I dirigenti Rai imparino la lezione della coppia Fazio-Saviano

maggio 15, 2012 in Comunicati Stampa, Informazione

 

“Il risultato eccellente e prevedibile della coppia Fazio-Saviano è l’ennesima occasione mancata per la Rai”. A dichiararlo il capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che aggiunge “sono stati premiati dal pubblico due professionisti che non hanno paura di esprimere le loro idee, anche se scomode, ma che per fare il loro lavoro hanno chiesto ‘asilo’ ad una televisione diversa da quella di Stato. Un successo per La7, un’umiliazione per la Rai, ormai succube di una devastazione culturale, professionale ed economica da parte della politica. Mi auguro – aggiunge – che ‘Quello che non ho’ possa dare ai dirigenti Rai lo scossone per capire che le cose vanno cambiate e in fretta. Noi dell’Italia dei Valori lo diciamo da sempre: bisogna liberare il servizio pubblico dall’occupazione dei partiti, bisogna affidare la gestione a professionisti preparati in base ai curricula, e non secondo la logica dello scambio di poltrone. Abbiamo visto per l’ennesima volta che esiste un’alternativa a questo sistema, alternativa – conclude Belisario – premiata dai cittadini stanchi di essere sbeffeggiati da un palinsesto scarso, edulcorato e ingannevole. Rai, meno chiacchiere, più fatti”.

ACQUA, NUCLEARE E UGUAGLIANZA DI FRONTE ALLA LEGGE. TENIAMO DURO PER IL BENE DI TUTTI

giugno 4, 2011 in Ambiente, Giustizia, Informazione, Italia dei Valori, Referendum

Su ragazzi, un ultimo sforzo. E’ quello che vi chiedo di fronte all’ennesimo tentativo del governo di scipparci il diritto di scegliere. Lo sforzo di resistere e di attendere la decisione della Corte Costituzionale a cui ha fatto ricorso l’Avvocatura Generale dello Stato per chiedere l’inammissibilità de referendum su nucleare in seguito al mandato ricevuto dal solito Silvio da Arcore. Sono sicuro, ritenendo ineccepibile la decisone della Cassazione, che il governo prenderà una sonora bastonata e dovrà incassare un’altra sconfitta. Ma capisco che per noi è un’altra prova di nervi che vinceremo in nome della democrazia.
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BOTTINO PUBBLICITARIO SOLO PER LE RETI MEDIASET

gennaio 15, 2010 in Senza categoria

Questa volta il nemico che Berlusconi vuole abbattere è Rupert Murdoch, il proprietario di Sky. Un avversario che in teoria avrebbe tutti i mezzi per poter competere ad armi pari col Cavaliere sul piano imprenditoriale, ma che in realtà non può farlo perché gli vengono cambiate le regole del gioco mentre si sta giocando.
 
Infatti l'ennesimo colpo di mano tentato dal Governo stavolta tocca nel vivo proprio gli interessi economici di Murdoch, già colpito lo scorso anno dalla prima finanziaria del governo Berlusconi con l'aumento dell'Iva per le tv a pagamento dal 4 al 20 per cento.

Come eliminare definitivamente l'avversario? Sulle maggiori uscite si è operato, adesso basta attivarsi per costringerlo a minori entrate. Ed ecco un decreto legislativo che, recependo in senso restrittivo la direttiva europea in materia di telecomunicazioni, regalerebbe più pubblicità a Mediaset togliendola a Sky.

Esecutore di questa ennesima "manovrina ad personam" è Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni nonché uomo tv da sempre vicino al Cavaliere. Stando ai fatti, il tetto orario fissato attualmente al 18% per tutte le reti commerciali verrebbe abbassato al 12% (dove è già posizionata e resterebbe la Rai, godendo dell'introito del canone).

Ciò vuol dire che Sky perderà 3 minuti di spot ogni ora per ogni canale; e fin qui, tutto apparentemente e "democraticamente" corretto. Peccato però, e non c'è da meravigliarsi, che ancora una volta, in pieno conflitto di interessi, Mediaset ricavi da questo provvedimento dei benefici e Sky degli svantaggi. Perché la novità va a toccare esclusivamente le reti a pagamento, compresa Mediaset Premium che fattura un decimo di Sky, ma i canali in chiaro e in digitale terrestre, che sono il grosso del fatturato Mediaset, al contrario beneficeranno addirittura  di un innalzamento della quota pubblicitaria dal 18 al 20%.

In definitiva, se al momento Sky può trasmettere fino a poco più di 10 minuti di pubblicità ogni ora, nel giro di tre anni quei minuti scenderanno fino a
poco più di 7, contro i 12 delle tv private. Il Governo perde dunque il pelo, ma non il vizio!

Ora il decreto andrà all'esame delle commissioni competenti di Camera e Senato per i pareri non vincolanti e, poiché gode di una corsia preferenziale, entro poche settimane tornerà al Consiglio dei ministri per il visto del padrone.

Evviva la democrazia!!!