, per un’Italia davvero civile

agosto 17, 2012 in Ambiente, Economia, Lavoro, Politica

Stamattina sono sceso in piazza a Taranto, ho manifestato al fianco dei cittadini e degli operai che giustamente chiedono di non dover scegliere più tra lavoro e salute, perché in un Paese che pretende di definirsi civile si ha diritto ad entrambi. Sono sceso in piazza a Taranto con i colleghi Pino Caforio e Piefelice Zazzera per sostenere la magistratura, indegnamente chiusa in un angolo e messa sotto attacco dal governo e dai partiti che lo sostengono solo per aver chiesto il rispetto della legge, per aver fatto il proprio dovere istituzionale. Continua a leggere →

A Taranto a sostegno dei magistrati e contro il ricatto tra lavoro e salute

agosto 16, 2012 in Ambiente, Lavoro, Politica

Domani mattina sarò a Taranto, scenderò in piazza per dire no pacificamente all’alternativa tra lavoro e salute, per sostenere la magistratura messa sotto indegno assedio, da destra e da sinistra, solo per aver fatto il proprio dovere istituzionale. Sarò a Taranto nel giorno in cui arriveranno i ministri Passera e Clini (mentre si sono perse le tracce della Severino), esponenti di un governo che nella partita sull’Ilva è entrato in campo per andare all’attacco della magistratura, per fermare chi difende la legge e non chi l’ha violata per anni. Continua a leggere →

Le tante Ilva d’Italia e l’indegno processo alla magistratura

agosto 12, 2012 in Ambiente, Basilicata, Economia, Lavoro, Politica

A Taranto c’è l’Ilva, ed è il caso più eclatante, quello sulle prime pagine di tutti i giornali. Ma in Italia ci sono tante altre Ilva, con un altro nome e sicuramente meno conosciute, altrettanto inquinanti ed egualmente pericolose per chi  lavora dentro, per chi vive accanto, per l’ambiente circostante. Il comune denominatore è sempre lo stesso: in cambio del lavoro si pretende di poter derogare sulla sicurezza, sul rispetto degli standard ambientali. Continua a leggere →

L’Ilva e la strategia della tensione

agosto 6, 2012 in Ambiente, Lavoro, Politica

Fare leva sulla paura dei lavoratori, usando l’arma del ricatto nei confronti dello Stato. E’ la ‘strategia della tensione’ con cui i vertici dell’Ilva puntano a tenere aperto l’impianto di Taranto, e poco male se è una fabbrica che inquina, che avvelena, che uccide. Il messaggio, forte e chiaro nella sua arroganza, l’ha lanciato il presidente dell’Ilva, Ferrante, già prefetto della Repubblica: “Chiudere Taranto significa chiudere anche Genova e Novi Ligure”. Poche parole di una disarmante chiarezza, e chi deve capire capisca. Continua a leggere →