Clini vuole fornire un salvacondotto ai Riva, ma è stata la loro gestione a causare il dramma dell’Ilva

novembre 28, 2012 in Comunicati Stampa

“È evidente che bisogna salvaguardare ed innovare la produzione industriale dell’acciaio, fondamentale per il tessuto produttivo italiano, ma a causare il rischio di chiusura degli impianti Ilva è stata la gestione illegale della famiglia Riva, che ha messo il profitto davanti agli interessi dei cittadini. La magistratura è intervenuta per fermare il disastro ambientale e sanitario di Taranto, mentre Clini si preoccupa solo di offrire un salvacondotto all’azienda. Aspettiamo il Ministro dell’Ambiente in Senato, dovrà assumersi le proprie responsabilità di fronte al Paese”. Lo dichiara il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario. “Invece di fare il gioco degli indagati e aprire un fronte di scontro con chi fa rispettare la legge, il Governo – aggiunge – ha il dovere di respingere al mittente il ricatto occupazionale e di schierarsi al fianco dei magistrati, lavorando perché tutto rientri nei binari della legalità. Clini è stato per anni ai vertici del Ministero dell’Ambiente senza muovere un dito, mentre l’azienda avvelenava il territorio fregandosene delle conseguenze. I cosiddetti tecnici non possono continuare ad assecondare solo gli imprenditori, è sotto gli occhi di tutti che la situazione dell’Ilva resta drammatica, soprattutto per la sicurezza dei lavoratori. Il dovere del Governo Monti – conclude Belisario – è quello di imporre gli investimenti per la riconversione degli impianti, garantendo i posti di lavoro e tutelando ambiente e salute”.

A Melfi con i tre operai della Fiat reintegrati da una sentenza. Ora in Parlamento per chiedere al Governo giustizia sociale

marzo 3, 2012 in Lavoro, Politica

Questo pomeriggio sono stato allo stabilimento Fiat di Melfi insieme ai tre operai, iscritti alla Fiom, ingiustamente licenziati ormai quasi due anni fa e reintegrati da una recente sentenza di appello. Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli vogliono solo lavorare, invece Sergio Marchionne vuole fare il padrone delle ferriere. È chiaro che l’IdV sta dalla parte di chi svolge con dignità la propria professione e chiede il rispetto dei propri diritti. Non mi fermerò qui, porterò la protesta in Parlamento per difendere l’articolo 1 della Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. A Melfi questo sacrosanto principio rischia di essere calpestato. Continua a leggere →

MARCHIONNE ESCE DA CONFINDUSTRIA. E IL GOVERNO COSA ASPETTA PER FARSI DA PARTE?

ottobre 3, 2011 in Economia, Politica

Da gennaio 2012 la Fiat abbandonerà Confindustria. Non solo: Marchionne annuncia che a Mirafiori si produrrà un Suv targato Jeep.  Una doppia fuga, dunque: dal mondo degli industriali e dalla competizione italiana ed europea. Da tempo ormai il Lingotto dà segnali di voler spostare all’estero il suo asse produttivo, ma per tutta risposta il Governo gli ha fornito un lasciapassare confezionato su misura, inserendo nella manovra il pericolosissimo articolo 8. Non bastava fare orecchie da mercante sul piano industriale dell’azienda, che può fare il bello e il cattivo tempo con il futuro degli stabilimenti: ora Marchionne ha avuto anche libertà di licenziare. Alla favola del Presidente operaio non ha mai creduto nessuno, ma qui siamo di fronte alla aperta complicità tra l’amministratore pubblico e il padrone delle ferriere. Continua a leggere →